Irma Kurti: poesia, traduzione e due lingue

Irma Kurti è nata a Tirana il 20 marzo 1966 e vive da anni a Bergamo. Poetessa, narratrice, paroliera, giornalista e traduttrice, cittadina italiana per naturalizzazione, ha costruito un catalogo che attraversa tre lingue e supera il centinaio di titoli. È una delle voci albanesi più tradotte, e il suo lavoro racconta con continuità una condizione che riguarda milioni di persone: quella di chi scrive da un paese che non è quello dell’infanzia.
Gli anni di Tirana
La formazione avviene in Albania. Si laurea nel 1988 al dipartimento di lingua inglese dell’Università di Tirana e comincia a lavorare come insegnante. Dal 1990 collabora con testate albanesi come Mësuesi e Dita informacion, entrando nel giornalismo in una fase di trasformazione profonda del paese.
La scrittura, però, era iniziata molto prima. Nel 1980 vince il primo premio in un concorso nazionale legato all’anniversario della rivista Pionieri, e nel 1989 ottiene il secondo posto in una gara per giovani poeti organizzata da Radio Tirana. Sono riconoscimenti giovanili, ma segnano l’inizio di un percorso mai interrotto.
Il primo libro in albanese esce nel 1999, e nel decennio successivo la produzione si infittisce con raccolte di versi e poi con la narrativa. Chi legge oggi quel catalogo in ordine cronologico riconosce uno spostamento graduale: dai testi d’amore degli esordi a una scrittura che mette progressivamente al centro il tema dell’assenza e del ritorno impossibile.
Il trasferimento in Italia
Nel settembre 1997 completa all’Università di Atene un corso annuale di lingua e cultura greca. Il trasferimento in Italia arriva negli anni successivi e porta con sé una decisione tecnica che diventa poetica: scrivere anche in italiano, non soltanto farsi tradurre.
La sua scheda biografica, consultabile fra l’altro nella voce enciclopedica in lingua inglese, registra un catalogo diviso fra albanese, italiano e inglese, con alcune uscite bilingui pubblicate in Grecia, Colombia e Argentina. Il bilinguismo, in altre parole, non è un accidente biografico ma un metodo di lavoro.
Molti dei suoi volumi italiani hanno un corrispettivo albanese, a volte anteriore e a volte successivo, e il confronto fra le due versioni mostra che non si tratta di traduzioni meccaniche. Alcune immagini cambiano peso passando da una lingua all’altra, e l’autrice interviene su misura e ritmo invece di limitarsi a trasferire il testo.
I libri italiani
Il primo titolo in italiano è il romanzo autobiografico Tra le due rive, del 2011, che già nel titolo mette in scena la frattura fra due sponde. Seguono raccolte poetiche e narrativa breve con una cadenza quasi annuale: Un autunno senza ritorno nel 2012, Non è questo il mare nel 2014, Senza patria nel 2016, Il sole ha emigrato nel 2019.
La produzione più recente comprende il romanzo Le onde chiamano il tuo nome del 2021, Vite chiuse a chiave del 2023 e la raccolta Guardo il sole dietro la finestra, uscita nel 2024. I titoli, presi in fila, compongono quasi un indice tematico dell’opera.
Nel 2024 escono anche tre volumi bilingui pubblicati fuori dall’Italia: uno spagnolo-italiano in Colombia, uno greco-italiano in Grecia e un altro spagnolo-italiano in Argentina. La geografia di queste uscite dice qualcosa sul modo in cui la poesia contemporanea si muove, per contatti diretti fra autori e piccoli editori più che per accordi di mercato.
Che cosa attraversa questi versi
Il nucleo ricorrente è la distanza. Distanza geografica dal paese d’origine, distanza temporale da un’infanzia che non si può più visitare, distanza fra la lingua in cui si è imparato a nominare le cose e quella in cui si vive. La scrittura di Kurti non drammatizza questa condizione: la registra, spesso attraverso oggetti minimi e scene domestiche.
Una parte del catalogo è dedicata alla memoria familiare. Nel 2020 firma insieme al padre Hasan Kurti, medico, il volume di ricordi I ricordi di un medico, poi ripubblicato anche in albanese. È uno dei punti in cui la vicenda personale entra nel testo senza filtri narrativi.
La traduzione e le canzoni
Accanto alla scrittura propria, Kurti svolge un lavoro consistente di traduzione. Collabora come traduttrice con la Fondazione Ithaca in Spagna e ha portato in albanese e in italiano libri di poeti e narratori di diverse provenienze. È inoltre membro di giuria in vari concorsi letterari italiani.
Il lavoro sui testi altrui non è marginale nella sua giornata di scrittura. Tradurre poesia significa decidere ogni volta che cosa si è disposti a perdere, e chi pratica questo mestiere tende a portarne le conseguenze nella propria opera, con una sorveglianza maggiore sulle parole che si possono sostituire e su quelle che non si possono toccare.
Meno noto in Italia è il suo lavoro di paroliera: ha scritto circa duecento testi per canzoni destinate ad adulti e a bambini, molti dei quali entrati nel repertorio albanese. Il passaggio fra verso cantato e verso scritto è meno netto di quanto si creda, e nella sua poesia si avverte una attenzione alla misura sonora che viene da quella pratica.
I riconoscimenti
Il profilo redatto da Albania Letteraria elenca un numero elevato di premi ottenuti in Italia, nella Svizzera italiana e all’estero. Fra quelli documentati:
- Premio internazionale Universum Donna, IX edizione, nel 2013.
- Nomina a Ambasciatrice di Pace dall’Università della Pace di Lugano, sempre nel 2013.
- Il titolo di Poetessa albanese dell’anno assegnato dal centro P.E.N. albanese nel 2015.
- Accademica e presidente onoraria di WikiPoesia dal 2020.
- Premio alla carriera dell’Universum Academy della Svizzera italiana nel 2023.
A questi si aggiungono il premio Liria conferito nel 2021 dalla comunità arbëreshe in Italia e un riconoscimento come migliore poetessa dell’anno assegnato nel 2022 da un’associazione culturale di Lecce.
Una scrittura che circola
I suoi libri risultano tradotti e pubblicati in ventiquattro paesi, e le poesie compaiono in antologie internazionali. Per un’autrice che scrive da una città di provincia del Nord Italia, e in una lingua minoritaria per il mercato editoriale globale, è un dato che merita attenzione: la circolazione passa quasi interamente da reti di traduttori, riviste e piccole case editrici, non dai grandi canali distributivi.
È un modello che ha limiti evidenti, a cominciare dalla difficoltà di reperire i volumi nelle librerie italiane, dove molti titoli restano ordinabili ma non esposti. In compenso garantisce una continuità di pubblicazione che pochi autori di poesia possono permettersi, e spiega perché il suo nome ricorra con regolarità nei cataloghi di rassegne e concorsi.
Perché interessa qui
La Bergamo in cui Kurti vive e l’Alessandrino condividono una storia recente fatta di arrivi dall’Albania negli anni Novanta e di seconde generazioni oggi adulte. Leggere una voce che ha fatto della doppia appartenenza il proprio materiale non è un esercizio esotico: è un modo per capire come una comunità racconta se stessa quando smette di essere soltanto oggetto di cronaca.
Resta il fatto che una produzione così ampia richiede al lettore una selezione. Chi si avvicina per la prima volta può partire dai titoli italiani più recenti, dove la lingua d’adozione è ormai strumento pieno e non più prova.
Domande frequenti
Chi è Irma Kurti?
Una poetessa, scrittrice, paroliera, giornalista e traduttrice albanese naturalizzata italiana, nata a Tirana il 20 marzo 1966.
Dove vive?
Vive a Bergamo, dove si è trasferita dopo gli anni di formazione e di lavoro in Albania.
In quante lingue scrive?
Pubblica in albanese, in italiano e in inglese, con alcuni volumi bilingui usciti all’estero.
Qual è il suo primo libro in italiano?
Il romanzo autobiografico Tra le due rive, pubblicato nel 2011.
Che cosa fa come traduttrice?
Collabora con la Fondazione Ithaca in Spagna e ha tradotto opere di poesia e narrativa di autori di diversa provenienza.
Ha scritto anche testi di canzoni?
Sì: le vengono attribuiti circa duecento testi per canzoni destinate ad adulti e a bambini.
Critica letteraria
Critica letteraria, si occupa di poesia contemporanea e narrativa italiana. Collabora con riviste culturali e segue da anni la scena poetica del Nord-Ovest.