DOMANI IN AULA NIEVO LE NUOVE SFIDE PER GRANDI MAESTRI. Primo convegno nazionale dell’Unione dei Professori Emeriti delle Università italiane. Padova

DOMANI IN AULA NIEVO LE NUOVE SFIDE PER GRANDI MAESTRI. Primo convegno nazionale dell’Unione dei Professori Emeriti delle Università italiane. Padova

All’Università di Padova il primo convegno dell’UPE esplora il ruolo dei professori emeriti nella società, nell’innovazione e nella trasmissione culturale. Scopri di più su Alessandria today.

DOMANI IN AULA NIEVO LE NUOVE SFIDE PER GRANDI MAESTRI

Primo convegno nazionale dell’Unione dei Professori Emeriti delle Università italiane

Domande e risposte, passaggio tra generazioni, ruolo dei “maestri”, valori collettivi come virtù, critica e rielaborazione del passato, ragione come mezzo per accedere alla verità, e, soprattutto, un’eredità culturale fondante di un’idea di progresso cumulativo della conoscenza. Queste erano le basi della trasmissione del sapere nella filosofia greca, elementi volti a preservare la saggezza e a formare individui capaci di contribuire alla polis. Oggi, la “lezione” appena descritta come può essere declinata?

L’Università di Padova ospita, giovedì 12 giugno dalle ore 9.00 in Aula Nievo del Palazzo del Bo, via VIII febbraio 2 a Padova, il primo convegno nazionale dell’Unione dei Professori Emeriti delle Università italiane (UPE), intitolato “Università e società: il ruolo dei professori emeriti”.

Nell’incontro si analizzerà il ruolo cruciale del professore emerito nella trasmissione intergenerazionale del sapere, nella terza missione dell’Università e nella garanzia dei valori accademici.

I professori emeriti rappresentano ancora una categoria poco conosciuta e un po’ dimenticata. Eppure essi rappresentano un prezioso serbatoio di eccellenze di saperi, conoscenze, relazioni nel mondo della ricerca anche a livello internazionale. Si tratta infatti dei professori che, dopo almeno vent’anni di carriera come professori ordinari, ricevono questo ambito riconoscimento per l’eccellenza dei loro contributi scientifici e il prestigio che da essi è derivato allo stesso Ateneo e aver avuto una carriera accademica di particolare profilo, anche per gli incarichi ricoperti. Essi costituiscono ancor oggi un patrimonio in larga misura sommerso, mentre potrebbero rappresentare una grande risorsa, da mettere a disposizione dell’Università e della stessa società.

«E’ proprio con questo spirito – dice Roberto Kostoris, Presidente dell’Associazione degli Emeriti padovana PLE e Vicepresidente dell’UPE – che abbiamo voluto organizzare e ospitare a Padova questo primo convegno della neocostituita Unione dei professori Emeriti italiani (UPE). Dobbiamo prendere coscienza in primo luogo noi stessi delle tante potenzialità che potremmo esprimere».

Dopo le riflessioni introduttive di Carlo Lauro, Presidente dell’UPE, che traccerà le coordinate generali dell’incontro, si parlerà di continuità del sapere e ruolo degli emeriti nella trasmissione intergenerazionale con Renato Bozio, di Terza missione, che, in effetti appare uno dei terreni in cui l’attività degli emeriti può trovare maggiori forme di sperimentazione – Luigi Fusco Girard -, di loro ruolo in un’Università che cambia, presentando criticità, ma anche nuove opportunità – Mauro Palumbo -, del professore emerito come garante dei valori accademici – Mario Bertolissi – del suo ruolo di fronte all’innovazione, tra didattica avanzata e ricerca applicata – Luigi Nicolais – per chiudere con un’analisi comparata su come gli emeriti sostengono la società e l’università negli altri Paesi.

Il convegno offre quindi una piattaforma di dialogo e confronto sui modelli internazionali di sostegno universitario e sociale da parte dei professori emeriti, esplorando anche le criticità e le opportunità che si trovano ad affrontare in un contesto universitario in evoluzione.

Alle ore 9.00 dopo i saluti di apertura di Daniela Mapelli, rettrice dell’Università di Padova, Enrico Del Sole, presidente dell’Associazione Amici dell’Università di Padova, e Carlo Lauro, professore emerito dell’Università di Napoli Federico II e presidente dell’APEF e dell’UPE, seguiranno le relazioni tenute da Renato Bozio dell’Università di Padova, Luigi Fusco Girard dell’Università di Napoli Federico II, Mauro Palumbo dell’Università di Genova, Mario Bertolissi dell’Università di Padova, Paolo Stefano Marcato dell’Università di Bologna, e Luigi Nicolais dell’Università di Napoli Federico II. L’intervento sulle prospettive future è affidato a Roberto E. Kostoris, professore emerito dell’Ateneo patavino, presidente dell’Associazione Patavinae Libertatis Emeriti (PLE) e anche vicepresidente dell’UPE.

Alle 13.50 è prevista la Tavola rotonda dal titolo “I Professori emeriti: risorsa o patrimonio sommerso?” coordinata dal direttore del Corriere del Veneto Alessandro Russello, e che vede la partecipazione di varie componenti in dialogo tra di loro: quella degli stessi professori emeriti come Semenzato, Bianca, Bisiacchi e Agosti, e quella di esponenti del mondo produttivo con Busnardo, dei giovani ricercatori attraverso la presenza di Bolognari e degli studenti con Bonomo.  Un interrogativo che riporta al nodo di fondo. Sarebbe un vero spreco – per certi versi, quasi paragonabile a quello che oggi tanto si lamenta della “fuga dei cervelli” – non utilizzare adeguatamente una risorsa che c’è ed è disponibile. La risorsa rappresentata da chi desidera al termine di una brillante carriera mettersi ancora al servizio, in altri ruoli e in altre forme e in modo gratuito e disinteressato dell’istituzione universitaria a cui è rimasto legato, ma anche della società e del territorio nel suo complesso, diffondendo una conoscenza che diventa tanto più preziosa in un mondo che vive un momento di generale confusione e incertezza.

Alle 15.15 Gaetano Thiene, emerito dell’ateneo patavino terrà l’intervento dal titolo “Gymnasium omnium disciplinarum. Libertas docendi et investigandi: cenni alla storia della ricerca nell’Università di Padova”.

L’Unione dei Professori Emeriti delle Università italiane (UPE) è stata promossa da cinque Associazioni di Professori Emeriti italiane: L’Associazione bolognese AMPE, quella federiciana di Napoli APEF, il Collegio dei Professori Emeriti di Firenze, il Collegio dei Professori Emeriti di Genova e la PLE di Padova. Non è un organo sovraordinato rispetto alle Associazioni fondatrici, ma mira a coordinarne l’attività, in vista del raggiungimento di obiettivi comuni. Presidente dell’UPE per il biennio 2025-2026 è il prof. Carlo Lauro, Presidente dell’APEF, Vicepresidente è il prof. Roberto E. Kostoris, Presidente della PLE.

L’Associazione Patavinae Libertatis Emeriti (PLE) nata nel 2024, riunisce i Professori Emeriti dell’Università di Padova, cioè i Professori Ordinari con almeno vent’anni di servizio ai quali, nel momento della loro collocazione fuori ruolo, sia stato conferito questo titolo per aver contribuito in maniera particolarmente rilevante al prestigio dell’Ateneo di appartenenza, in ragione dell’eccellenza e del riconoscimento  a livello internazionale dei loro contributi scientifici e della loro attività di ricerca. L’Associazione si propone dunque di mettere a disposizione dell’Ateneo e della società con spirito di servizio e senza scopo di lucro il prezioso patrimonio culturale di cui sono depositari i professori Emeriti nelle forme e nei modi che saranno ritenuti più opportuni ed efficaci. Le iniziative potranno essere molteplici e potranno avere anche carattere multidisciplinare, in ragione dell’estrazione sia scientifica che umanistica dei soci. Tra queste, esemplificativamente, dibattiti su alcuni temi rilevanti della contemporaneità, aperti all’Ateneo e al territorio, supporto ad attività di ‘terza missione’, eventuali attività di tipo consultivo in favore dell’Ateneo, relazioni con le altre associazioni italiane e straniere di Professori Emeriti e con le istituzioni scientifiche e di cultura.

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Pier Carlo Lava: Un percorso tra commercio, marketing e passione per la comunicazione Dal settore commerciale e marketing al mondo della consulenza e del blogging La mia carriera lavorativa si è sviluppata nel settore commerciale e marketing, un ambiente dinamico e stimolante, capace di offrire sfide quotidiane e opportunità di crescita continua. Questo mondo mi ha affascinato sin dall’inizio, non solo per la sua natura in continua evoluzione, ma anche per il forte impatto che ha avuto sulla mia crescita professionale e personale. Lavorare in questo settore significa non conoscere la routine: ogni giorno è una nuova sfida, ogni momento richiede adattabilità, intuizione e competenza. Il commercio e il marketing si fondano su un mix di organizzazione, metodo, psicologia, dialettica, creatività e improvvisazione, tutti elementi che distinguono i professionisti più abili sia nelle vendite che nelle strategie di comunicazione e branding. Spesso, guardando indietro, ci si chiede se si rifarebbero le stesse scelte. Molti, potendo tornare indietro, sceglierebbero strade diverse. Personalmente, non cambierei quasi nulla del mio percorso: rifarei la stessa scelta con la consapevolezza che, per natura delle cose, ogni esperienza vissuta sarebbe comunque unica e irripetibile. Se c’è una cosa che forse modificherei, è il tempo dedicato alla famiglia. Con il senno di poi, avrei voluto concedere più spazio agli affetti, bilanciando meglio le esigenze professionali con quelle personali. Il lavoro mi ha dato molto, ma è altrettanto importante riconoscere il valore del tempo condiviso con chi ci è più caro. Oggi, con l’esperienza maturata, continuo a coltivare la mia passione per la comunicazione e l’informazione attraverso il mio ruolo di blogger e consulente, contribuendo con analisi, riflessioni e contenuti su Alessandria Today e altri progetti editoriali. Perché, in fondo, il sapere e l’esperienza acquistano valore solo quando vengono condivisi.

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