ESE LARGO ADIOS (ELA) PIPPO BUNORROTRI di Giuseppina De Biase
Ci sono battaglie che non si combattono con le grida, ma nel silenzio più assoluto.
Battaglie che non possono essere raccontate a voce, perché la malattia ha deciso di spegnerla.
Questa Poesia, “Quel lungo addio” è un viaggio dentro una di queste battaglie: la SLA.
È un viaggio che ci porta a guardare negli occhi lo smarrimento di chi è prigioniero del proprio corpo, ma che non smette di lottare con la pazienza e la dignità.
La Poesia è un atto di coraggio, è la voce di chi non può più parlare, ma continua a sentire, a ricordare e a desiderare.
Non aspettatevi versi di rassegnazione, ma una cronaca nuda di cosa significhi vedere il tempo che “spoglia” una persona, portandone via la voce ma non i ricordi.
Pippo Bunorrotri ci porta dentro quella prigione invisibile dove le parole “annegano” nella bocca, ma i desideri restano vivi e urgenti dietro lo sguardo.
È una Poesia che fa male perché descrive la realtà per quella che è, una “sconfitta” fisica, ma che allo stesso tempo nobilita la pazienza e la dignità di chi resta, anche quando il corpo diventa un guscio muto. Leggere questi versi significa fermarsi ad ascoltare quel silenzio che, paradossalmente, urla più di mille parole.
ESE LARGO ADIOS (ELA)
Pippo Bunorrotri
Las horas del tiempo
preguntan extrañadas
por la ausencia de tu voz,
por el extravió de tu mirada
y en el silencio de tu boca
las palabras se ahogan
mudas en el silencio.
El sol de la mañana
baña los surcos de tu rostro
bajo los cuales
tus recuerdos caminan
cargados de añoranzas mudas
que los ojos lloran en silencio
mientras el tiempo corre
por tus surcos sin gobierno
dejando su profunda huella.
Caminas entre los días
como un sonámbulo
siendo esa realidad
que duele con rabia
a la vez que el tiempo desnuda
la paciencia de tu derrota,
mientras el silencio escribe
la realidad de tu último recuerdo.
Pippo Bunorrotri
(Dedicado a los enfermos de ELA)
QUELL’ADDIO LUNGO (SLA)
Pippo Bunorrotri
Le ore del tempo
chiedono perplessi
l’assenza della tua voce,
a causa dello smarrimento del tuo sguardo
e nel silenzio della tua bocca
le parole sono annegate
muto nel silenzio.
Il sole del mattino
bagna le linee del tuo viso
sotto il quale
i tuoi ricordi camminano
carico di desideri silenziosi
che gli occhi piangono silenziosamente
mentre il tempo scorre
attraverso i tuoi solchi incontrollati
lasciando il loro segno profondo.
Cammini tra i giorni
come un sonnambulo
questa è la realtà
che fa male di rabbia
nello stesso momento in cui il tempo spoglia
la pazienza della tua sconfitta,
mentre il silenzio scrive
la realtà del tuo ultimo ricordo.
Pippo Bunorrotri
(Dedicato ai pazienti affetti da SLA)
