Opera e poesia di Silla Maria Campanini
Ti ho atteso
Ti ho atteso per smarrirmi
nel vortice del tempo,
abbracciata alla fantasia
vibrante di primavera,
in volo di libertà.
Tu, o Voce del mio fato,
potente risuoni
con l’ardire dell’enigma.
D’essenza vibra
la pienezza del mio cuore.
In te, Amore, mi perdo
e poi mi trovo,
nella sublime verità.
“Tu sei il sogno dei miei sogni,
il mistero dei misteri,
che vive l’inimmaginabile infinità.”
Tu sei l’amore supremo
fra tutti gli amori,
sei AMORE che accoglie l’amore e…
…Tu, mi hai attesa…
al crepuscolo dell’esistenza.
Silla Maria Campanini
Il poema, è automaticamente protetto dalle leggi sul diritto d’autore. Copyright @Silla Campanini, 13.06.2024
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I waited for you to lose myself in the whirlpool of time,
Embraced by the vibrant fantasy of spring, in a flight of freedom.
You, o Voice of my fate, powerfully resonate with the daring of the enigma.
In essence, the fullness of my heart vibrates.
In you, Love, I lose myself and then I find myself, in the sublime truth.
“You are the dream of my dreams, the mystery of mysteries,
Living the unimaginable infinity.”
You are the supreme love among all loves,
You are LOVE that welcomes love and…
…You, have waited for me… at the twilight of existence.
Il poema, è automaticamente protetto dalle leggi sul diritto d’autore. Copyright @Silla Campanini, 13.06.2024
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La poesia inizia con l’espressione “Ti ho atteso”, che stabilisce immediatamente un tono di anticipazione e desiderio. Questa attesa è descritta come un perdersi “nel vortice del tempo”, suggerendo un’esperienza quasi mistica o trascendentale, dove il tempo perde la sua linearità.
L’immagine della “fantasia vibrante di primavera” evoca la rinascita e la freschezza, tipiche della stagione, e il “volo di libertà” amplifica questa sensazione di rinnovamento e di possibilità infinite.
La “Voce del mio fato” personifica il destino come qualcosa che può comunicare direttamente con il soggetto, forse indicando che l’amore è visto come un destino inevitabile e potente.
L’uso ripetuto della parola “Amore” con la A maiuscola enfatizza l’importanza e la sacralità di questo sentimento. L’amore è presentato come una forza che permette al soggetto di perdersi e poi ritrovarsi, suggerendo un ciclo di perdita e riscoperta di sé attraverso l’esperienza dell’amore.
La frase “Tu sei il sogno dei miei sogni, il mistero dei misteri” eleva ulteriormente l’amore a un livello quasi divino o cosmico, indicando che l’amore è la realizzazione ultima dei desideri più profondi e il più grande enigma da risolvere.
Infine, la poesia si conclude con l’immagine del crepuscolo, che può simboleggiare la fine di un periodo o una fase della vita.
L’idea che l’amore sia stato in attesa al “crepuscolo dell’esistenza” potrebbe suggerire che l’amore è una rivelazione che arriva verso la fine di un lungo viaggio, o che l’amore persiste fino alla fine dei tempi.
In sintesi, la poesia utilizza immagini potenti e un linguaggio emotivamente carico per esplorare i temi dell’attesa, del destino, della libertà e dell’amore eterno. È un testo che invita a riflettere sulla natura dell’amore e sul suo posto nel tessuto del destino umano. C.P.