La mostra Barocci, La Madonna delle ciliegie, un capolavoro dai Musei Vaticani, dura fino all’11 gennaio 2026, consentendo ai visitatori di ammirare da vicino questa opera rinascimentale. L’esposizione enfatizza il contesto storico e tecnico del quadro, originario della Pinacoteca Vaticana.(link: https://gallerieditalia.com/it/torino/mostre-e-iniziative/mostre/2025/12/10/barocci-madonna-delle-ciliegie-musei-vaticani-in-mostra-a-Torino/)
La scena ritrae la Sacra Famiglia in un riposo durante la fuga in Egitto ed è stata dipinta tra il 1570 e il 1573, rappresenta un capolavoro del tardo Rinascimento.
Barocci è noto per l’uso magistrale della luce e del colore. I colori sono brillanti e vividi, e l’uso di velature trasparenti e sfumature conferisce ai tessuti una morbidezza quasi palpabile.
Come il Caravaggio fu il pittore della transizione tra il Manierismo e il Barocco e sebbene di stile e tecnica estremamente diverse entrambi hanno cercato il maggiore coinvolgimento emotivo da parte dell’osservatore.

Appena entrati nella sala già si resta in silenziosa contemplazione lasciando lo sguardo posarsi dapprima sul volto della Vergine che in questo caso risulta sereno, dolce permeato di quella grazia divina e illuminato dalla luce risultando radioso di luce diffusa, la Vergine dalle vesti dai colori tradizionalmente utilizzati (rosso e blu) a significare l’unione tra il blu del divino e il rosso dell’umano sentire, piega il volto nell’azione di sorreggere una ciotola d’acqua alludendo al ruolo dell’acqua del battesimo. Tutto è simbolo, ma intriso di quell’umanità che tende alla tenerezza familiare.

Un quadro può parlare di molte cose, inducendo in questo caso anche un coinvolgimento particolare sottolineato dal brano di RODRIGO D’ERASMO “Barocci s Suite una Composizione per sintetizzatore, violino e Fender Rhodes.
La musica, come indicato dalla didascalia in sala espositiva:
“…Accompagna l’esposizione del dipinto un brano composto da Rodrigo D’Erasmo, che nelle intenzioni dell’autore mira ad amplificare l’esperienza contemplativa del capolavoro di Federico Barocci attraverso due elementi fondanti.
Un sintetizzatore dal suono profondo e meditativo invita all’approfondimento dei numerosi e preziosi dettagli presenti in quest’opera, mentre una fuga incalzante di violino sottolinea le emozioni contrastanti della Sacra famiglia, raffigurata dal pittore in un momento di quiete, in bilico tra la minaccia e l’inquietudine della fuga e la speranza di un futuro sereno in Egitto.
La fuga potrà sorprendere lo spettatore / ascoltatdiNdurante l’esperienza contemplativa, ricreando un effetto emotivo che lo avvicina a Giuseppe e Maria, sorpresi dall’editto e costretti a una fuga repentina….”
Il rosso è anche il colore della Carità (amore in senso cristiano) e dell’amore ardente. La veste indica l’amore immenso di Maria, sia l’amore materno per Gesù che l’amore universale che la lega alla missione del Figlio.

I miei occhi poi si spostano sull’interazione tra San Giuseppe che porge un rametto e il Bambino Gesù che il Barocci rende con pennellate delicate.
Sebbene sia San Giuseppe a porgere il rametto di ciliegie, Maria partecipa emotivamente all’atto. La sua posa e la sua espressione riflettono la dolcezza materna e la consapevolezza del momento.

L’immagine fotografata ovviamente non può rendere l’emozione dell’osservazione dal vivo, questo un principio valido per ogni opera artistica ma viene in questo caso rafforzata proprio dalla tecnica pittorica del Barocci il quale vuole suscitare un’emozione dolce, di grazia, pietà e devozione, in linea con gli ideali edificanti della Controriforma, e lo fa smaterializzando i contorni e quindi dando vita ad una luce spirituale (o celeste), che solo dal vivo di può apprezzare appieno.
Osservare la pittura del Barocci rimane indispensabile per comprendere il “viaggio”dell’Arte dal Rinascimento al Barocco, egli esprime quell’ anti manierismo che lo pone precursore del Barocco in quanto le sue figure sono in preda a sentimenti forti (estasi, gioia, dolore) che rompono con l’artificiosità e l’intellettualismo del Manierismo.
L’occasione di poter essere partecipi di tanta bellezza nell’esposizione curata dalle Gallerie d’Italia risulta quindi preziosa per allargare i propri orizzonti conoscitivi dell’Arte e del proprio potere intrinseco di narrazione della storia dell’uomo e del suo percorso nei secoli.
Elisabetta Amistà Torino