La Governance Regionale della Ricerca Sanitaria in Italia: modelli e prospettive di innovazione
Presentati alla SDA Bocconi i modelli regionali per la governance della ricerca sanitaria: un confronto sui sistemi di gestione, sprechi e soluzioni innovative.
Il 28 ottobre, presso la SDA Bocconi, si è svolto l’evento “La governance regionale della ricerca sanitaria”, organizzato dal CERGAS SDA Bocconi e dal Centro Studi Interaziendale di Management Sanitario (CESIM), con il supporto della Fondazione CRA. L’incontro ha visto la partecipazione di esperti e responsabili della ricerca sanitaria provenienti da diverse regioni italiane, tra cui Emilia Romagna, Veneto, Lazio, Lombardia e Piemonte, che hanno discusso modelli e strategie per la gestione della ricerca sanitaria.
La giornata ha rappresentato un’importante occasione per riflettere sugli attuali modelli di governance che influenzano le attività di ricerca in Italia, mettendo a confronto approcci diversi e valutando l’impatto della gestione regionale sulla qualità della ricerca e sui risultati sanitari. Tra i relatori, la professoressa Valeria Tozzi di CERGAS SDA Bocconi ha sottolineato le inefficienze che si registrano spesso nella ricerca sanitaria, causate dalla mancanza di strategie coordinate e di un’organizzazione sistematica delle risorse.

Le esperienze regionali: modelli di governance e innovazione
L’Emilia Romagna, rappresentata dalla direttrice del Settore Innovazione nei Servizi Sociali e Sanitari Maurizia Rolli, ha illustrato il modello regionale che si basa su una forte integrazione tra sistema sanitario e aziende locali, evidenziando l’importanza della rete territoriale e dell’ascolto dei fabbisogni sanitari. Anche Roberto Poscia del Policlinico Umberto I ha condiviso l’esperienza del Lazio, concentrandosi sulle difficoltà che incontrano i Comitati Etici Territoriali, essenziali per la valutazione dei progetti, ma spesso limitati da normative frammentarie.
Il Veneto, con la testimonianza di Antonio Maritati, ha portato l’esempio del Consorzio per la Ricerca Sanitaria (CORIS), un ente no-profit che promuove la ricerca sanitaria e socio-sanitaria raccogliendo fondi pubblici e privati e gestendo progetti innovativi, tra cui quelli sui nuovi farmaci immunosoppressori e xenotrapianti. Questo modello ha consentito alla regione di ottenere risultati di rilievo a livello internazionale, dimostrando come una governance efficace possa fare la differenza per la ricerca scientifica e per la salute della popolazione.

Le prospettive future per una governance nazionale della ricerca sanitaria
L’evento ha evidenziato come, a livello nazionale, esistano ancora significative differenze nella gestione della ricerca sanitaria tra le regioni italiane, ma ha anche sottolineato l’urgenza di una collaborazione più strutturata tra i vari attori istituzionali e di un quadro normativo nazionale più organico. Antonio Maconi e Marta Betti del Dipartimento Attività Integrate Ricerca e Innovazione del Piemonte (DAIRI-R) hanno presentato il recente modello piemontese, che ha portato a un incremento dei progetti e a un miglioramento delle reti di ricerca a livello regionale.
In conclusione, l’incontro presso SDA Bocconi ha gettato le basi per una collaborazione istituzionale tra le regioni e per la creazione di una rete di ricerca condivisa, capace di ottimizzare le risorse e aumentare l’efficacia dei risultati. L’obiettivo, emerso anche durante la tavola rotonda finale, è di costruire un sistema sanitario basato sull’innovazione e sull’efficienza, riducendo al minimo gli sprechi e massimizzando l’impatto della ricerca per il benessere della popolazione italiana.
================================