Federico Berlioz recensisce Misfatto indigesto al Bulldog di Roberto Roganti, edito da Balzano Editore. Spazio a cura di Elisa Rubini
Tornare tra le pagine di Roberto Roganti è come sedersi a tavola con un vecchio amico: sai già che la compagnia sarà eccellente, il ritmo stimolante e il gusto sorprendente.
Con questo nuovo capitolo, ‘Misfatto indigesto al Bulldog’, Roganti non si limita a scrivere un noir, ma consolida una maturità narrativa rara, capace di andare ben oltre i canoni del genere.
La forza di questo romanzo risiede nella straordinaria capacità dell’autore di intrecciare il mistero più fitto alla quotidianità più autentica. Roberto condisce la trama con riferimenti colti e una profonda umanità, rendendo la lettura non solo avvincente per l’indagine in sé, ma estremamente appagante per lo spirito. Il protagonista, Grogghino, si muove in un’atmosfera che incanta e cattura, guidandoci con intelligenza e ironia attraverso un labirinto di emozioni e colpi di scena, dove anche figure come l’ispettore Fava e il dottor Bevilacqua acquistano uno spessore vivido e indimenticabile.
Come collega e collaboratore della stessa casa editrice, osservo con ammirazione come la penna di Roberto sappia declinare il noir in una forma così elegante e conviviale. È un autore che non si accontenta di intrattenere: sa come ‘nutrire’ l’anima e la curiosità dei suoi lettori, offrendo una narrazione che resta impressa anche dopo l’ultima pagina.
Questa seconda recensione non è solo una conferma, ma un tributo sincero a un talento che continua a crescere e a stupire.
Un’opera imperdibile per chi cerca la qualità letteraria unita a un cuore pulsante.