Forse non sai del mio essere donna, di Rosetta Sacchi
Non sai della mensa povera
della scarsezza del pane
l’assenza del pesce
il vangelo – una favola –
a immunizzare la sera.
Né del sonno nelle ore diurne
dinanzi alle vette da scalare
le gambe molli e le mani
segnate dalla fune.
Non sai delle notti sveglie
le fughe nella fantasia
e i voli oltre la scia delle stelle
Né delle ingiustizie
e dei muri di silenzio
dell’odore di tante battaglie perse
delle mancate mietiture
le promesse recise
affacciate ai bordi come fiori…
Appassivano le stagioni
sui rami che non davano più frutti
e il cielo era un fiume di lacrime
Forse non sai di quante volte
la fatica mi vinse ed io maledissi
il mio essere donna
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