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Una domanda semplice, una risposta complessa: chi sono oggi i lettori italiani, cosa leggono e perché il nostro Paese continua a segnare un divario rispetto al resto d’Europa.

Pier Carlo Lava

Il profilo del lettore italiano
In Italia la lettura di libri rimane un’abitudine minoritaria. I dati più recenti indicano che solo circa il 35–40% degli italiani sopra i 16 anni ha letto almeno un libro nell’ultimo anno. Questo significa che oltre sei cittadini su dieci non leggono nemmeno un libro in dodici mesi, una quota che colloca l’Italia stabilmente nelle ultime posizioni in Europa. Il fenomeno non riguarda solo la quantità, ma anche l’intensità: i “lettori forti” (più di 10 libri l’anno) sono circa l’11%, contro percentuali che in Paesi del Nord Europa superano il 20%.

Uomini e donne: il divario di genere
La lettura in Italia ha un volto prevalentemente femminile. Le donne leggono più degli uomini in tutte le fasce d’età, con un vantaggio che si osserva già tra i giovani e che resta costante nell’età adulta. Nel confronto europeo il trend è analogo: circa il 60% delle donne nell’UE legge libri, contro circa il 45% degli uomini. In Italia lo scarto è spesso più marcato, con quote femminili superiori di 10–15 punti percentuali rispetto a quelle maschili. Questo dato incide anche sulle scelte editoriali e di mercato: romanzi, narrativa contemporanea e non-fiction divulgativa intercettano soprattutto il pubblico femminile.

Età e abitudini: chi legge di più
La propensione alla lettura diminuisce con l’età. Tra i 16 e i 24 anni legge circa il 45–50%, mentre nelle fasce mature la percentuale scende progressivamente e tra gli over 75 scende sotto il 30%. Anche in Europa il picco si registra tra i giovani (oltre il 60%), ma con livelli medi più alti in tutte le età rispetto all’Italia. La scuola e l’università continuano a essere i principali “attivatori” della lettura; una volta conclusi i percorsi formativi, molti abbandonano l’abitudine.

Cosa leggono gli italiani
Le preferenze restano tradizionali. Il libro cartaceo domina (circa 70% delle letture), mentre ebook e contenuti digitali si fermano intorno al 10–12% e gli audiolibri restano marginali (circa 2%). Quanto ai generi, prevalgono narrativa, gialli, romanzi sentimentali, biografie e saggi divulgativi; la poesia mantiene un pubblico fedele ma di nicchia. È invece elevatissima la fruizione di contenuti brevi online (news, blog, social), che però non rientrano nelle statistiche sulla lettura di libri: un elemento che spiega in parte il paradosso di un Paese “poco lettore” ma iperconnesso.

Il confronto con l’Europa: perché l’Italia resta indietro
La media UE dei lettori annui supera il 50%. In diversi Paesi del Nord e del Centro Europa si arriva al 65–75% (Lussemburgo, Danimarca, Estonia), con una presenza molto più ampia di lettori forti. Francia e Spagna si collocano tra il 54% e il 62%. L’Italia, con circa il 35%, resta in coda. Le ragioni sono strutturali: minor abitudine familiare alla lettura, disuguaglianze territoriali (Nord molto sopra il Sud), offerta bibliotecaria disomogenea, prezzi percepiti come elevati e una concorrenza forte di intrattenimenti digitali non editoriali.

Un mercato che resiste ma non decolla
Nonostante il quadro, il settore editoriale italiano mostra segnali di tenuta grazie a nuove collane, festival letterari, promozione nelle scuole e crescita di formati ibridi. Tuttavia, senza un allargamento della base dei lettori e politiche pubbliche più incisive (biblioteche di prossimità, incentivi alla lettura, educazione continua), il divario con l’Europa resterà strutturale.

Conclusione
Il lettore italiano del 2026 è più spesso donna, più giovane della media europea e ancora legato al libro cartaceo. L’Italia legge meno e in modo meno continuativo rispetto ai partner UE. Eppure, dove si investe in comunità culturali, biblioteche, scuola e promozione, la domanda esiste. La sfida è trasformare l’attenzione frammentata del digitale in tempo lungo per i libri, riportando la lettura al centro della vita quotidiana.

Link utili (fonti e approfondimenti)
– Eurostat, lettura e pratiche culturali in Europa: https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-eurostat-news
– Pagella Politica, Italia tra i Paesi che leggono meno in UE: https://pagellapolitica.it
– Alley Oop – Il Sole 24 Ore, dati su lettura e formati: https://alleyoop.ilsole24ore.com
– Euronews, differenze di genere nella lettura: https://www.euronews.com

Geo
Alessandria, Piemonte. Alessandria today segue l’evoluzione dei consumi culturali in Italia con uno sguardo territoriale: biblioteche civiche, scuole, festival letterari e iniziative locali restano presìdi fondamentali per ampliare il pubblico dei lettori. Dal Piemonte al resto del Paese, la sfida è rendere la lettura accessibile e quotidiana, senza perdere qualità e profondità.

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