La Bussola d’Oro di Philip Pullman
Di Luca Stucchi
Questo primo volume della trilogia Queste oscure materie è un romanzo fantasy che mescola avventura, filosofia e critica sociale. La protagonista, Lyra Belacqua, è un’orfana ribelle cresciuta al Jordan College di Oxford in un mondo parallelo al nostro, dove ogni persona è accompagnata da un daimon, una creatura animale che rappresenta la propria anima. La sua vita cambia quando il suo migliore amico viene rapito da una misteriosa organizzazione chiamata Magisterium, che conduce esperimenti segreti sui bambini.

Decisa a salvarlo, Lyra intraprende un viaggio che la porterà tra popoli nomadi, streghe, orsi corazzati e scienziati senza scrupoli, armata solo della sua intelligenza e di un oggetto enigmatico: l’aletiometro, una bussola che rivela la verità a chi sa interpretarla. Tra intrighi, tradimenti e rivelazioni sconvolgenti, il viaggio di Lyra si trasforma in qualcosa di molto più grande: una ricerca del libero arbitrio contro il controllo oppressivo della conoscenza.
Perché dovresti leggere La Bussola d’Oro invece di scrollare TikTok per la decima volta?
Ok, immagina un mondo simile al nostro dove le persone hanno un animale che è letteralmente la loro anima, i bambini vengono rapiti per esperimenti misteriosi e gli orsi corazzati risolvono le loro dispute a suon di pugni (o meglio, zampate d’acciaio). Questo è l’inizio de La Bussola d’Oro, il primo libro di una trilogia che ti farà rimpiangere di non averlo letto prima.
La protagonista è Lyra Belacqua, una ragazzina con più faccia tosta di un venditore di criptovalute. Cresciuta tra gli accademici di Oxford (chiaramente la versione alternativa), passa le giornate a combinare guai finché un giorno scopre che qualcosa di molto losco sta succedendo: i bambini stanno scomparendo e nessuno sembra voler fare domande. E chi meglio di una dodicenne con il talento per la menzogna e un daimon sarcastico per risolvere la questione? Armata solo del suo cervello (e di un artefatto magico che nessuno sa usare tranne lei), parte per un viaggio che la porterà tra zingari fluviali, streghe badass, orsi guerrieri e scienziati con un concetto piuttosto flessibile di etica.
Ma attenzione: questo non è il solito fantasy zuccheroso dove l’eroe predestinato combatte il male con il potere dell’amicizia. Pullman ti serve un mondo crudo e affascinante, con una critica neanche troppo velata alla religione istituzionalizzata e al controllo delle idee. Qui la magia esiste, ma è intrecciata con scienza e filosofia, e mentre sei distratto dai colpi di scena ti ritrovi a farti domande su libero arbitrio, destino e natura dell’anima (roba pesante, ma detta bene).
Ecco il punto: questo libro non è solo una storia di avventura, ma un viaggio dentro temi giganteschi come il libero arbitrio, il controllo del potere e la ricerca della verità. Ti tiene incollato alle pagine, ma senza trattarti da spettatore passivo: ti sfida a pensare, a mettere in discussione tutto quello che credi di sapere. E lo fa con una narrazione scorrevole e un mondo così ben costruito che sembra reale.
Se hai sempre guardato il fantasy con diffidenza, questo è il libro che potrebbe farti cambiare idea. Non servono bacchette magiche o incantesimi per rendere una storia straordinaria: basta un grande mistero, una protagonista che non ha paura di sfidare il potere e, ok, magari un orso corazzato che mena le mani quando serve.
Ricorda! La Bussola d’Oro è solo l’inizio e Pullman non si ferma certo qui, ai combattimenti tra orsi e ai colpi di scena. Se questo libro ti prende (e ti prenderà, fidati), sappi che il viaggio diventa ancora più intenso con La Lama Sottile e Il Cannocchiale d’Ambra.
Lasciati prendere la mano da queste oscure materie e parti con me per un lungo viaggio, perché basta un solo passo per iniziare!
Intanto leggi il primo. Poi ne riparliamo!

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