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C’è un momento in cui una festa si spezza per sempre, e la cronaca diventa memoria collettiva.

Commento introduttivo – Pier Carlo Lava
Quello di Crans-Montana non è soltanto un fatto di cronaca estera: è una ferita europea. In pochi minuti, una notte di Capodanno si è trasformata in una delle tragedie più gravi degli ultimi anni in un locale notturno. Ricostruire con rigore ciò che è accaduto, separando i fatti dalle voci, è oggi un dovere verso le vittime, le famiglie e tutti i lettori.

Nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio, all’interno del locale “Le Constellation” di Crans-Montana, nel Canton Vallese, un incendio si è propagato con una rapidità devastante durante i festeggiamenti di Capodanno. Le fiamme hanno invaso il locale in pochi istanti, trasformando un luogo di divertimento in una trappola. Il bilancio è stato drammatico: decine di vittime e oltre un centinaio di feriti, molti dei quali giovani provenienti da diversi Paesi europei. L’evento ha immediatamente suscitato un’ondata di cordoglio internazionale e una domanda che resta centrale: come è stato possibile?

Le prime ricostruzioni investigative hanno indicato come possibile innesco l’uso di dispositivi pirotecnici decorativi all’interno del locale, le cosiddette “fontane” da tavolo, che avrebbero raggiunto materiali facilmente infiammabili presenti sul soffitto. La dinamica dell’incendio – fulminea e incontrollabile – ha messo in evidenza criticità strutturali e organizzative: vie di fuga inadeguate, materiali non ignifughi, gestione dell’emergenza rivelatasi insufficiente di fronte a un evento improvviso.

Nei giorni successivi, la vicenda si è caricata di un ulteriore peso mediatico. Alcuni filmati circolati sui social e ripresi dai telegiornali mostrerebbero la titolare del locale mentre si allontana dall’edificio con la cassa della serata in mano, nel caos dei primi istanti dell’incendio. Le immagini hanno alimentato polemiche e indignazione pubblica, trasformando una tragedia in un caso giudiziario e morale. I gestori del locale sono stati iscritti nel registro degli indagati con ipotesi di reato che vanno dall’omicidio colposo all’incendio colposo, fino alle lesioni colpose, con accertamenti in corso su autorizzazioni, controlli e rispetto delle norme di sicurezza.

A rendere ancora più dolorosa la ricostruzione è la storia di un addetto alla sicurezza, deceduto dopo aver aiutato numerosi ragazzi a uscire dal locale. Secondo testimonianze e messaggi diffusi nelle ore successive, il giovane avrebbe accompagnato più persone verso le uscite, tornando più volte all’interno nel tentativo di mettere in salvo altri presenti. È morto mentre cercava di fare il proprio dovere, diventando il simbolo di un coraggio silenzioso che contrasta con le immagini di panico e con le accuse che oggi pesano sui responsabili della gestione.

L’inchiesta delle autorità svizzere ha inoltre aperto un fronte cruciale: quello dei controlli. Sarebbero emerse lacune nei sopralluoghi antincendio, irregolarità nella gestione delle uscite di emergenza e nell’adeguatezza dei materiali interni. Se confermate, queste carenze trasformerebbero la tragedia in una catena di responsabilità sistemiche, che vanno oltre il singolo gesto o la singola decisione presa in quei minuti drammatici.

Crans-Montana resta così un caso aperto, giudiziario e civile. Non è soltanto la storia di una notte maledetta, ma una domanda rivolta a tutte le città europee: quanto sono sicuri i luoghi del divertimento? Quali controlli reali esistono, e quanto pesa la cultura della prevenzione rispetto alla logica del profitto e dell’intrattenimento a ogni costo? Dare risposte a queste domande significa onorare le vittime e impedire che tragedie simili si ripetano.

Geo
Crans-Montana si trova nel Canton Vallese, nel cuore delle Alpi svizzere, meta internazionale del turismo invernale e della movida stagionale. Località simbolo di sport, ospitalità e grandi eventi, è diventata improvvisamente teatro di una tragedia che ha coinvolto giovani provenienti da diversi Paesi europei, tra cui l’Italia. Alessandria today, testata culturale e civile radicata nel territorio piemontese ma attenta ai grandi fatti che attraversano l’Europa, segue il caso come servizio ai lettori: per comprendere non solo “cosa è successo”, ma anche cosa questa vicenda dice sulla sicurezza dei luoghi pubblici e sulla responsabilità di chi li gestisce.

Link utili (solo in calce)
– Ricostruzione generale dell’evento: https://it.wikipedia.org/wiki/Incendio_di_Crans-Montana_del_2026
– Video e immagini che hanno alimentato le polemiche sui gestori: https://www.facebook.com/mattino5/videos/849947137844275
– Approfondimento su indagini e responsabilità: https://www.irishtimes.com/world/europe/2026/01/06/swiss-bar-where-40-killed-had-not-been-inspected-for-five-years-officials-say/
– Identificazione delle vittime e quadro internazionale: https://www.euronews.com/2026/01/05/swiss-authorities-identify-all-40-victims-of-swiss-alps-bar-new-years-fire

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