“Johann Baptist Strauss e il Valzer viennese” – “Incontri sul pentagramma” – a cura di Maria Rosaria Teni
Parlare di Vienna fa pensare inevitabilmente alla presenza vitale della musica che si sente in ogni angolo della città e soprattutto del valzer, una musica leggera e scintillante, dai ricami delicati, piena di gaiezza fatta di ariette e di piroette, ritenuta una forza popolare. Vienna non solo è stata la capitale dell’Impero Austro ungarico, in seguito all’Accordo del 1867, ma può considerarsi anche la patria del valzer, ballo in ¾, famoso in tutto il mondo soprattutto grazie a due compositori viennesi, Joseph Lanner[1] (Vienna, 12 aprile 1801 – Döbling, 14 aprile 1843) e Johann Baptist Strauss [2] (Vienna, 14 marzo 1804 – Vienna, 25 settembre 1849), che hanno innalzato il valzer alla dignità di musica degna di essere ascoltata anche dalla nobiltà imperiale. Questa tradizione musicale e di danza, nata all’inizio del XIX secolo, fece il suo ingresso anche fra i livelli più alti della società, sia come musica da ballo, sia come musica da concerti e continua ancora oggi con una vivace stagione di balli ed eventi che attirano visitatori da tutto il mondo, con ampia diffusione nel resto del continente europeo.[3] Prima che apparisse il valzer sulla scena musicale ottocentesca, la gavotta, con ritmo binario, e il minuetto che, pur condividendo lo stesso tempo ternario del valzer, erano ritenute danze più aristocratiche e complesse, eleganti e formali, poiché si manteneva una distanza rigida tra i danzatori. Con il valzer si abbandonano convenzionalismi esclusivi della nobiltà, cerimoniali fatti di inchini e velata malizia, per librarsi sull’onda spontanea delle aspirazioni romantiche.
Strauss, nel suo itinerario artistico, ha avuto il merito di aver composto circa 150 valzer, come parte di una produzione complessiva di circa 500 brani, che includevano anche polke, marce e quadriglie. I valzer più famosi sono senza dubbio “Lorelei Rhein Klänge Walzer op.154”, (Suoni di Lorelei-Reno), un valzer molto apprezzato, ispirato alla leggenda romantica della Lorelei, “Täuberln-Walzer, Op. 1” (Valzer della colomba), uno dei suoi primi lavori, che mette in luce il suo talento emergente nel genere e “Hommage à la Reine de France” (Omaggio alla Regina di Francia), Op. 110, scritto in onore della regina francese.
Opere caratterizzate da una soffusa leggerezza, un fascino melodico e una bella energia ritmica, spesso abbinata a un flusso aggraziato e cadenzato. Le sue composizioni, ricche di arie memorabili e cantabili, ebbero una grande risonanza anche perché la sua musica più che un intrattenimento fine a se stesso, catturava lo spirito della fiorente scena culturale di Vienna durante il periodo Biedermeier[4], un’epoca di pace e prosperità in Austria. Ben presto divenne ambasciatore culturale della musica viennese, contribuendo alla popolarità globale della musica da ballo austriaca. La sua fama di compositore, tuttavia, è legata a tutt’oggi alla Radetzky-Marsch op. 228 (la Marcia di Radetzky), composta in onore del maresciallo Josef Radetzky per celebrare la riconquista austriaca di Milano dopo i moti rivoluzionari in Italia del 1848; lo spirito trionfale della marcia e i suoi ritmi esaltanti riflettevano l’orgoglio nazionale dell’epoca. Johann Strauss I ebbe una vita privata complicata. Sposò Maria Anna Streim, dalla quale ebbe sei figli, tra cui il primogenito Johann Strauss II, che avrebbe superato la fama del padre come “Re del Valzer”. Nonostante il successo, Johann Strauss I scoraggiò i suoi figli dal dedicarsi alla musica, portando avanti un rapporto teso con Johann II. La salute di Johann Strauss I cominciò a declinare alla fine degli anni ’40 del XIX secolo. Nel 1849, in mezzo ai tumulti rivoluzionari che attraversavano l’Europa, contrasse la scarlattina e morì il 25 settembre all’età di 45 anni. Anche se la sua vita fu stroncata, lasciò un’eredità importante che passò ai suoi figli; la musica di Strauss I rimane, infatti, ancora oggi, una pietra miliare della cultura viennese. Le sue composizioni, piene di fascino e vitalità, incarnano la gioia e l’eleganza della Vienna del XIX secolo, rendendolo una figura chiave nella storia della musica da ballo europea.
Maria Rosaria Teni
1] R. Caggiano, LANNER, Joseph Franz Karl, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, 1933.
[2] R. Iovino, Gli Strauss, Una dinastia a tempo di valzer; Camunia, 1998.
[3] A. Basso, Storia della musica dalle origini al XIX secolo. 2006, UTET.
[4] Movimento artistico e culturale che si sviluppò in Germania e Austria tra il 1815 e il 1848, caratterizzato da uno stile di vita borghese, concentrato sulla famiglia, l’intimità e la funzionalità.
Vorrei proporre l’ascolto del Lorelei Rhein Klänge Walzer op.154
“Täuberln-Walzer, Op. 1”