Sanremo, un cammello e un criminale di nome Vlad: Mauro Sighicelli racconta il suo giallo più imprevedibile. Intervista a cura di Roberto Roganti e Elisa Rubini

Sanremo, un cammello e un criminale di nome Vlad: Mauro Sighicelli racconta il suo giallo più imprevedibile. Intervista a cura di Roberto Roganti e Elisa Rubini

“Giallo al festival di Sanremo”  è il sesto libro della serie dedicata al commissario Bertini, tutti in vendita sul sito della casa editrice Balzano Editore-Il giardino della cultura. In ordine, nel 2025 sono stati pubblicati in rapido ordine cronologico “Giallo a Nonantola”, “Piccoli gialli a Bologna”, “Il giallo di Modena”, “Il mostro di Campogalliano”, “Giallo a Itaca” e infine Bertini giunge allo scontro finale con il tremendo Vlad proprio sul palco del teatro Ariston di Sanremo in concomitanza con la serata finale della rassegna canora. Il cammello con tre gobbe risulterà decisivo per dirimere ogni conflitto, proprio nel romanzo “Giallo al festival di Sanremo”, che chiude solo momentaneamente il progetto dedicato al commissario in questione.

La nuova avventura letteraria di Mauro Sighicelli, Giallo al Festival di Sanremo, è un viaggio folle e irresistibile nei retroscena del mondo dell’editoria, della televisione e dell’immaginario più scatenato. Tra un manoscritto che non doveva funzionare , e invece diventa un successo clamoroso, un antagonista vendicativo dal passato grottesco e un cammello con tre gobbe che sfila niente meno che sul palco dell’Ariston, L’autore costruisce un romanzo che mescola giallo, satira e surrealismo puro.

In questa intervista l’autore ci porta dentro la sua mente narrativa, rivelando come nascono idee tanto imprevedibili e cosa succede quando il confine tra realtà e fantasia inizia a tremare.

Nel romanzo compare un manoscritto giudicato “non all’altezza”, che tuttavia diventa un successo travolgente. Intende raccontare una satira del mondo editoriale o una parabola sul caso e sul talento?

“Giallo al festival di Sanremo”, edito da Balzano Editore-Il giardino della cultura (Cosenza), è un romanzo basato sulla figura retorica della metonimia, molto in voga tra gli artisti del seicento. Il testo scritto dall’autore, ‘Cinque minuti e poi’, è ispirato a una canzone degli anni settanta del cantante Maurizio Arcieri, meglio noto come Maurizio dei New Dada. Nel libro si narra che il manoscritto, pur non giudicato dall’editore interessante, abbia comunque da subito un travolgente interesse nazional popolare che  porterà i protagonisti  verso un successo di pubblico così vasto da ambire alla conduzione del festival di Sanremo.

Il personaggio di Judok Dan, alias Vlad, è un antagonista spietato ma anche grottesco. Come è nato e cosa rappresenta per lei?

Creare problemi al protagonista è una costante della narrativa. Qualsiasi trama, che appartenga al genere rosa oppure al giallo,al romanzo psicologico o a quello di avventura,  ruota sempre intorno a una conflittualità.  Il conflitto, è proprio il caso di dirlo, costituisce la linfa vitale della narrativa. Ho cercato di rappresentare Vlad, il cattivo di turno, non solo come spietato criminale, ma anche come caricatura di sé stesso e del ruolo che ricopre. Le situazioni irreali e assurde che lo vedono scontrarsi con l’autore e l’editore servono proprio per offrire al lettore una occasione non solo di tensione, ma anche di puro svago e divertimento.

La storia gioca continuamente con il confine tra realtà e fantasia. In fase di scrittura, come gestisce questo equilibrio senza perdere coerenza narrativa?

L’elemento essenziale che dà al romanzo “Giallo al festival di Sanremo” il suo aspetto specifico è la concatenazione, vale a dire il modo in cui la storia avanza passando da una frase all’altra. Per cui, tre diverse storie apparentemente slegate l’una dall’altra, confluiscono inevitabilmente verso l’unica conclusione possibile, che vedrà l’autore del romanzo, il suo editore (in questo caso proprio lo stesso Alessandro Balzano, di nome e di fatto) e il commissario Bertini opporsi in maniera energica contro il sedicente Vlad. Per cercare di raggiungere il giusto equilibrio, ho impiegato circa sei anni per assemblare il testo.

Esistono in natura, anche se rari, cammelli con tre gobbe. Ci sono voluti mesi di studio e ricerche per comprendere come avvengano  la nascita e l’evoluzione dell’animale. Nel caso citato in “Giallo al festival di Sanremo”, il cammello di nome Lemme ha un ruolo importante nella fase centrale del romanzo tanto da convincere il presentatore del festival a portarlo sul palco. Ho cercato di creare un effetto  volutamente comico, grottesco, surreale e per certi versi paradossale. Spero proprio che i lettori si divertano a leggerlo così come io mi sono divertito a scriverlo.

La relazione tra lo scrittore Mauro e l’editore Alessandro è centrale e molto vivace. Quanto c’è di autobiografico nel loro rapporto?

Lo scrittore porta il mio nome, ho scelto come personaggio dell’editore Alessandro Balzano perché il rapporto che ho con lui supera l’aspetto professionale per sconfinare in una immediata amicizia. Nel romanzo, però, i due personaggi non sono proprio positivi, ne delineo più difetti che pregi. Sono timidi, impacciati, a volte sconclusionati, vagano in due direzioni opposte come monadi impazzite. L’unico lato che li accumuna è una buone dose di umanità che li accumuna e che  potrebbe essere utile per superare gli ostacoli a volte insormontabili a cui saranno  sottoposti. Non so se nella vita reale noi due siamo così, preferisco ascoltare il giudizio dei lettori.

Ambientare un giallo surreale al Festival di Sanremo è una scelta insolita. Che cosa La affascinava maggiormente di questo contesto?

“Giallo al festival di Sanremo” (Balzano Editore, Cosenza), è anche un omaggio alla canzone italiana. Ho cercato di far vivere ai protagonisti una storia  basata sul massimo della popolarità e notorietà, quindi  ho individuato la rassegna canora come l’emblema della celebrità. Naturalmente una storia per essere credibile deve essere verosimile; perciò ho provato a far nascere un successo di critica e di pubblico così rapido e veloce da dover indicare come sfogo naturale per i due protagonisti proprio il teatro Ariston, quasi fosse l’unica, logica, conseguenza degli avvenimenti narrati.

Accanto ai protagonisti compaiono figure che oscillano tra il comico, il grottesco, l’erotico e il soprannaturale. Qual è il personaggio secondario che ha più amato creare?

Mi ha divertito molto caratterizzare la figura della signora Giancarla Bonfatti, la madre di Fabiola. Appare subito come una figura vuota e civettuola,ma ne subisce di tutti i colori al punto che può sorgere spontaneo perdonarle i tanti errori che ha commesso nei confronti del marito e della figlia. Ho cercato di coinvolgerla in situazioni tragiche, erotiche e al tempo stesso comiche. Alla fine spero proprio che i lettori la comprendano e non la giudichino troppo male. Ci sono poi tanti altri personaggi secondari e a tutti sono un pò affezionato, più per i loro difetti che per le proprie virtù.

Al di là della trama rocambolesca, qual è secondo Lei il “vero mistero” che il lettore finisce per scoprire attraverso questo viaggio narrativo?La modernità ha disintegrato progressivamente il punto di vista di un narratore che sa tutto e tutto giudica con fredda equidistanza.  Ho cercato di trasmettere un messaggio positivo nel testo moltiplicando gli angoli da cui guardare il mondo, spesso senza capirlo. Quindi ho utilizzato la tecnica della focalizzazione multipla, insistendo sul gioco di punti di vista disparati. Sono i miei personaggi che fanno vivere la storia, sarà solo il lettore a giudicare la percezione degli eventi e l’impatto con il testo. Spero di essere riuscito a dipanare il ‘vero mistero’ che è all’origine dei drammi a cui è sottoposto inconsapevolmente anche il solito commissario Bertini. Grazie per lo spazio che mi avete concesso

Elisa Rubini

Classe 1981, sono una mente giuridica con l’anima da narratrice. Dopo la laurea in Giurisprudenza e un periodo come patrocinante legale, ho scelto di dare spazio a ciò che sentivo mio: la scrittura e la comunicazione. Da oltre cinque anni mi dedico alla promozione di autori, con particolare attenzione al mondo del self publishing. Aiuto gli scrittori a costruire la propria visibilità online, a comunicare con autenticità e a creare una comunità di lettori consapevoli. Gestisco su Facebook la pagina Socialmenteconsapevole e il gruppo Socialmente Autori, spazi dedicati a chi vuole crescere, imparare e valorizzare i propri libri nel mondo digitale. Il mio impegno è insegnare agli autori come usare i social in modo strategico ma umano, mantenendo la propria voce. Collaboro come articolista con Alessandria Today, Mobmagazine, Urbanmoodmagazine.com e Fai.informazione.news dove curo articoli e approfondimenti che uniscono passione e professionalità. Nel mio blog Universi parlo di libri, musica e mindfulness, tre elementi che accompagnano il mio percorso personale e creativo. Accanto alla scrittura porto avanti il progetto dei libri da colorare antistress, dedicati a chi cerca calma, libertà espressiva e un momento per sé. Credo nella forza delle parole e nei piccoli gesti che possono cambiare una giornata.

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