Kafka La Metamorfosi, l’alienazione.
La trasformazione di Gregor Samsa in un enorme insetto (spesso interpretato come uno scarafaggio, anche se Kafka usa il termine ambiguo Ungeziefer, che significa più genericamente “parassita” o “verme schifoso”) è uno dei simboli più potenti e aperti della letteratura del Novecento. Nel racconto La metamorfosi (Die Verwandlung, 1915), Kafka non spiega mai la causa della mutazione: avviene improvvisamente, senza motivo apparente, e questo è proprio uno degli elementi che rende il testo così inquietante e universale.
Il significato della trasformazione non è univoco, ma si presta a molteplici livelli di lettura, quasi tutti convergenti su temi di alienazione, disumanizzazione e assurdità dell’esistenza. Ecco le interpretazioni principali:
1. Alienazione e disumanizzazione dal lavoro e dalla società
Gregor è un commesso viaggiatore che vive solo per mantenere economicamente la famiglia (genitori e sorella Grete), schiacciato da un lavoro alienante, da debiti e da doveri. Prima della trasformazione fisica è già un “insetto”: un ingranaggio anonimo, un parassita sfruttato dal sistema capitalistico e familiare. La metamorfosi rende visibile e concreta questa condizione interiore: l’uomo ridotto a “cosa utile” diventa letteralmente un essere ripugnante, inutile e da nascondere.
2. Isolamento esistenziale e incomunicabilità
Una volta trasformato, Gregor conserva la coscienza umana ma perde la capacità di comunicare (la sua voce diventa un sibilo incomprensibile). Questo simboleggia l’impossibilità di essere davvero compresi dagli altri, specialmente in famiglia. La trasformazione accentua la solitudine radicale dell’individuo in un mondo indifferente o ostile.
3. La vera metamorfosi è quella della famiglia
Molti critici sottolineano che il titolo La metamorfosi non si riferisce solo a Gregor, ma soprattutto ai familiari. All’inizio dipendono economicamente da lui e lo sfruttano; dopo la sua “inutilità”, scoprono risorse proprie (il padre ritrova energia, la madre si adatta, Grete diventa adulta e indipendente). Gregor diventa il “parassita” da eliminare. La famiglia si “libera” dalla sua presenza e fiorisce proprio grazie alla sua scomparsa. In questo senso la trasformazione di Gregor è il catalizzatore per la loro rinascita.
4. Lettura esistenzialista e assurda
La metamorfosi rappresenta l’assurdità dell’esistenza (vicina alle idee di Camus): l’uomo si sveglia in un mondo privo di senso, senza colpa né redenzione. Non c’è castigo divino o morale; semplicemente “è così”. Gregor accetta passivamente la situazione, cercando di adattarsi il più possibile, il che rende tutto ancora più tragico.
5. Aspetto psicologico e autobiografico
Kafka proietta nella figura di Gregor il proprio senso di inadeguatezza, la dipendenza dalla famiglia (soprattutto dal padre autoritario), la sensazione di essere “sporco” o indegno, e la difficoltà di affermare la propria identità artistica contro le aspettative sociali.
In sintesi, la trasformazione non è un evento fantastico da spiegare razionalmente, ma una metafora potentissima della condizione umana moderna: sentirsi estranei al proprio corpo, al proprio ruolo, alla propria famiglia e al mondo intero. Gregor non diventa mostruoso perché ha commesso qualcosa di sbagliato; diventa mostruoso perché la società lo ha già ridotto a un insetto prima ancora che il cambiamento fisico accadesse.
È proprio questa assenza di spiegazione e questa crudele normalità dell’assurdo che fanno de *La metamorfosi* un testo eterno e disturbante.
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Sergio Batildi scrittore e osservatore laterale, si muove tra poesia, narrazione, editoriale e riflessione culturale. Indaga il rapporto tra linguaggio, memoria e tecnologia,con particolare attenzione ai punti di attrito del discorso contemporaneo. Ha sviluppato il concetto di Algolirica, una pratica di scrittura che mette in dialogo umano e algoritmo senza rinunciare al dubbio, al silenzio, alla complessità. Scrive per chi legge piano e considera il pensiero una forma di resistenza gentile.
