
I castelli del Monferrato: viaggio nella storia delle colline
I castelli del Monferrato: una terra di confine, architetture stratificate, leggende e itinerari tra storia, paesaggio ed enogastronomia.
La sezione Cultura segue la vita artistica e il patrimonio del territorio alessandrino e del Piemonte, una terra di confine fra pianura padana, Appennino ligure e colline del Monferrato che ha prodotto figure e tradizioni di rilievo nazionale. Alessandria, fondata nel 1168 e dominata dalla sua Cittadella settecentesca — una delle fortezze a stella meglio conservate d’Europa — custodisce nella Pinacoteca e nei musei civici di Palazzo Cuttica una memoria stratificata, dal Medioevo all’età napoleonica, segnata anche dalla battaglia di Marengo del 1800 combattuta poco fuori città.

Il capitolo più originale della storia artistica locale è il Divisionismo. A Volpedo, nel Tortonese, Giuseppe Pellizza dipinse Il Quarto Stato, una delle immagini più note dell’arte italiana fra Otto e Novecento; lo studio del pittore, oggi visitabile, resta un riferimento per comprendere la pittura sociale e la tecnica divisionista. Da Quargnento proviene invece Carlo Carrà, tra i protagonisti del Futurismo e poi della pittura metafisica. Sono radici che la sezione richiama spesso, perché aiutano a leggere il presente.
Accanto alle arti visive, la cultura del territorio ha un volto manifatturiero diventato icona: il cappello Borsalino, prodotto ad Alessandria dal 1857, ha legato il nome della città a un’idea di eleganza conosciuta in tutto il mondo, oggi raccontata anche attraverso percorsi museali dedicati al design e alla moda. È un esempio di come, in questo angolo di Piemonte, artigianato, industria e cultura si siano sempre intrecciati.
La musica, in particolare, ha qui un radicamento profondo: il Conservatorio statale forma musicisti e anima la scena concertistica, mentre nei centri del comprensorio fioriscono festival diffusi, cori e bande che tengono viva una tradizione popolare radicata. Anche il patrimonio religioso e civile — dalle pievi romaniche ai palazzi nobiliari di Acqui Terme e Novi Ligure — viene raccontato non come semplice elenco di monumenti, ma come testimonianza viva di una storia di scambi, fedi e poteri.
Le tradizioni popolari completano il quadro: feste patronali, rievocazioni storiche, antichi mestieri e riti che scandiscono il calendario delle comunità. A sostegno di questo ecosistema operano istituzioni e fondazioni del territorio — a partire dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria — che finanziano restauri, mostre e progetti educativi. L’obiettivo editoriale è offrire un quadro verificato e accessibile: non un semplice calendario di eventi, ma un racconto di luoghi, opere e persone che spiega perché contano e da dove vengono, tenendo insieme Alessandria, il Monferrato, il Tortonese e l’Acquese in un’unica geografia di senso.
La geografia culturale dell’alessandrino è più ricca di quanto la sua fama discreta lasci intendere. Accanto ai nomi noti convivono realtà meno visibili ma vitali: le pinacoteche minori, gli archivi storici comunali, le collezioni private che di tanto in tanto si aprono al pubblico, le associazioni che recuperano memorie industriali e contadine. La sezione cerca di dare voce anche a questo tessuto diffuso, convinta che la cultura di un territorio si misuri non solo nei suoi capolavori, ma nella capacità quotidiana di conservare, studiare e trasmettere. Per questo, accanto alla cronaca delle grandi mostre, trovano spazio le piccole iniziative di quartiere e di paese, i progetti scolastici, le residenze artistiche e le rassegne che nascono dal basso. L’ambizione è comporre, nel tempo, una mappa viva dell’identità culturale di Alessandria e del Monferrato — una mappa che aiuti il lettore a orientarsi, ma anche a riconoscere il valore di ciò che ha vicino e che spesso dà per scontato.

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