Giornata Mondiale dell’Infanzia: diritto al gioco e nuove sfide educative

Giornata Mondiale dell’Infanzia: diritto al gioco e nuove sfide educative

 Nov 20, 2025

Intervista alla dottoressa Imma Savarese pediatra e neonatologa del Bambino Gesù sul diritto al gioco

Il 20 novembre si celebra la Giornata Mondiale dell’Infanzia e dell’Adolescenza, che quest’anno l’UNICEF Italia dedica al diritto al gioco, richiamando l’articolo 31 della Convenzione ONU. C’è un filo che torna a intrecciarsi in questa giornata mondiale. Un filo fatto di competenza, umanità e quella luce rara che appartiene a chi dedica la propria vita ai più piccoli.

Oggi abbiamo l’onore di accoglierla di nuovo, in un giorno che chiama tutti noi alla responsabilità e alla cura. I dati diffusi dall’organizzazione raccontano una realtà che fa rumore anche nel silenzio: milioni di bambini non ricevono stimoli adeguati, non hanno occasioni di gioco e vivono contesti che frenano la crescita emotiva, cognitiva e relazionale.

Non si tratta di un fenomeno distante; riguarda anche i Paesi più avanzati, soprattutto nelle famiglie più fragili o quando la vita, nei primi anni, impone percorsi clinici o sociali complessi.

Ed è proprio in questo incrocio tra fragilità e possibilità, tra cura e sviluppo, che si inserisce la nostra intervista. Per comprendere come questo diritto si intrecci con la salute e la crescita sin dai primi passi, abbiamo raccolto il punto di vista della dottoressa Savarese, forte di oltre vent’anni di esperienza accanto ai bambini più vulnerabili.

Nelle sue parole la realtà diventa nitida, quasi tangibile.

“Nel bambino fragile il “gioco” coincide con una stimolazione sensoriale adeguata: voce, contatto, postura, relazione. Non è un dettaglio: è un elemento che incide sullo sviluppo neurologico e sul benessere complessivo. La letteratura scientifica lo conferma da tempo.”

Ritratto di una donna con capelli lunghi e ondulati, che indossa una maglietta bianca con il testo 'Giornata Mondiale della Prematurità', in piedi davanti a uno sfondo blu.

Accanto al diritto al gioco, oggi, emerge una sfida nuova e profondissima: l’esposizione digitale. Le principali società pediatriche e l’OMS raccomandano di evitare smartphone e tablet sotto i due anni e limitarne l’uso nella prima infanzia e nell’età scolare.

«La tecnologia è fondamentale, certo, ma non può sostituire il calore umano. La relazione precoce stabilizza, modula lo stress, costruisce sicurezza. È già cura. Si tratta di un tema che incide su linguaggio, attenzione, sonno, capacità relazionale. Non è un caso che diversi Stati stiano discutendo leggi che introducono un accesso progressivo e protetto ai social, con età minima tra i 13 e i 15 anni, verifiche di identità e consenso genitoriale.»

A questo punto la riflessione sembra allargarsi, quasi cambiare prospettiva: dalla cura quotidiana a una visione più ampia, quella dei diritti emergenti, di ciò che la società dovrebbe garantire ai suoi bambini in un tempo così veloce e affamato di connessioni.

«È una sorta di nuovo diritto, ancora in costruzione: il diritto alla non-connessione precoce, indispensabile per garantire uno sviluppo davvero armonico», aggiunge la dottoressa Savarese, sottolineando quanto sia urgente proteggere i bambini da un digitale che rischia di anticipare troppo il loro tempo.

La Giornata Mondiale dell’Infanzia diventa così più di una ricorrenza. È uno specchio che ci obbliga a guardare ciò che davvero sostiene un bambino mentre cresce: tempo, relazione, cura, protezione, stimolo.

Dalle case alle scuole, dalle comunità alle politiche pubbliche, il messaggio rimane lo stesso: creare ambienti che permettano ai bambini di svilupparsi pienamente è un dovere collettivo.

La presenza dei genitori, ha illustrato la dottoressa, non è un accessorio ma una componente terapeutica e precede riguarda tanto il valore del gioco quanto la difesa da un digitale ingestibile e troppo precoce.

In questo incrocio di diritti, fragilità e speranza, le parole della dottoressa Savarese diventano una bussola: ci ricordano che l’infanzia è un territorio sacro, da custodire con coraggio, visione e responsabilità.

Dino Tropea Alessandria.Today Roma

Dino Tropea

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