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COMUNICATO STAMPA
 
Dal progetto Design The Challenge di We.Do Holding nasce il Manifesto del futuro dell’abitare
Il documento, realizzato da architetti, studenti e sportivi, ha preso forma durante un workshop legato alla personalizzazione di 02Ice, la pista coperta di pattinaggio 
su ghiaccio più grande di Milano. Il gruppo dell’arredo ha già sostenuto la Wizz Air Venicemarathon e la Eurospin Verona Run Marathon
Giuseppe Bincoletto (CMO): «È il primo risultato di un percorso che punta a trasferire l’etica sportiva della performance, della disciplina e della resilienza 
nel design di ogni ambiente»

 
Padova-Milano, 7 gennaio 2026 – Nell’anno delle Olimpiadi Milano-Cortina, nasce un Manifesto del futuro dell’abitare ispirato all’etica sportiva applicata al design e incentrato sui reali bisogni delle persone. È questo il primo risultato tangibile di Design The Challenge, il progetto di comunicazione legato ai temi dello sport e dei valori sportivi lanciato da We.Do Holding, gruppo industriale attivo nel settore dell’arredo d’alta gamma, dell’interior design e del contract. Un progetto che ha portato il gruppo a sottoscrivere una partnership per la personalizzazione di 02Ice, la pista di pattinaggio su ghiaccio coperta più grande di Milano, situata in Piazza Città di Lombardia (all’interno del Palazzo della Regione) e aperta fino al prossimo 18 gennaio. 
Tra le iniziative inserite nel programma Design The Challenge, che lega il design e gli eventi sportivi fino al 2027, si è svolto un workshop promosso da We.Do Holding con Poli.Design (il polo di formazione e ricerca post-laurea nel design del Politecnico di Milano) e I’m Possible (associazione che racconta la storia e l’evoluzione del Movimento Paralimpico e mira a sensibilizzare sui diritti delle persone con disabilità) negli spazi del Talent Garden di Milano, proprio a ridosso della pista di pattinaggio 02Ice. L’evento, guidato dalla design coach Beatrice Costa, ha coinvolto architetti, studenti e sportivi nella progettazione di un Manifesto dell’abitare incentrato sul Future Thinking, concepito come atto fondativo di un più ampio movimento culturale e progettuale che punta a ridefinire l’abitare in funzione dei bisogni umani e dell’etica della performance.
Il workshop si è aperto con il racconto dei tre macro consumer-trend contemporanei: la condizione di Affection Deficit generata dal crescente utilizzo di tecnologie, app e servizi, di fronte a cui i brand devono scegliere se supportare gli ecosistemi digitali o valorizzare le connessioni reali; la collaborazione tra generazioni resa necessaria dal Life-long Wellness, che richiede prodotti e servizi flessibili e rilevanti per ogni età, accompagnati da strumenti pratici e comunicazioni basate su dati scientifici; il tema del Beyond Green, che evidenzia la crescente domanda di tracciabilità e trasparenza per entrare in contatto con l’origine e la provenienza dei prodotti.
L’incontro è proseguito con tre round di interviste ai partecipanti, che hanno potuto esporre sia valori e modi di vivere che ambizioni e visioni future sull’abitare, per poi dare forma alle loro proposte con un’attività di prototipazione basata sui valori di equilibrio, resilienza e disciplina. Il Manifesto parte dal concetto di sostenibilità, che richiede trasparenza etica, intenzionalità circolare per favorire la riparazione e il riuso, e riconnessione con la natura. Per quanto riguarda il benessere, il Manifesto rimarca l’importanza del ritmo rigenerativo e dello scambio intergenerazionale. Il tema delle connessioni infine impone la necessità di un nuovo umanesimo capace di rendere lo spazio un rifugio sicuro, di un design che invita a condividere esperienze reali e di un’integrazione digitale che deve supportare la presenza fisica ed emotiva. In conclusione, il Manifesto lancia una chiamata all’azione per chiunque abiti, un patto per passare dalla responsabilità individuale al vantaggio collettivo, secondo la logica della connessione Human To Human.
«Il nostro obiettivo come partner e promotori di questo percorso è chiaro: trasferire l’etica della performance, della disciplina e della resilienza, che troviamo nello sport, nel design di ogni ambiente, dove le persone devono esprimere le reali necessità dell’abitare e del lavorare – afferma Giuseppe Bincoletto, Chief Marketing Officer di We.Do Holding –. Il benessere negli spazi non è un accessorio, è il fondamento della performance umana. Con questo workshop abbiamo dimostrato che questa visione può essere costruita solo attraverso la collaborazione tra eccellenza accademica e l’esperienza di chi vive la sfida ogni giorno, come gli atleti».
Il workshop che ha generato il Manifesto si è svolto accanto alla pista di pattinaggio 02Ice, che presenta una personalizzazione curata da We.Do Holding e dai suoi brand coinvolti nel progetto Design The Challenge. Gli spazi accolgono due teche espositive con una selezione di arredi iconici Busnelli e la cucina outdoor Copatlife, mentre DVO e Sitland firmano l’allestimento del palco, della lounge dedicata ai talk e delle sedute dell’area cambio pattini. A completare l’atmosfera, due lampade Rotaliana illuminano il palco e la lounge con un segno di luce essenziale. Prima di approdare a Milano per 02Ice, il programma Design The Challenge aveva preso il via in Veneto, con la sponsorizzazione della Wizz Air Venicemarathon, lo scorso 26 ottobre, e della Eurospin Verona Run Marathon, il 16 novembre. E il progetto continua fino al 2027, con una campagna di comunicazione multimediale che raggiungerà numerose testate sportive. 
«Il lavoro quotidiano di un gruppo come il nostro – continua Bincoletto – si rispecchia in valori come dedizione, passione, sacrificio e spirito di squadra; valori che ogni giorno spingono gli atleti a superare i propri limiti e tagliare nuovi traguardi. Con “Design the challenge” vogliamo testimoniare il legame tra sport, design e benessere, rafforzando il nostro contributo alla valorizzazione delle iniziative sportive sul territorio, come, ad esempio, le imminenti Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026».
 
We.Do Holding
Gruppo internazionale dell’arredo d’alta gamma, dell’interior design e del contract, WeDo Holding propone al mercato un nuovo modello dell’abitare, partendo dalla funzionalità e dalla gestione dell’involucro abitativo nella sua totalità, dall’arredo ai servizi alle utenze, sia che si tratti di una casa, un ufficio o uno spazio condiviso. Detiene e gestisce le partecipazioni societarie dei quattro fratelli Doimo (Enza, Elis, Edy e Eros), figli dell’imprenditore Ettore. Applica un modello di governance che distingue la proprietà (della famiglia Doimo) dalla gestione affidata a manager. Oggi, del gruppo We.Do Holding fanno parte i marchi: Arrital, Altamarea, Copatlife, Rotaliana, Diva Divani, Busnelli, Doimo Cucine, We Do Project, Frezza, DVO, Sitland. Nella riorganizzazione societaria, sono state create le aree strategiche d’affari We Do Home (casa), We Do Spaces (ufficio & healthcare) e We Do Life (design to build e interior design). We.Do Holding ha chiuso il 2024 con 275 milioni di fatturato e un Ebitda di 30 milioni. Conta più di 900 dipendenti totali, di cui 350 in Serbia, e 9 stabilimenti produttivi. 
 
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