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Cultura & Lettere
Poesia e Letteratura

Sotto il senso del vivere di Franco Donatini

Lungarno di Pisa al tramonto con facciate color ocra riflesse nell'Arno e un tavolino all'aperto
Immagine generata con AI

Un ingegnere nucleare che scrive versi sulla precarietà dell’esistenza non è una figura frequente nel panorama editoriale italiano. Sotto il senso del vivere, raccolta poetica di Franco Donatini pubblicata da Porto Seguro nella collana Carpe diem, arriva dopo una bibliografia fatta soprattutto di narrativa d’arte e di saggistica sull’energia, e chiude un percorso che dalla divulgazione scientifica si è spostato verso la scrittura in versi.

Il libro e la sua collocazione editoriale

Il volume esce per Porto Seguro, casa editrice fiorentina con un catalogo ampio di narrativa e poesia contemporanea, all’interno della collana Carpe diem. La scheda del libro ne riassume l’impianto: una voce narrante che assume i panni di un filosofo esistenzialista e attraversa la transitorietà della condizione umana senza cercare consolazioni rapide.

La presentazione editoriale insiste su due nuclei. Il primo è il confronto con le domande del nichilismo, tema che nella poesia italiana contemporanea ricorre più spesso in forma allusiva che dichiarata. Il secondo è la possibilità di un approdo, individuato non in una trascendenza ma nel perimetro della singola individualità, descritta come luogo sicuro verso cui la navigazione può sempre tornare.

Chi è Franco Donatini

Donatini è ingegnere nucleare e ha insegnato all’Università di Pisa. La sua attività professionale si è svolta a lungo in Enel, dove si è occupato delle politiche di ricerca e sviluppo sulle fonti rinnovabili. È una biografia che spiega la presenza costante, nei suoi libri, di un vocabolario tecnico usato come materiale narrativo anziché come ornamento.

Fra il 2006 e il 2007 ha compiuto una circumnavigazione del Sud America a bordo di una barca a vela alimentata esclusivamente da fonti rinnovabili, esperienza confluita nel programma di Rai 3 “Evoluti per caso, sulle tracce di Darwin”. Ha inoltre collaborato a trasmissioni televisive di divulgazione. La combinazione fra competenza tecnica e attitudine narrativa è il tratto che ricorre in tutta la sua attività pubblica, dalla televisione ai libri.

Il profilo non è quello dell’accademico che scrive versi per diletto. Donatini ha costruito negli anni una bibliografia regolare, con un titolo ogni uno o due anni, distribuita fra editori diversi e rivolta a un pubblico generalista. La poesia arriva in questo percorso come ultimo segmento, non come esordio tardivo.

Una bibliografia divisa in due

La produzione libraria di Donatini si muove su due binari. Da un lato la narrativa costruita attorno a figure della storia dell’arte e della scienza, dall’altro la saggistica sull’energia. Il catalogo raccolto da Leonardo Libri permette di ricostruirne la sequenza.

  • “In viaggio”, 2008, scritto con Patrizio Roversi
  • “Galileo, i giorni della cecità”, 2009, con prefazione di Carlo Rubbia
  • “Intorno a lei. Chagall, amore e arte”, 2009
  • “La vestale di Kandinsky”, 2012
  • “Modigliani mon amour”, 2014
  • “Il mulino dei sogni. Glorie e disgrazie del nucleare”, 2016

La serie dedicata ai pittori, da Chagall a Modigliani fino a Toulouse Lautrec, costruisce racconti biografici a partire da un episodio o da una relazione. Il libro sul nucleare appartiene invece al filone della divulgazione tecnica, con un taglio storico sulle vicende industriali italiane.

Il volume scritto con Patrizio Roversi segnala inoltre un terzo registro, quello del racconto di viaggio, legato all’esperienza della navigazione a vela e alla divulgazione ambientale. Sono tre modi di lavorare sulla stessa materia: la relazione fra una persona e i limiti fisici entro cui si muove.

Che cosa cambia con la poesia

Il passaggio al verso comporta una compressione radicale rispetto alla misura del romanzo biografico. Dove la narrativa d’arte lavorava su ricostruzioni documentate e su personaggi storici, la raccolta poetica riduce il campo a una voce sola e a una materia astratta: il tempo che passa, la percezione della fine, la distanza fra l’individuo e ciò che lo circonda.

È una traiettoria che non sorprende del tutto. Nei libri precedenti l’autore aveva già mostrato interesse per i momenti in cui una biografia si incrina, dalla cecità di Galileo alle vicende private dei pittori raccontati. La poesia elimina il supporto narrativo e lascia soltanto la riflessione.

Il registro esistenzialista

La definizione di poesia esistenzialista, usata nella presentazione del volume, va intesa in senso largo. Non si tratta di adesione a una scuola filosofica ma di un atteggiamento: la scelta di trattare l’esistenza come problema anziché come dato, e di misurarne il senso senza appoggiarsi a una risposta precostituita.

Il senso di estraneità e di isolamento che la scheda editoriale segnala come tratto dominante non produce, a giudicare dalla presentazione, un esito disperato. L’individualità funziona da limite e da rifugio insieme, e la raccolta si muove fra queste due funzioni.

Va detto che la formula dell’esistenzialismo, applicata alla poesia italiana contemporanea, indica più spesso una temperatura che una poetica definita. Nel caso di questo volume serve soprattutto a segnalare al lettore che non troverà poesia di occasione né versi legati a un paesaggio o a una vicenda biografica riconoscibile.

Valeria Serofilli e il circuito pisano

Il nome di Valeria Serofilli è legato al contesto letterario in cui il volume si colloca. Nata a Parma il 25 ottobre 1964 e residente a Pisa, insegnante di lettere, Serofilli presiede il premio nazionale di poesia Astrolabio, intitolato alla memoria di Renata Giambene, e dirige gli incontri letterari che si tengono allo storico Caffè dell’Ussero di Pisa e a Villa di Corliano.

La sua pagina biografica elenca una produzione poetica che parte da “Acini d’Anima” del 2000 e prosegue con “Tela di Eràto” del 2002, “Fedro rivisitato” del 2004, “Chiedo i cerchi” del 2008 e “Vestali” del 2015, oltre al saggio “I Gigli di Nola” del 1993. I suoi testi sono stati tradotti in inglese, francese, spagnolo e giapponese.

Il Caffè dell’Ussero come luogo letterario

Il Caffè dell’Ussero, affacciato sul Lungarno Pacinotti, è uno dei locali storici italiani con una tradizione di frequentazione letteraria che risale all’Ottocento. La rassegna di incontri che vi si tiene ha dato titolo anche a una collana di quaderni curata da Serofilli, segno di una attività editoriale parallela a quella di organizzazione.

In una città universitaria di dimensioni contenute, un circuito di questo tipo assume una funzione che altrove spetta alle istituzioni pubbliche: seleziona, presenta e mette in relazione autori che difficilmente troverebbero spazio nei circuiti della grande distribuzione.

Il premio Astrolabio si inserisce nella stessa logica. Le giurie dei premi minori funzionano come filtri di lettura in un mercato in cui escono ogni anno centinaia di raccolte poetiche, quasi tutte con tirature ridotte, e costituiscono per molti autori l’unico canale di riconoscimento esterno.

A chi si rivolge il libro

“Sotto il senso del vivere” si indirizza a un lettore disposto ad accettare una poesia dichiaratamente riflessiva, più vicina alla prosa di pensiero che alla lirica di immagine. Chi conosce Donatini per i romanzi sui pittori troverà un registro diverso, spogliato dell’apparato documentario. Chi si avvicina per la prima volta al suo lavoro incontra invece la parte più asciutta della sua produzione, senza le cornici storiche che accompagnano i romanzi.

Il volume resta reperibile nelle librerie online con il codice ISBN 9791254929568, ed è disponibile anche nei cataloghi delle principali catene italiane.

Domande frequenti

Chi è l’autore di “Sotto il senso del vivere”?

La raccolta è firmata da Franco Donatini, ingegnere nucleare e docente all’Università di Pisa, autore di narrativa e saggistica.

Quale casa editrice ha pubblicato il libro?

Il volume esce per Porto Seguro, nella collana Carpe diem, con codice ISBN 9791254929568.

Di che cosa parla la raccolta?

Affronta la transitorietà della condizione umana e le domande del nichilismo, indicando nell’individualità un possibile punto di approdo.

Quali altri libri ha scritto Donatini?

Fra gli altri “Galileo, i giorni della cecità”, “Intorno a lei. Chagall, amore e arte”, “Modigliani mon amour” e “Il mulino dei sogni”.

Chi è Valeria Serofilli?

È una poetessa e operatrice culturale pisana, presidente del premio nazionale di poesia Astrolabio e degli incontri letterari al Caffè dell’Ussero.

Che cos’è il premio Astrolabio?

È un premio nazionale di poesia intitolato alla memoria di Renata Giambene e presieduto da Valeria Serofilli.

Maria Sole Gatti

Critica letteraria

Critica letteraria, si occupa di poesia contemporanea e narrativa italiana. Collabora con riviste culturali e segue da anni la scena poetica del Nord-Ovest.