Inter, tra ricordi e nuove sfide: Chivu alla guida della Champions con l’aura del Triplete (Sky)
“L’Inter è un thriller con suspense infinita. È come entrare in un ottovolante che non sai quando si ferma”, ha detto il regista Gabriele Salvatores. Una definizione che fotografa bene la natura della squadra nerazzurra, sospesa sempre tra dramma e gioia, tra cadute e resurrezioni. Non meno poetica la confessione di Roberto Vecchioni: “Quando insegnavo, avevo un vezzo: se l’Inter vinceva, il lunedì non interrogavo”. E Michele Serra chiude il trittico con un pensiero altrettanto evocativo: “Tutto all’Inter è in odore di romanzesco”. Tre citazioni che racchiudono l’essenza di un club capace di suscitare emozioni estreme, come se fosse davvero il romanzo popolare più amato dagli italiani.
A 109 giorni dal trauma di Monaco, l’Inter si prepara a ricominciare il suo cammino europeo. La Champions League torna a bussare alla porta dei nerazzurri con il peso del passato recente e la speranza di un nuovo futuro. Da una parte resta il ricordo di due finali raggiunte nelle ultime tre stagioni, traguardi che solo squadre del calibro di Real Madrid, Liverpool e Manchester City hanno mantenuto negli ultimi anni. Dall’altra la necessità di dimenticare le notti amare, come quella contro il PSG di Luis Enrique. Il sorteggio UEFA sembra divertirsi a rievocare i fantasmi del passato: di nuovo Liverpool e Atletico Madrid, le stesse avversarie che eliminarono l’Inter nel 2022 e nel 2024. Una coincidenza che profuma di destino e che offre l’occasione più grande, quella del riscatto.
Sulla panchina siede Cristian Chivu, uno che l’Europa l’ha conosciuta da calciatore, con il ricordo indelebile del Triplete 2010 cucito addosso come un’aura. Da allenatore, invece, ha fatto il percorso di crescita partendo dai giovani. La Youth League lo ha visto protagonista per più stagioni, con eliminazioni dolorose contro Zilina, Ruch Lviv e Olympiakos. Ora, però, la scena è diversa: la Champions dei grandi non perdona e non ammette errori. Per Chivu è la prova del nove, quella che può consacrarlo o costringerlo a una riflessione sul futuro.
Il calendario, come sempre, sarà il primo giudice. Un anno fa il Liverpool chiuse la fase a gironi con 21 punti, mentre per passare agli ottavi ne bastarono 16. Chi si fermò a 11, invece, fu costretto a lasciare spazio agli altri. L’Inter avrà l’occasione di partire subito contro le avversarie di terza e quarta fascia, le più abbordabili sulla carta, e dovrà sfruttare questo vantaggio per mettere in cassaforte punti preziosi. Solo così potrà guardare con serenità ai big match successivi e affrontarli senza il peso dell’ansia. La missione numero uno resta chiara: dimenticare Monaco, ma senza dimenticare cosa significa essere l’Inter, un club abituato a trasformare il dolore in forza e la fragilità in leggenda.
Geo
Alessandria, città strategica tra Piemonte, Lombardia e Liguria, segue con passione le vicende calcistiche dell’Inter, squadra che da sempre divide ma al tempo stesso emoziona milioni di tifosi. Anche in questo territorio, dove il calcio resta uno sport amatissimo e vissuto nelle piazze e nei bar, la Champions League dell’Inter rappresenta un tema di discussione collettivo. Così, la dimensione globale della competizione europea incontra le comunità locali, che vivono ogni partita come un appuntamento da non perdere.