12+1 racconti di Eros – autori vari- edito da Ciclope Lettore. L’eros che non avete mai letto. Spazio a cura di Ely Gocce di Rugiada.

12+1 racconti di Eros – autori vari- edito da Ciclope Lettore. L’eros che non avete mai letto. Spazio a cura di Ely Gocce di Rugiada.

Questa raccolta non si limita a raccontare storie erotiche. Non si accontenta di mostrare corpi che si cercano. Non punta tutto sul gesto o sul piacere. Qui si entra in quello spazio sottile dove il desiderio nasce, cresce, cambia forma. E lo fa senza bisogno di spiegare. Racconta. E basta.

I racconti si muovono tra situazioni diverse, tra persone che non hanno nulla in comune, eppure sentono la stessa urgenza. Una fame che non è solo fisica. A volte è il bisogno di essere toccati dove nessuno osa, altre volte è solo il bisogno di essere guardati davvero. E poi capita che tutto si confonda, e non si capisca più dove finisce il corpo e dove comincia l’anima.

C’è chi ama senza poterlo dire, chi si nasconde dietro relazioni fittizie, chi si scopre improvvisamente vulnerabile davanti a uno sguardo imprevisto. Alcune storie sono dolci, altre spigolose, altre ancora feriscono senza pietà. Ma non c’è mai una forzatura, mai una scena buttata lì per stupire. Ogni parola è messa con cura, ogni immagine serve a qualcosa. Nessuna pagina è decorativa.

Il bello è che nulla viene giudicato. Non esiste una forma d’amore che vale più delle altre. Non esiste un modo giusto di desiderare. C’è solo il fatto che succede. E quando succede, le cose cambiano. A volte in meglio, a volte no. Ma comunque lasciano un segno. Anche nel lettore.

Non si trovano formule ripetute o dialoghi finti. Le voci dei personaggi sono tutte diverse, come nella vita. C’è chi parla poco e lascia che siano i gesti a dire tutto. C’è chi si racconta troppo, come se volesse convincere prima sé stesso. C’è chi si perde in un contatto, e chi si difende con l’ironia. E in ogni racconto si percepisce una verità che non ha bisogno di essere spiegata.

L’elemento erotico è presente, ma mai scontato. Non serve a vendere, serve a mostrare. A rendere visibile qualcosa che non si potrebbe dire altrimenti. Ci sono scene di grande intensità, fisiche, carnali, ma sempre collegate a qualcosa di più profondo. Una ferita, un vuoto, una memoria che torna. Il corpo, in queste pagine, non è mai separato dalla mente. E questo fa la differenza.

Chi legge non si trova davanti a un elenco di fantasie, ma entra in vite dove ogni scelta ha un peso. Ogni gesto ha una conseguenza. Ogni incontro può diventare trasformazione. In questo senso, il desiderio non è solo piacere. È cambiamento. È rischio. È esposizione.

Il tono della scrittura è caldo, diretto, a volte quasi intimo. Come se chi racconta lo facesse a bassa voce, in una stanza chiusa, senza bisogno di alzare il volume. Non ci sono effetti speciali, ma nemmeno silenzi inutili. Le parole arrivano dove devono arrivare. Non c’è distanza tra chi scrive e chi legge. E nemmeno tra i personaggi e le emozioni che provocano.

Alcuni racconti lasciano un senso di pienezza, altri un’irrequietezza che resta. Qualcuno forse lascia persino il dubbio. Ma è proprio lì che il libro colpisce più forte. Quando non dà risposte, ma apre domande. Quando lascia aperta una ferita che non si chiude subito. Perché il desiderio non è mai lineare. Non è mai tutto chiaro. E non è mai del tutto innocente.

Non è un libro da divorare in fretta. Ogni storia chiede tempo, presenza. Perché le emozioni che tira fuori non sono leggere. Non si fermano in superficie. Vanno in fondo, anche quando fanno male. E costringono chi legge a guardarsi dentro, senza finzioni.

In fondo, questa raccolta è un atto di verità. Non sul sesso, non sull’amore. Sul desiderio. Quello che muove tutto. Quello che a volte consola, altre volte distrugge. Ma che, in ogni caso, ci fa sentire vivi.

Elisa Rubini

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