La tragedia di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera, ha sconvolto l’Europa intera, colpendo profondamente numerose famiglie.
L’incendio al bar Le Constellation ha causato la morte di più di 40 persone e il ferimento di oltre 100, molti dei quali minorenni tra i 14 e i 16 anni.
Non esistono parole capaci di colmare il vuoto lasciato da un figlio che non torna a casa.
Tutti i genitori augurano buon divertimento ai propri figli se escono per divertirsi e vedere quelle bare caricate su un C-130 ci ha riempiti di sgomento.
Le indagini parlano di candele scintillanti e soffitti infiammabili, di uscite di sicurezza mancanti e locali non a norma. È giusto pretendere giustizia contro chi ha anteposto il profitto alla sicurezza ma oggi, prima del tribunale, c’è il bisogno di proteggere la memoria di questi ragazzi. Non lasciamo che il dibattito pubblico si sporchi con il giudizio di chi chiede “perché erano lì”. Erano lì perché avevano sedici anni e il diritto di sognare un inizio d’anno indimenticabile.!!!
Il pensiero va anche ai genitori dei ragazzi ancora ricoverati nei reparti grandi ustionati, in attesa di un segnale di speranza.
Non ci sono ricette per superare una simile strage, solo la consapevolezza che questi figli, i vostri, i nostri, meritavano un mondo più sicuro.
Davanti a una tragedia che colpisce ragazzi nel fiore degli anni, le parole appaiono improvvisamente fragili, quasi invadenti.
La Svizzera, con i suoi paesaggi ordinati e la sua promessa di sicurezza, ci appare sempre come un rifugio. Quando la tragedia irrompe in un contesto simile, lo shock è doppio.
Per un genitore, il dolore per la perdita di un figlio non ha un nome proprio… nella nostra lingua non esiste un termine per definire un genitore che perde un figlio, come se il vocabolario si rifiutasse di accettare l’idea.
Non ci sono spiegazioni che tengano davanti a un dolore così grande. C’è solo la possibilità di restare umani, di onorare la memoria di queste giovani vite cercando di costruire un mondo che sia un po’ più attento, un po’ più dolce, un po’ più presente per chi resta.
Non ci sono frontiere nel dolore, così come non ce ne sono nell’amore che lega un genitore a un figlio perché ogni giovane vita spezzata è, in fondo, un figlio di tutti.
https://alessandria.today/?s=Giuseppina+De+Biase
Alessandria today nasce per ridare voce, contesto e umanità all’informazione. Ho voluto raccontare perché esiste questo progetto editoriale e quale idea di informazione porta con sé. “Per capire perché Alessandria today racconta l’informazione in questo modo, leggi: Perché Alessandria today”
Link: https://alessandria.today/2026/01/07/perche-alessandria-today/