“Posto quindi esisto”: la proccupante tendenza  a farsi vedere in modo supefacente nei social con selfie estremi;Gabriella Paci

“Posto quindi esisto”: la proccupante tendenza  a farsi vedere in modo supefacente nei social con selfie estremi;Gabriella Paci

(Arezzo)

E’del 16 luglio di quest’anno  l’ultima notizia della morte accidentale di una adolescente di quindici anni .Un  pomeriggio estivo di spensieratezza si è trasformato in tragedia a Busche  in provincia di Belluno , dove la ragazzina ha perso la vita e un’amica coetanea è rimasta ferita, ma non in pericolo di vita. Le due adolescenti, insieme a unaamica di un anno più grande , si trovavano nei pressi del ponte che collega Busche a Cesana, in un’area nota come Cesana Beach,sulle rive del Piave ; una zona verde frequentata da giovani e famiglie .

Secondoquanto emerso dal racconto delle superstiti , le tre ragazze si sarebbero avventurate sulla massicciata del ponte, salendo nei pressi del pilone ancorato alla parete rocciosa che sovrasta il fiume, con l’intenzione di scattare una foto da postare sui social Durante l’arrampicata, però, un grosso blocco di roccia si è improvvisamente staccato, crollando su duedi loro . Una delle due è morta sul colpo, mentre l’altra ha riportato fratture multiple. La terza amica, rimasta più indietro, è riuscita a mettersi in salvo ed è rimasta illesa.

I dati di morte causata da comportamenti a rischio di incolumità pur di scattarsi un selfie da condividere sui social per ottenre dei “like” sono in crescita preoccupante el’Italia risulta all ’11 posto nel mondo per decessi dovuti a tale motivo.Non sono solo i giovani e i giovanissimi ad essere preda della moda del selfie”estremo” ma anche persone mature,che dovrebbero aver ben chiaro il rischio a cui si sottopongono,ma l’adrenalina che sale e che rende eccitante il rischio di morte sembra essere un incentivo piuttosto che un deterrente.

C si arrampica su strutture instabili, si salta da un tetto all’altro, si sporgono i piedi o si resta appesi con le mani nel vuoto,  si va nelle cascate,  nei precipizi, nelle sprgenze di rocce,, si cercano luoghi isolati e pericolosi pur di ottenere la “foto perfetta”. Il nuovo dramma del bellunese ci ricorda quanto sottile sia il confine tra un’emozione da condividere e un gesto che può costare la vita.  Anche influencer hanno perso la vita per un selfie andato male ,tanto che oggi si parla di selfkiller In tanti casi manca la consapevolezza reale del pericolo.

E’una società dove molti si sentono di esistere solo se sono visti ;è questo il negativo del voler apparire e far sapere agli altri che si è coraggiosi e impavidi che è poi la molla di tanti capo-branco di gang giovanil i che filmano le loro “bravate”

la nascita del selfie, come fenomeno di costume dotato di sue peculiarità rispetto al tradizionale autoscatto amatoriale praticato anche in tempi precedenti è legato al diffondersi, nei primi anni del duemila della  fotografia digitale e delle reti sociali Questa dinamica è stata preponderante soprattutto nella generazione degli utenti più giovani

Si è sviluppata nel tempo una vera e propria mania,tanto da diventare in alcuni casi una patologia vera e propria che compaota anche fissazione sul proprio aspetto fisico ,sia che i commenti siano positivi sia negativi

 E’ necessario partire dal promuovere una cultura della sicurezza, e dell’accettazione del sé , del rispetto per sé stessi e per chi ci vuole bene.

Gabry Paci

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