Nel solco profondo della storia italiana, là dove tradizione e impegno civile si incontrano, il Casato Antinolfi continua a distinguersi come esempio vivido di coerenza morale, fede cristiana e dedizione al bene comune. Un casato che non vive la propria millenaria eredità come memoria immobile, ma come missione quotidiana, capace di tradurre i valori in azioni concrete, anno dopo anno.
Il 2025 si è rivelato un anno emblematico di questo percorso: dodici mesi scanditi da iniziative culturali, spirituali e solidali che hanno riaffermato il ruolo del Casato come punto di riferimento etico e umano, fedele ai principi del Vangelo e alla responsabilità sociale che la storia affida a chi ne è custode.
L’anno si è aperto nel segno della famiglia e dell’unità, con una conviviale a San Severino Lucano che ha visto i membri del Casato riuniti non solo per programmare il futuro, ma per rinnovare quel patto silenzioso che lega le generazioni: custodire le radici per servire il presente. Un momento di profonda comunione, in cui la progettualità si è intrecciata al ricordo e alla speranza.
Nel corso dei mesi, il Casato Antinolfi ha saputo declinare il proprio impegno in molteplici ambiti. Dalla partecipazione a eventi di respiro europeo, come il concorso Miss Principessa d’Europa, fino alla promozione della cultura attraverso il concorso nazionale di poesia, la famiglia ha dimostrato come bellezza, arte e valori possano convivere in una visione armonica dell’uomo.
La dimensione spirituale ha rappresentato il cuore pulsante dell’anno: dalla Santa Messa di ringraziamento nella Basilica di Santa Chiara per la venerabilità del servo di Dio Salvo D’Acquisto, al pellegrinaggio e alla donazione del cero a San Michele Arcangelo, ogni gesto è stato espressione di una fede vissuta con sobrietà, gratitudine e fiducia nella Provvidenza.
Una fede che non si limita alla preghiera, ma si traduce in servizio. Particolarmente significativo è stato l’impegno nel sociale, testimoniato dalla partecipazione alla Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo e dalle iniziative a favore dei più fragili. Culmine di questo cammino è stato l’omaggio finale ai bambini speciali della Terra dei Fuochi e del reparto di oncoematologia pediatrica di San Giovanni Rotondo: un gesto semplice, ma carico di umanità, che ha riportato al centro il valore evangelico della carità silenziosa e concreta.
Non sono mancati i momenti di memoria e di responsabilità civile, come la commemorazione dei Caduti e delle Forze Armate e il patrocinio della cerimonia della Medaglia d’Oro Libertas allo Stadio Maradona, a testimonianza di un casato che riconosce nella libertà, nel sacrificio e nella dignità della persona pilastri irrinunciabili della convivenza umana.
Il riconoscimento ricevuto dall’Unione Nobiliare Preti, legata al Casato Tommasi di Lampedusa, ha suggellato un anno intenso, confermando il prestigio morale e storico del Casato Antinolfi nel panorama nobiliare e culturale italiano.
La storia degli Antinolfi, oggi come ieri, è una storia di costanza, di discrezione operosa e di fedeltà ai valori cristiani. Un esempio raro e prezioso in un tempo che spesso smarrisce il senso della continuità e del servizio. Guardando al futuro, il Casato dimostra che la vera nobiltà non risiede nei titoli, ma nella capacità di farsi prossimi, di custodire la tradizione e di trasformarla in speranza concreta per gli altri.
Dalla sede storica del Casato, 07.01.2026