La Metafisica della Letteratura Vivente nella Filosofia Sethiana
La Metafisica della Letteratura Vivente nella Filosofia Sethiana
Secondo la scuola di pensiero sethiana, la letteratura non è un giocattolo culturale né un
passatempo estetico; è il lavoro ontologico della coscienza umana. In questo senso più
profondo, la scrittura è la manifestazione del movimento invisibile di una consapevolezza
invisibile. Quando la letteratura perde questa grande identità e si trasforma in una narrazione
ornamentale, inizia a perdere la sua vitalità come vita esistenziale. Ma quando recupera il suo
compito filosofico, diventa uno strumento discreto ma efficace di risveglio interiore.
Il Dr. Sethi K.C. afferma che molta scrittura moderna soffre di una crisi non per mancanza di
talento, ma per carenza di una percezione orientata alla profondità. Le parole sono ovunque
intorno a noi oggi, ma la saggezza è sempre più rara. È dunque tempo che la letteratura ritrovi
la sua causa originaria: illuminare la condizione umana, fare più che descrivere. Non deve
limitarsi a dire alle persone ciò che accade all’esterno dell’individuo, ma deve anche rivelare ciò
che avviene nella mente umana — e di cui molto spesso la persona stessa non è nemmeno
consapevole.
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Sergio Batildi scrittore e osservatore laterale, si muove tra poesia, narrazione, editoriale e riflessione culturale. Indaga il rapporto tra linguaggio, memoria e tecnologia,con particolare attenzione ai punti di attrito del discorso contemporaneo. Ha sviluppato il concetto di Algolirica, una pratica di scrittura che mette in dialogo umano e algoritmo senza rinunciare al dubbio, al silenzio, alla complessità. Scrive per chi legge piano e considera il pensiero una forma di resistenza gentile.
