Legge elettorale, Bergesio/Gastaldi (Lega), bene taglio parlamentari, riduzione costi politica, istituzioni più efficienti

Legge elettorale, Bergesio/Gastaldi (Lega), bene taglio parlamentari, riduzione costi politica, istituzioni più efficienti

Roma, 7 feb – “L’approvazione da parte del Senato della proposta di legge sulla riduzione del numero dei parlamentari è un’altra promessa mantenuta. In Europa, l’Italia è il secondo Paese per numero di parlamentari, dietro solo al Regno Unito.

giorgio-maria-bergesio-1Flavio Gastaldi

Questo provvedimento, una battaglia che la Lega conduce da anni, produrrà importanti risultati in termini di efficacia e di risparmi: ci sarà un taglio di 345 del numero dei componenti del Parlamento, meno 230 deputati e meno 115 senatori, con una diminuzione anche di quelli di nomina presidenziale e degli eletti all’estero.

Disposizioni che avranno ricadute anche sui territori: per il Piemonte, la proposta prevede da 22 a 14 senatori (-36,4%, popolazione media per senatore 311 abitanti), da 23 a 15 per Piemonte 1 (-34,8%) e da 22 a 14 per Piemonte 2 (-36,4%): da 67 a 43 in totale.

Il risultato sarà un notevole taglio dei costi della politica, un risparmio di 500 milioni di euro in cinque anni, ovvero più risorse da utilizzare per i cittadini, e organi istituzionali più snelli, più efficaci ed efficienti”.

Lo dichiarano il sen. Giorgio Maria Bergesio e l’on. Flavio Gastaldi, parlamentari della Lega.

Ufficio Stampa Lega Senato

Renzi torna in campo. “Un governo a tempo per riscrivere le regole”, di Francesca Schianchi. La Stampa

Renzi torna in campo. “Un governo a tempo per riscrivere le regole”

L’ex leader Pd gela i grillini: “Incontro ok, ma accordo impossibile”. Di Maio: “Ego smisurato, noi ci abbiamo provato. La pagheranno”
LAPRESSE

Ieri Renzi ha rotto il silenzio che si era auto-imposto

Francesca Schianchi roma

No a «fare i badanti a un governo M5S», ma disponibilità a «scrivere le regole insieme» se i vincitori delle elezioni proporranno «una legge elettorale e riforme costituzionali». A quasi due mesi dalla débâcle elettorale, nonostante la promessa di uscire di scena per indossare i panni del «senatore semplice di Scandicci», Matteo Renzi torna in tv, ospite di Fabio Fazio a «Che tempo che fa» per ribadire la linea di chiusura a un governo col Movimento. Di cui il leader stellato Di Maio prende atto con amarezza: «Noi ce l’abbiamo messa tutta per fare un governo, il Pd ha detto no ai temi per i cittadini e la pagheranno. Altro che discussione interna al Pd. Decide ancora tutto Renzi col suo ego smisurato».

Nel giorno in cui Di Maio scrive una lettera-appello ai dem sul Corriere della Sera, a tre giorni dalla direzione Pd che dovrà decidere quale atteggiamento tenere nei confronti delle sue avance, il segretario dimissionario sceglie la trasmissione di prima serata per dare indicazioni precise su quello che definisce il suo «punto di vista», ma che, fa capire, è sufficiente per affossare qualunque accordo, visto che «i senatori Pd sono 52 e dovrebbero votare a favore in 48. Io non ne conosco uno disposto a farlo»…. continua su:  http://www.lastampa.it/2018/04/30/italia/renzi-torna-in-campo-un-governo-a-tempo-per-riscrivere-le-regole-ow0QKvzC8ijkmsoG9Q2ziM/pagina.html