Conclusa la quinta edizione del Convegno di Senologia organizzata dall’ospedale Cottolengo. Torino
Conclusa la quinta edizione del Convegno di Senologia organizzata dall’ospedale Cottolengo: emerge un quadro delle breast unit piemontesi in cui efficienza, rete e modernità sono le parole chiave.
Mentre la diagnostica, la radiologia e la chirurgia diventano sempre più avanzate ed efficaci, si pensa a
come l’intelligenza artificiale e le innovazioni tecnologiche possano accelerare percorsi di soluzioni “su
misura” per singole pazienti.
Torino, 25 ottobre 2024 – Si è conclusa oggi la quinta edizione del Convegno di Senologia, un evento di grande rilievo nel panorama medico-scientifico italiano, organizzato dall’ospedale Cottolengo di Torino.
“L’appuntamento quest’anno” – sottolinea Eugenio Zanon, responsabile scientifico del convegno – “aveva l’obiettivo di fissare un momento di confronto tra i vari esperti che vengono coinvolti nella gestione della persona che sviluppa una patologia mammaria. Abbiamo scelto di invitare i rappresentanti delle breast unit piemontesi per confrontare la situazione della nostra regione con le testimonianze di esperti nazionali e internazionali della diagnostica e della terapia della neoplasia più diffusa nella popolazione femminile.Ne è emerso un quadro piemontese mediamente positivo, fatto di una rete territoriale coesa, in grado di rispondere alle esigenze di personalizzazione del percorso di cura delle pazienti, anche grazie ad una sempre più consolidata ed essenziale interdisciplinarietà tra i vari professionisti coinvolti. Esistono tuttavia ancora spazi di miglioramento in tutti i settori, che esigono una riflessione su allocazione delle risorse, organizzazione e coinvolgimento di tutti gli specialisti.”.
I dati relativi al tumore al seno sono preoccupanti e, se è pur vero che grazie alla diagnostica sempre più
performante, si riescono ad anticipare i tempi di intervento, è altrettanto vero che si registra un costante
incremento nell’incidenza della patologia: ad oggi in Italia sono 834.200 le donne viventi dopo una diagnosi di tumore al seno. Le diagnosi nel 2023 sono state oltre 55mila; un numero, secondo le previsioni, destinato ad aumentare dello 0,2% ogni anno nel prossimo ventennio.
A questa patologia spetta ancora il primato di tumore più diffuso nel genere femminile, rappresentando circa un terzo delle malattie neoplastiche che colpiscono le donne. Confermati anche i dati sulla sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi (88%).
La prevenzione ha avuto e avrà un ruolo essenziale nella riduzione della mortalità per il tumore al seno.
Nell’arco temporale tra il 2007 e il 2019 sono infatti stati evitati oltre 10.000 decessi correlati a questa
malattia. Il Piemonte non fa eccezione, sono infatti circa 4.500 i nuovi casi annui e anche nella nostra regione si registra un aumento costante dell’insorgenza della malattia.
Dal punto di vista degli interventi effettuati, nel 2023, in Piemonte ne sono stati eseguiti 4.747, oltre 300 casi in più rispetto alla media del periodo pre-COVID. Durante la pandemia COVID-19 (2020-2021), si è registrata una riduzione significativa degli interventi, con un calo del 10% a livello nazionale e del 16% in Piemonte. Tuttavia, la regione sta recuperando più velocemente gli interventi persi, con un exploit nel 2022: mentre in Italia sono stati recuperati 2.000 casi su 6.000 (33%), in Piemonte ne sono stati recuperati 750 su 1.000 (75%).
Quest’anno, il Convegno di Senologia si è concentrato su tre aspetti fondamentali della lotta contro il tumore al seno: diagnosi, contesto clinico e terapia. In tutti e tre gli ambiti è emersa con forza la necessità di un approccio terapeutico sempre più personalizzato, che consideri le specifichecaratteristiche del tumore e di ogni paziente. A partire dalla diagnostica in cui gli investimenti in termini di innovazione tecnologica possono rappresentare un passo significativo nell’individuazione anticipata della patologia consentendo un percorso di cure meno invasivo e qualitativamente più sostenibile per la donna.
Il prof. Massimo Calabrese (IRCCS Ospedale Policlinico San Martino, Genova) ha infatti affrontato il tema dell’applicazione dell’intelligenza artificiale allo screening mammografico, che promette una riduzione significativa di costi e tempi di attesa. O ancora l’utilizzo di tecniche diagnostiche avanzate, come la Tomosintesi e la Mammografia con Mezzo di Contrasto, che stanno trasformando l’approccio diagnostico e terapeutico del tumore al seno, offrendo una maggiore sensibilità rispetto alle metodiche tradizionali.
Tali innovazioni stanno già progressivamente entrando a far parte della pratica clinica.
In Piemonte queste nuove tecnologie potrebbero trasformare significativamente il percorso diagnostico delle pazienti. Infatti, come emerge dalla survey effettuata presso le breast unit piemontesi, nella nostra regione si può contare su macchinari moderni, la maggior parte dotati di tomosintesi. Tuttavia, anche in questo ambito esistono criticità da risolvere con urgenza: la mammografia con mezzo di contrasto, sebbene sia utilizzata in tutti i centri di riferimento internazionali, non è ancora stata introdotta nell’elenco delle procedure diagnostiche previste dai LEA.
Anche l’Anatomia Patologica, parte fondamentale del percorso diagnostico e terapeutico, registra innovazioni scientifiche e tecnologiche importantissime, che condizionano in modo significativo anche la decisione del tipo di terapia. Tali innovazioni, per complessità e costi, rappresentano una sfida significativa in termini di risorse e organizzazione per il nostro sistema sanitario.
L’accesso alle cure è garantito a tutte le pazienti: la rete dei CAS (Centri di Accoglienza e Servizi) garantisce la presa in carico delle pazienti oncologiche indipendentemente dalla loro provenienza.
Per la terapia, l’intervento della dott.ssa Maria Alessia Zerella (IEO, Milano) ha sottolineato che sebbene i
nuovi avanzamenti e le tecnologie abbiano ampliato le possibilità terapeutiche, la necessità di personalizzare le terapie diventa sempre più urgente permettendo l’integrazione tra la radioterapia e le terapie chirurgiche e oncologiche.
La dottoressa Manuela Roncella (A.O.U. Pisana, Pisa) ha analizzato l’evoluzione della chirurgia negli ultimi 40 anni, sottolineando come si sia giunti ad una de-escalation chirurgica. Tuttavia, per le pazienti con mutazioni genetiche, l’approccio chirurgico resta più demolitivo, poiché può essere fondamentale per prevenire il ritorno della malattia.
Anche il panorama piemontese va in questa direzione con una sempre maggiore presenza di chirurghi senologi, specializzati esclusivamente nella patologia mammaria e capaci di affrontare tutte le fasi della chirurgia, dalla demolizione alla ricostruzione. Infine, anche in Oncologia vi sono progressi significativi, che determinano l’adozione di terapie sempre più mirate e personalizzate. Tali progressi riguardano sia le fasi iniziali della malattia che le fasi avanzate, anche metastatiche.
Tuttavia, per giungere a tale personalizzazione occorrono indagini diagnostiche sempre più sofisticate. Le terapie più moderne ed innovative determinano notevoli miglioramenti nella sopravvivenza delle donne affette da tumore, ma i costi di tali trattamenti sono spesso estremamente elevati.
Competenze consolidate, una rete organizzativa presente, nuove sfide tecnologiche, diagnostiche e
terapeutiche da affrontare in un perimetro di sostenibilità a tutela delle pazienti, anche su questi temi sarà incentrata la prossima edizione del Congresso di Senologia dell’Ospedale Cottolengo, prevista per venerdì 16 maggio 2025.