Reati da Rane Bollite
Come redattrice sociale di AlessandriaToday, mi sento in dovere, anzi con piacere introduco la figura di Stefi Pastori, nota come Gloss (Gruppo di Lavoro e Osservatorio Sessismo e Stalking), e il suo impegno nel contrasto alla violenza domestica, utilizzando la metafora della “rana bollita” per spiegare la pericolosa passività delle vittime.
Stefi Pastori Gloss: Identità e Esperienza
La Gloss si presenta nei panni di attivista e scrittrice, come si può dedurre da questa intervista YouTube. La sua esperienza personale è centrale:
- È madre di una figlia disabile.
- Ha subito violenza dal coniuge ed è riuscita ad allontanarsi grazie a una Casa di Accoglienza Madre Bambino.
- Questa storia di violenza, fuga e rinascita alimenta il suo attivismo.
La Violenza Domestica come “Reato da Rana Bollita”
La Gloss applica la metafora della ‘rana bollita’ per descrivere la condizione di molte donne vittime di violenza domestica:
- Il Tabù: Anni fa, la violenza sulle donne era un argomento tabù, con poche denunce.
- L’Adattamento: Le vittime si adattano al partner violento pur di restare vicine ai figli, convincendosi di poter “gestire” la situazione o “guarire” il partner.
- La Pericolosa Passività: Questo adattamento graduale le porta a tollerare la mancanza di libertà e la sofferenza, perdendo la propria dignità (“eterno femminino”). Si comportano come la “rana bollita” che non reagisce al calore crescente, rischiando la tragedia, fino al femminicidio.
- La Violenza Assistita: Inoltre, le madri che restano sottomesse alla violenza (anche solo psicologica) insegnano inconsapevolmente ai figli che la sottomissione è il destino delle donne, contribuendo a creare la violenza assistita. Questi figli, una volta adulti, rischiano di ripetere il ciclo della violenza (“siamotuttijoker”).

Il Progetto Letterario: ‘Parerga Violenti’
Nonostante la Gloss abbia pubblicato romanzi su altri temi (Bidellume, Fuochi d’Artificio) e raccolte di racconti (L’amore indossa collant di carne), il suo obiettivo attuale, in vista della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza sulle Donne, è infondere speranza attraverso l’opera:
- Titolo e Struttura: L’opera è ‘Parerga Violenti’, strutturata graficamente come un vocabolario.
- Obiettivo: Trasmettere la speranza di uscire dalla violenza domestica “prima che sia troppo tardi”. L’intento è fornire le cognizioni culturali necessarie per riconoscere la violenza e attivarsi per uscirne.
- Stile: Il tono è lirico e ironico, con prosa e poesia sentite, che si spingono oltre i limiti del linguaggio quotidiano, convinte che “l’ironia e la bellezza salvano il mondo”.
- Il Valore del Linguaggio: Il libro è rivolto a chi crede che il pensiero e la ricchezza del linguaggio siano strumenti essenziali per decifrare la realtà, risolvere i problemi e arricchire la vita.
- Copertina: La copertina, che mostra una donna nuda e prostrata in autotutela, è stata studiata per rappresentare il simbolo dell’eterno femminino.

Conclude invitando all’acquisto del libro (disponibile a 8 € in occasione dei Mercatini di Natale del CSU a Torino) non tanto per un tornaconto economico, quanto come riconoscimento degli sforzi e contributo alla “Cultura, quella buona”.
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* ‘rana bollita’: descrive l’adattamento passivo al pericolo crescente. Illustra la tendenza degli individui o delle società ad abituarsi e adattarsi in modo graduale a circostanze che sono negative, dannose o pericolose. Poiché il cambiamento (il riscaldamento dell’acqua) è lento e progressivo, la vittima (la rana) non percepisce la gravità della minaccia e non reagisce in tempo, finendo con l’essere sopraffatta (bollita) senza essersene accorta. Al contrario, se la minaccia (l’acqua bollente) fosse immediata, la reazione sarebbe istintiva (saltare fuori) e immediata. Questa metafora è spesso attribuita al linguista e filosofo Noam Chomsky, sebbene l’idea sia utilizzata in contesti diversi (sociali, politici, aziendali) per indicare la manipolazione o la mancanza di vigilanza di fronte a pericoli che crescono lentamente. Per correttezza, faccio rilevare che scientificamente, i rettili (come le rane) non si adattano passivamente all’acqua che si riscalda, ma cercano attivamente di uscire, mettendo in discussione la validità scientifica della metafora, pur mantenendone la forza simbolica.