Poeti: MICHELE MARI Cento poesie d’amore a Ladyhawke, Einaudi 2007. Analisi di Elvio Bombonato

Alessandria, pubblicato da Pier Carlo Lava
Social Media Manager – https://alessandria.today/
Per info: alessandriatoday@yahoo.com
Se mi emoziona
pensare una targhetta sul citofono
con i nostri cognomi congiunti
se prima di addormentarmi
mi studio di variarla
in ferro smaltato bombé
in plastica oro a caratteri rossi
in plastica grigia a caratteri blu
in cartoncino manoscritto
nell’antica striscia del dymo
immagina
quanto male mi faccia
pensare a un figlio in cui congiunti
fossero i nostri occhi.
MICHELE MARI Cento poesie d’amore a Ladyhawke, Einaudi 2007.
Strofa unica di 15 versi; ho contato: 1 senario, 1 doppio senario, 1 decasillabo, 3 novenari, 4 settenari, 3 endecasillabi, 1 quaternario. Con la consueta ironia, dolcemente sarcastica, Mari identifica il suo rapporto di coppia con la donna amata con i loro due cognomi scritti sulla targhetta (dymo) del citofono. Prima di addormentarsi pensa di variarla, usando l’ottone, oppure il ferro bombato, o in plastica oro a caratteri rossi, o in plastica grigia a caratteri blu, o in cartoncino scritto dalla sua mano. Negli ultimi quattro versi la invita a immaginare quanto male gli farebbe ‘pensare a un figlio in cui congiunti fossero i nostri occhi’; naturalmente sta scherzando. Dichiarazione d’amore insolita e originale, che cerca, senza riuscirci, di nascondere la tenerezza che prova.