FESTIVAL E PREMIO LETTERARIO “LE PAROLE DI LAVINIA”: EVENTO DI VOCI, EMOZIONI E IDENTITÀ. Pomezia – di Dorotj Biancanelli.

FESTIVAL E PREMIO LETTERARIO “LE PAROLE DI LAVINIA”: EVENTO DI VOCI, EMOZIONI E IDENTITÀ. Pomezia – di Dorotj Biancanelli.

Dal 19 al 21 settembre 2025 la città di Pomezia ha ospitato la sesta edizione del festival e premio letterario al femminile “Le parole di Lavinia”, manifestazione di risonanza nazionale e internazionale promossa dal Centro Studi Femininum Ingenium (CSFI), Associazione di promozione sociale che valorizza il genio femminile. L’iniziativa, divenuta negli anni un punto di riferimento per il dialogo tra autrici, autori e pubblico attorno a temi letterari e sociali, è stata inaugurata presso l’Hotel Enea dalla presidente del Centro, la Dott.ssa Roberta Fidanzia, promotrice dell’evento. All’apertura ufficiale ha preso parte il Vicesindaco di Pomezia e Assessore alla Cultura, Alessandro Soria, che ha portato i Saluti Istituzionali e ha tenuto un breve discorso di apertura.  Successivamente sono intervenute la Consigliera dell’Assemblea Capitolina, Francesca Barbato; la Presidente della Commissione Cultura del Comune di Pomezia, Anna Giuliano e la Consigliera del Comune di Pomezia, Maria Rotonda Russo, le quali hanno condiviso parole di apprezzamento e riflessioni significative sottolineando il valore culturale e sociale dell’evento.

Il festival letterario prende il nome “Le parole di Lavinia, richiamando la giovane figura evocata in diversi passaggi dell’Eneide di Virgilio. Lavinia incarna il silenzio che diventa voce: una donna che non proferì mai parola, ma seppe esprimere con lacrime e gesti l’emozione di un destino capace di unire i popoli. Nell’oltretomba, Anchise preannuncia a Enea l’incontro con la “sposa regale” da cui nascerà una stirpe illustre destinata a dominare il mondo. Figlia del re dei Rutuli e sposa dello straniero Enea, Lavinia è tramandata come madre simbolica delle origini di Roma, ponte tra culture e radice della nostra identità. Le sue parole mai pronunciate, che Virgilio fa vibrare nell’Eneide attraverso sguardi e silenzi, diventano eco profonda della nostra storia e si trasformano oggi in un simbolo importante per il festival, come luogo di incontro e di dialogo tra autori e lettori.

L’apertura, venerdì 19 settembre, si è svolta alle ore 14.30 con una degustazione gratuita di prodotti d’eccellenza del territorio a cura del Biodistretto Pontino: un momento che ha saputo unire tradizione e identità locale attraverso un’elegante e raffinata fusione tra cultura, territorio e sostenibilità.

Ad impreziosire il Festival, è stata allestita un’elegante mostra La Città delle Dame 2.0 come omaggio a Christine de Pizan, un tributo alla prima scrittrice di professione della storia riconosciuta nella cultura occidentale.

Con la presentazione dei libri a cura di Alessandro Bongarzoni, docente di scienze politiche e ricercatore alla “Sapienza Università di Roma” e di Angelo Gambella, docente, saggista e giornalista, si è dato il via alla fase centrale del programma di venerdì 19.

Tra gli autori protagonisti della giornata inaugurale ha preso parte la Dott.ssa Dorotj Biancanelli, saggista, opinionista televisiva e autrice di Le prospettive politico-economiche dell’Unione Europea” che, con il suo intervento, ha offerto un’analisi lucida delle dinamiche economiche e politiche dell’Unione, mettendo in risalto le sfide attuali e una visione proiettata sul futuro del progetto europeo. Ospite di grande sensibilità è stata la neurologa Chiara Briani, autrice di “Senza senso. Quando il corpo non ti appartiene più”. La scrittrice ha raccontato la storia di Daniela, colpita da una malattia rara che, togliendole gradualmente la percezione del proprio corpo, l’ha costretta a reinventare la vita trasformando ogni perdita in opportunità.

La prima giornata del festival letterario si è conclusa con un concerto di straordinaria intensità che ha guidato il pubblico in un viaggio tra amori e vulnerabilità, esplorando le molte sfumature delle emozioni femminili. Protagonisti della serata, il pianista Denis Volpi, il mezzosoprano Maria Tomassi e il soprano Maria Tomassi, che hanno regalato un’interpretazione raffinata e appassionata, capace di conquistare la platea in ogni corda dell’anima.

Il festival è poi proseguito per tutta la giornata di sabato 20 con presentazioni e interessanti incontri letterari.

A presentare le numerose pubblicazioni, protagoniste della sessione dedicata alla letteratura straniera e alla partecipazione internazionale “Una vetrina sul mondo con il Women’s Informal Network”, sono intervenuti: Georgios Katsantonis, Dottore di Ricerca in letterature comparate alla Sapienza Università di Roma; Raffaella Leproni, Professore Aggregato di Lingua e Traduzione Inglese presso l’Università di Roma tre e Luca Mencacci, docente in scienze politiche e Analisi delle politiche pubbliche presso l’Università degli Studi Guglielmo Marconi;

Numerose autrici provenienti da diversi Paesi hanno animato il dibattito affrontando tematiche di profondo valore umano che hanno saputo emozionare il pubblico presente, lasciando interessanti spunti di riflessione, tra cui Amalia Daniela Renosto con “Tales of the Cat Man from Aleppo” che ha illustrato la storia di un uomo che ha cercato di portare conforto e speranza ai bambini di Aleppo: una vicenda che intreccia altruismo e realtà, mostrando come piccoli gesti possano accendere la luce in momenti più bui.

Grande attenzione per il libro” Donne e violenza. Rilettura della finzione e riscrittura della realtà”, un volume firmato da diversi autori con il contributo significativo di Roberta Fidanzia, Dottore di Ricerca in Storia delle dottrine politiche e Filosofia politica presso la Sapienza Università degli Studi di Roma nonché Presidente del CSFI.

Il testo indaga come la violenza di genere venga rappresentata nella letteratura e nelle arti, mettendo a confronto stereotipi e narrazioni simboliche con le esperienze reali. Un approccio interdisciplinare che intreccia critica culturale e testimonianza, per dare nuova voce alla realtà delle donne. Alla presentazione hanno preso parte anche tre psicologhe, tra cui la Dott.ssa Sandra Berivi, che hanno arricchito il dibattito con le loro competenze scientifiche e prospettive professionali per comprendere più a fondo le implicazioni psicologiche e sociali della violenza di genere.

Il pubblico ha poi seguito con emozione lo splendido concerto “Donne in musica tra Medioevo e Rinascimento”, un viaggio sonoro che ha incantato la platea. Protagonisti dello spettacolo sono stati i maestri, Ornella Bartolozzi all’arpa, Mauro Conti al flauto e il soprano Maria Tomassi, che con le loro interpretazioni raffinate hanno regalato momenti di rara intensità. L’atmosfera si è fatta così coinvolgente che molti spettatori hanno applaudito a lungo, e qualcuno si è visibilmente commosso.

Il Biodistretto Pontino è stato protagonista indiscusso di una speciale pausa pranzo con la degustazione dei suoi prodotti che hanno deliziato il palato e l’anima: in menù, piatti e vini prelibati sapientemente abbinati per esaltare pietanze genuine e naturali prive di sostanze chimiche, un trionfo dunque di sapori autentici che hanno saputo conquistare i presenti.

Nella sessione pomeridiana di sabato 20, si sono alternati al tavolo dei relatori: Paolo Armellini, Professore Associato di Storia delle dottrine politiche presso la Sapienza Università di Roma; Ilaria Pagani, storica dell’Arte e responsabile editoriale; Eugenia Massari, esperta di comunicazione e content design e Pasquale Vitale, docente di filosofia e storia presso l’Università di Roma tre, giornalista e saggista.

Tanti autori hanno offerto momenti carichi di emozione, come Paola Lamanna, avvocato e autrice del libro “L’ Appesa”. L’opera racconta il percorso di Beatrice, una donna che dall’infanzia all’età adulta affronta amore e crescita spirituale, trovando in una prospettiva “a testa in giù” una via liberatoria. Tra introspezione ed evocazioni dell’Eros greco, il libro invita a un viaggio interiore profondo e rivelatore.

Su un piano diverso ma ugualmente attento alle dinamiche della persona e della società si colloca l’intervento di Angelo Gambella, autore di Didattica e formazione a distanza nel contesto socio-politico italiano”. Il testo analizza la situazione nazionale in merito alla didattica e alla formazione a distanza, evidenziando criticità e progressi e offrendo spunti tecnici e comunicativi sulla didattica digitale; sottolinea inoltre, l’importanza di connessioni stabili, ambienti virtuali inclusivi e nuove strategie interattive capaci di rendere l’apprendimento più coinvolgente ed efficace.

La mattinata del 21 si è avvalsa della discussione di altre opere interessanti in dialogo con esperti. Al tavolo dei relatori si sono alternati: Giorgia Pinelli, docente di pedagogia generale e sociale all’Università degli studi Ecampus; Umberto Maiorca, giornalista e saggista, Angelo Gambella e Ilaria Pagani, già intervenuti nelle precedenti sessioni.

Tra gli autori, è emersa la presenza di Anna Maria Pezzella, docente di filosofia presso la Pontificia Università Lateranense che ha illustrato il suo libro “Come un’onda, sulla Filosofia di Angela Ales Bello”. Il volume ripercorre il pensiero della filosofa, approfondendone l’interpretazione della fenomenologia classica, in particolare di Husserl ed Edith Stein. L’autrice mette in luce come il suo filosofare, simile a un’onda che ritorna sempre rinnovata, sappia offrire prospettive originali su temi quali storia, etica e questione di Dio, mantenendo saldo il radicamento fenomenologico.

Ha fatto seguito un meraviglioso concerto “Supplica e preghiera nell’opera lirica”, interpretato al pianoforte dal maestro Nicola Marasco, dal tenore Stefano Sorrentino e dal soprano Maria Tomassi. Si è assistito a un percorso musicale intenso ed emozionante che ha guidato il pubblico attraverso alcune delle pagine più suggestive del repertorio operistico. L’esecuzione raffinata e la forza interpretativa degli artisti hanno trasformato l’ascolto in un momento di profonda partecipazione, capace di sfiorare le fibre più sensibili dell’animo.

A rendere memorabile la manifestazione, è stata l’intervista all’ospite d’onore dell’evento culturale, Claudia Koll, attrice, regista e scrittrice, sul suo libro “Qualcosa di me. Dialogo con un’amica” (Tau Editrice), condotta con sensibilità dalla Dott.ssa Roberta Fidanzia, che ha saputo trasformare la presentazione in un dialogo vivo e autentico. L’opera nasce come un colloquio intimo, quasi confidenziale, con una cara amica, attraverso il quale l’attrice ripercorre le tappe più significative della sua vita e della sua carriera. Dalla notorietà ottenuta nel mondo del cinema e del teatro al momento cruciale della sua conversione durante il Giubileo del 2000, Koll condivide un cammino di rinascita interiore che l’ha portata a dare nuovo senso alla propria esistenza.

Nel libro emerge il suo amore profondo per l’arte e per la bellezza, la riscoperta della fede come forza che non sottrae ma arricchisce, e il costante impegno nel sociale attraverso l’Associazione Le Opere del Padre, con la quale sostiene progetti di solidarietà e vicinanza agli ultimi. Non si tratta di una semplice autobiografia, ma di un racconto-testimonianza che intreccia esperienze personali, riflessioni spirituali e valori universali.

Qualcosa di me diventa così un dialogo aperto con il lettore, in cui Claudia Koll offre la propria esperienza come esempio di resilienza, speranza e possibilità di cambiamento. È la storia di una donna che ha saputo trasformare le fragilità in risorse, le cadute in ripartenze, donando al pubblico un messaggio di fiducia e di luce che va oltre la sua stessa vicenda personale.

A rendere l’incontro ancora più speciale è stata la conduzione di Roberta Fidanzia, che ha curato l’intervista con dolcezza e naturalezza, ponendo domande capaci di far emergere sfumature autentiche e profonde. Il tono colloquiale e la sua presenza discreta ma partecipe hanno restituito al dialogo un’atmosfera intima e familiare. Il pubblico ha apprezzato l’intesa, il garbo e la complicità, trasformando il momento in un finale carico di emozione e autenticità, degno di suggellare l’intera manifestazione.

Dopo i saluti istituzionali, il Sindaco della città di Pomezia, Veronica Felici, ha rivolto al pubblico parole di riconoscenza per il premio letterario, sottolineando quanto simili manifestazioni rappresentino un patrimonio di cultura e condivisione per la città e ribadendo il valore di un appuntamento prezioso e significativo, capace di portare bellezza, crescita e arricchimento culturale al territorio. Il Sindaco ha inoltre espresso parole di apprezzamento per l’intervento di Claudia Koll, che ha saputo trasmettere una profonda sensibilità d’animo unita a una grande capacità di mettere in luce l’essenza di alcune scelte importanti compiute nella sua vita.

La manifestazione si è poi conclusa con la cerimonia di premiazione dei partecipanti al concorso letterario.

Tre giornate che resteranno memorabili: un appassionante appuntamento con la cultura capace di intrecciare emozioni e pensiero, parole e musica, radici e futuro. Un’esperienza significativa che non è stata soltanto un evento culturale, ma un’esperienza collettiva destinata a rimanere nel cuore, testimonianza viva di quanto la letteratura, il sapore e l’arte possano unire, ispirare e generare bellezza.

Dorotj Biancanelli

Doroty Biancanelli

Economista, Scrittrice, Saggista e Opinionista TV.

3 pensieri su “FESTIVAL E PREMIO LETTERARIO “LE PAROLE DI LAVINIA”: EVENTO DI VOCI, EMOZIONI E IDENTITÀ. Pomezia – di Dorotj Biancanelli.

  1. ho avuto il piacere di esserci nella giornata del 19, ho gradito i prodotti del Biodistretto Pontino e la mostra delle Dame.

Rispondi a Fabio FalconieriAnnulla risposta

Scopri di più da Alessandria Today Italia News Media

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere