UPO PRESENTA IL PIANO STRATEGICO 2024–2030 – GIUSEPPINA DE BIASE.
UPO PRESENTA IL PIANO STRATEGICO 2024–2030: UNA VISIONE CONDIVISA PER COSTRUIRE IL FUTURO DELL’ATENEO E DEL TERRITORIO
Si è tenuto a Novara il primo dei tre eventi in cui il Rettore, insieme a istituzioni e associazioni di categoria, illustrerà la roadmap verso un’università aperta, inclusiva e co-creativa
Mercoledì 11 giugno 2025 l’Auditorium “Gaudenzio Cattaneo” dell’Università del Piemonte Orientale a Novara ha ospitato la prima delle tre presentazioni ufficiali – prossimi eventi il 13 giugno ad Alessandria e il 16 a Vercelli – del Piano Strategico 2024–2030, un momento pubblico fortemente voluto dal rettore UPO, professor Menico Rizzi, per condividere con le istituzioni, le imprese e le associazioni di categoria la visione futura dell’Ateneo.
Il nuovo Piano, frutto di un intenso lavoro di co-creazione interna ed esterna, è stato approvato dagli organi collegiali di UPO nel 2024. Oltre a costituire un documento di programmazione, il Piano Strategico rappresenta una vera e propria rotta collettiva fondata su sei pilastri strategici, le linee d’azione relative a didattica, ricerca, comunità, internazionalizzazione, persone e risorse, edilizia e sostenibilità.
Durante l’evento novarese sono intervenuti il rettore Menico Rizzi, il sindaco di Novara Alessandro Canelli, il neo-presidente di Confindustria Novara Vercelli Valsesia Carlo Robiglio e il presidente uscente Gianni Filippa, il presidente della Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte Fabio Ravanelli e il condirettore Generale di Banco BPM e docente UPO Domenico De Angelis.
Il Piano Strategico è un documento che ha un orizzonte di lungo periodo, il sessennio di Rettorato del professor Rizzi, e che definisce, insieme al PIAO (Piano Integrato di Attività e Organizzazione), le azioni necessarie al raggiungimento degli obiettivi che riguardano tutte le linee di sviluppo di UPO. Esso delinea un futuro in cui l’Ateneo si afferma come Open Campus grazie a una connessione profonda con i territori e alla capacità di collaborare a livello globale, un luogo sostenibile e inclusivo fertile per il benessere e la crescita di studentesse, studenti, personale e comunità di riferimento. Alla base di questa visione vi sono i valori della co-creazione, dell’interdisciplinarità, della diversità come risorsa, della scienza dei cittadini e della centralità della persona.
Il Rettore ha illustrato alcuni tra gli obiettivi principali del Piano, come per esempio l’aumento delle immatricolazioni e la riduzione del tasso di abbandono, il potenziamento dell’internazionalizzazione e della ricerca di qualità, la promozione della sostenibilità ambientale e sociale nei campus, il rafforzamento del dialogo con imprese, istituzioni e cittadinanza attraverso living lab e accordi civici. Un impegno di lungo periodo che verrà monitorato grazie a indicatori chiave che ne misureranno l’attuazione. Il Piano, infatti, adotta un sistema integrato di KPI (Key Performance Indicators) per monitorare l’efficacia delle azioni e l’impatto prodotto. Tra gli indicatori figurano, per esempio, l’aumento degli studenti regolari, l’incremento dei progetti internazionali, la diffusione della didattica blended, e l’ampliamento dei partenariati strategici.
«Il Piano Strategico che abbiamo presentato oggi – ha detto il rettore Menico Rizzi – non è un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso che vogliamo condividere con tutta la comunità in cui viviamo. L’Università del Piemonte Orientale intende rafforzare il proprio ruolo di partner attivo e affidabile per lo sviluppo del territorio, promuovendo conoscenza, innovazione e responsabilità sociale. Le sfide che ci attendono, dalla transizione ecologica e digitale all’inclusione, dalla formazione continua all’internazionalizzazione, richiedono un’alleanza nuova e profonda tra accademia, istituzioni e sistema produttivo. In questo Piano, ci siamo dati obiettivi ambiziosi ma concreti, che parlano di giovani da attrarre e sostenere, di ricerca da valorizzare, di città da rendere più vivibili, di imprese da coinvolgere. Abbiamo bisogno del contributo di ciascuno per fare dell’UPO una comunità ancora più aperta, sostenibile e innovativa.»
«A tutte e tutti voi rappresentanti delle istituzioni, del mondo economico, culturale e sociale – ha concluso il Rettore – rivolgo un invito sincero: co-creiamo insieme il futuro del nostro territorio. Con fiducia, competenza e visione.»
«Il Comune di Novara – ha dichiarato il Sindaco di Novara Alessandro Canelli – condivide pienamente il Piano strategico dell’Ateneo e molte delle azioni presentate sono perfettamente in asse con quanto abbiamo intenzione di fare, per creare le migliori condizioni per lo sviluppo dell’Università e di riflesso del territorio. Stiamo facendo molto per la residenzialità studentesca, con i lavori presso l’ex Centro sociale che partiranno presto; stiamo sistemando alcune strutture sportive, di cui quindi potranno godere anche gli studenti universitari; implementeremo la rete di trasporti pubblici. Di contro credo che sia necessaria una formazione universitaria tarata sulle esigenze del nostro territorio.»
«Tra i tanti temi toccati dalla presentazione – ha sottolineato Gianni Filippa, past-president fino a pochi giorni fa di Confindustria Novara Vercelli Valsesia – mi ha colpito, e sottoscrivo, la necessità che l’Ateneo avverte di essere “glocal”. In questo senso un tema certamente importante è che l’Ateneo attiri studenti da paesi stranieri, i quali possano a loro volta essere ambasciatori all’estero dei nostri territori.»
«La formazione – gli ha fatto eco il presidente neo-eletto Carlo Robiglio – non può essere circoscritta a un solo momento della vita, ma deve essere continua. Le imprese oggi cercano di attivare il long life learning e di applicare costantemente le soft skills, perché il mondo in cui viviamo è in continua evoluzione. Credo che il Piano strategico dell’UPO risponda in pieno a tutto ciò. Università, imprese e istituzioni devono collaborare per creare un vero e proprio eco-sistema.»
«Desidero ringraziare UPO e il Rettore per la condivisione del Piano strategico – ha aggiunto il presidente della Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte Fabio Ravanelli –, non solo perché l’Università è da sempre una ricchezza enorme per il territorio, ma anche e soprattutto per il periodo storico in cui viviamo: oggi il 50% delle imprese ha difficoltà a trovare personale qualificato, non tanto in termini di competenze, quanto di forma mentis; tra 15 anni il 70% dei lavori saranno lavori che oggi ancora non immaginiamo. In questo contesto il rapporto tra Università e territorio deve diventare sempre più stretto e non può prescindere dall’innovazione, soprattutto quella legata all’intelligenza artificiale. La formazione trasversale di cui ha parlato il Rettore va proprio a mio avviso nella direzione della creazione di quella forma mentis di cui c’è e ci sarà bisogno.»
«Le università – secondo Domenico De Angelis, professore ordinario all’UPO e condirettore generale di Banco BPM – sono fondamentali per lo sviluppo culturale e socioeconomico del Paese, in particolar modo quando il contesto è sfidante come quello attuale: luoghi in cui l’apprendimento e il costante scambio di idee formano le generazioni future. Come dimostra la presentazione del nuovo Piano Strategico, l’Università del Piemonte Orientale è un’eccellenza di quest’area; una realtà attenta al cambiamento, alle nuove esigenze della comunità e al progresso sociale, aspetti condivisi da Banco BPM. La nostra è infatti una banca radicata nei propri territori e attenta alle istanze delle nuove generazioni, come dimostrano le oltre mille assunzioni pianificate entro il 2027. Aprire le porte ai giovani talenti significa costruire un futuro migliore per tutti».