La Sindrome di Cleopatra: Voler essere sempre al centro dell’attenzione. di Sabrina Morelli.Roma

La Sindrome di Cleopatra: Voler essere sempre al centro dell’attenzione.  di Sabrina Morelli.Roma

Le radici del comportamento narcisistico

La Sindrome di Cleopatra rappresenta una manifestazione del disturbo narcisistico della personalità caratterizzata da un bisogno costante di essere al centro dell’attenzione. Il soggetto che ne soffre sviluppa comportamenti manipolativi e seduttivi per ottenere l’ammirazione degli altri, proprio come la regina egiziana che ha dato il nome a questa condizione. La persona manifesta un’eccessiva preoccupazione per la propria immagine e tende a sovrastimare le proprie capacità, mentre sottovaluta quelle degli altri.

Manifestazioni comportamentali

Il soggetto affetto da questa sindrome mette in atto strategie specifiche per attirare l’attenzione su di sé. Può ricorrere a comportamenti teatrali, drammatizzare situazioni ordinarie o creare conflitti per essere al centro delle discussioni. La persona tende a monopolizzare le conversazioni, interrompere gli altri e ridirigere costantemente l’attenzione su di sé. Nelle relazioni interpersonali, il soggetto può alternare momenti di estrema seduzione a manifestazioni di disinteresse, creando dinamiche di dipendenza emotiva.

Impatto sulle relazioni sociali

Le persone che circondano chi soffre della Sindrome di Cleopatra spesso si trovano emotivamente esauste. Le relazioni diventano unidirezionali e squilibrate, poiché il soggetto tende a considerare gli altri solo in funzione dell’attenzione e dell’ammirazione che possono fornire. Sul lavoro, questo comportamento può causare conflitti con colleghi e superiori, compromettendo le dinamiche di team e la produttività. Le amicizie risultano superficiali e basate sulla convenienza, mentre le relazioni romantiche sono caratterizzate da manipolazione e controllo.

Origini psicologiche

La sindrome affonda le sue radici in esperienze infantili di inadeguatezza o, paradossalmente, di eccessiva adulazione. Il bambino può aver sviluppato questo comportamento come meccanismo di compensazione per una bassa autostima o per mantenere l’attenzione genitoriale. L’ambiente familiare può aver rinforzato questi pattern comportamentali, creando un adulto incapace di gestire momenti in cui non è al centro dell’attenzione. La fragilità emotiva nascosta dietro l’apparente sicurezza si manifesta attraverso reazioni sproporzionate quando l’attenzione viene meno.

Strategie terapeutiche

Il trattamento della Sindrome di Cleopatra richiede un approccio terapeutico integrato. La psicoterapia, in particolare quella cognitivo-comportamentale, può aiutare il soggetto a riconoscere i pattern disfunzionali e sviluppare modalità più sane di relazionarsi con gli altri. È fondamentale lavorare sulla consapevolezza emotiva e sull’empatia, aiutando la persona a costruire relazioni più equilibrate e autentiche. Il percorso terapeutico mira a rafforzare l’autostima in modo sano, riducendo la dipendenza dall’approvazione esterna.

Sabrina Morelli, Accademia, conduttrice radio e TV

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Sabrina Morelli

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