Storie di futuri possibili

Storie di futuri possibili


Intervista a Marco Palombi, autore di Storie di Futuri Possibili sulla conferma dai rapporti RAND circa le previsioni sulla competizione sistemica USA–Cina

I = Intervistatore
M = Marco Palombi


I: Negli ultimi mesi, la RAND Corporation ha pubblicato studi molto articolati sulla competizione strategica tra Stati Uniti e Cina, in particolare Thinking Through Protracted War with China: Nine Scenarios (2025) e Preparing for Great Power Conflict: How Experience Shapes U.S. and Chinese Military Training (2023). Leggendo queste ricerche, ho riscontrato una notevole convergenza metodologica e di contenuti con quanto da lei analizzato in Storie di futuri possibili. Ritroviamo, ad esempio, la centralità degli scenari multipli, la rinuncia a ogni determinismo lineare, l’approccio sistemico e l’attenzione alle variabili di crisi. Come interpreta questa sovrapposizione tra i vostri lavori e quelli RAND?

M: Questa convergenza non ci stupisce di certo, anzi ci conforta. La metodologia adottata dalla RAND conferma in modo particolarmente autorevole ciò che abbiamo maturato nel nostro percorso: la complessità dell’epoca della permacrisi, la necessità di leggere il futuro come un ventaglio di traiettorie aperte, modellate dall’interazione di vettori strutturali – o “attrattori sistemici” – che agiscono ben oltre la semplice proiezione delle tendenze storiche. Anche la RAND, nei suoi rapporti, abbandona il tentativo di predire il futuro a favore di un’analisi che mappa possibilità, rischi, biforcazioni, adattamenti. È un cambiamento di paradigma ormai irrinunciabile nelle scienze strategiche.

I: Nel suo volume, il concetto di “permacrisi” assume una centralità evidente. Può spiegare brevemente ai lettori cosa intende con questo termine?

M: La permacrisi descrive una condizione in cui la crisi non è più un’eccezione o un momento transitorio, ma uno stato permanente e multivettoriale che investe ogni aspetto dei sistemi politici, economici e sociali. Non esistono più soluzioni stabili: ogni risposta genera nuovi squilibri e la complessità si afferma come regola, non come deviazione. La permacrisi è dunque il quadro interpretativo di un’epoca segnata da discontinuità, shock ricorrenti e impossibilità di ritorno a uno status quo.

I: Un altro elemento di originalità nel suo lavoro riguarda il metodo per l’elaborazione degli scenari. Può illustrare su quali fondamenti scientifici si basa la sua costruzione scenariale?

M: Il nostro metodo integra diversi approcci, sia consolidati (ma non ancora utilizzati in geopolitica) che elaborati da noi: la teoria degli insiemi, la teoria del caos deterministico e le discipline dell’aforethinking e dell’aforebeing. La teoria degli insiemi consente di mappare tutte le possibili combinazioni dei vettori sistemici, mentre la matematica del caos aiuta a cogliere la sensibilità degli scenari alle condizioni iniziali e alle biforcazioni. L’aforethinking è la disciplina dell’anticipazione strategica, finalizzata a individuare vettori e attrattori e a costruire scenari realistici senza filtri ideologici. L’aforebeing, invece, permette di ricostruire a ritroso i passaggi chiave che conducono dallo scenario futuro ai processi decisionali attuali, offrendo così una guida operativa per la gestione della complessità.

I: Torniamo a RAND. In particolare, nel rapporto RAND del 2025 si descrivono nove scenari di confronto tra Washington e Pechino, quasi tutti caratterizzati da un conflitto lungo, prolungato, ibrido o indiretto, mai concluso da una vittoria netta. Questi sviluppi erano già presenti nella sua analisi?

M: Sì, già nel nostro volume abbiamo sostenuto che la “guerra fredda sino-americana” non produrrà verosimilmente un confronto risolutivo, ma genererà piuttosto una serie di conflitti asimmetrici, prolungati, spesso indiretti. Parliamo di guerre per procura, di competizione economica e tecnologica, di attriti nello spazio digitale, di confronto su terzi territori – tutte dimensioni che la RAND dettaglia e che noi avevamo già incluso fra gli esiti più probabili della permacrisi globale. La logica non è più quella della supremazia totale, bensì della resilienza e dell’adattamento sistemico in una situazione di attrito permanente.

I: Mi ha colpito anche la quasi perfetta corrispondenza tra le variabili che la RAND identifica come decisive per la traiettoria americana e quelle che lei pone al centro della sua analisi: polarizzazione politica, fragilità economica, vulnerabilità infrastrutturale, pressione demografica, crisi di fiducia e competizione tecnologica. Crede che questa sia la vera novità analitica del decennio?

M: Assolutamente. Uno degli elementi di maggiore innovazione è proprio la sistematizzazione delle variabili strutturali. Oggi non possiamo più pensare agli Stati Uniti come a un sistema solido e coeso per default: la polarizzazione interna, la diseguaglianza, il logoramento delle infrastrutture e la sfida tecnologica cinese sono vettori che, come confermano i dati OECD, Pew e lo stesso CBO, determinano scenari inediti anche per chi è abituato a pensare la superpotenza americana come “immutabile”. L’approccio RAND, in linea con il nostro, è quello di assegnare pesi e probabilità a ciascun vettore, costruendo scenari il più possibile documentati e verificabili.

I: Un’altra convergenza forte riguarda il rifiuto di qualsiasi certezza predittiva e l’adozione di modelli probabilistici e simulazioni che tengano conto di biforcazioni e shock esogeni. Quali implicazioni ha questo cambio di prospettiva per chi fa strategia?

M: È un passaggio fondamentale. Chi si ostina a credere nelle “certezze” non fa strategia, ma ideologia. Il metodo che propongo – e che la RAND esplicita con chiarezza – è quello dell’anticipazione senza illusioni: costruire scenari, ponderare i rischi, accettare la pluralità degli esiti e prepararsi a gestire non solo l’ordinario ma anche l’estremo. Questo consente di abbandonare l’illusione del controllo totale e di sviluppare capacità di adattamento rapido, fondamentale in epoca di crisi permanente.

I: In conclusione, possiamo quindi affermare che i più avanzati think tank internazionali stanno confermando la validità del suo approccio alla “permacrisi” e alla costruzione di scenari strategici?

M: Sì, è una conferma che giunge da una delle principali fonti del pensiero strategico globale. La convergenza tra il nostro lavoro e quello RAND testimonia che la disciplina dell’aforethinking e dell’aforebeing, l’attenzione ai vettori sistemici e la rinuncia a ogni dogmatismo sono ormai requisiti irrinunciabili per chiunque voglia comprendere davvero il futuro delle relazioni internazionali. La sfida che ci attende sarà saper tradurre questa consapevolezza in strumenti operativi, di governo e di adattamento.

I: Ringrazio Marco Palombi per questa conversazione, che ha messo in luce la convergenza tra le più recenti analisi RAND e l’approccio sviluppato nel volume Storie di futuri possibili. In un momento di straordinaria complessità per l’ordine mondiale, raccomando a tutti i lettori interessati di consultare direttamente i rapporti RAND disponibili sul sito www.rand.org e di leggere il libro Storie di futuri possibili. Dinamiche della permacrisi globale, tra blocchi, scenari e strategie d’adattamento nel XXI secolo di Marco Palombi, reperibile su Amazon all’indirizzo https://amzn.eu/d/6roQEsd .

Solo lo studio attento delle migliori fonti, unite a una riflessione critica e informata, può offrire gli strumenti necessari per comprendere e affrontare il futuro che ci attende.


Bibliografia

Palombi, M. (2025). Storie di futuri possibili. Dinamiche della permacrisi globale, tra blocchi, scenari e strategie d’adattamento nel XXI secolo, auto-pubblicazione, giugno 2025.

Predd, J. B., DeLuca, P., Savitz, S., Geist, E., & Lee, C. (2025). Thinking Through Protracted War with China: Nine Scenarios. RAND Corporation.

Cozad, M., Gierlack, K., Cooper III, C. A., Straus, S. G., Lilly, S., Pillion, S. A., & Eusebi, K. E. (2023). Preparing for Great Power Conflict: How Experience Shapes U.S. and Chinese Military Training. RAND Corporation.

OECD (2025). OECD Economic Outlook. OECD Publishing.

Pew Research Center (2025). Confidence in U.S. Institutions 2025. Pew.

National Intelligence Council (NIC) (2025). Global Trends 2040.

Palombi, M. Storie di futuri possibili (2025) disponibile su https://amzn.eu/d/6roQEsd

Marco Palombi

economista, appartenente alla scuola economica liberale francese, specializzato in economia di guerra e negoziazioni complesse, e' giudice della Corte Internazionale di Mediazione ed Arbitraggio di Ginevra, ed un senior top manager e consulente strategico e politico, con una esperienza sviluppata in 30 anni di attività in quattro continenti, sia nel settore istituzionale (affari internazionali, finanza, difesa) che nel settore privato.

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