Seraphina Volkovina, la poetessa senza volto che conquista Parigi e Londra con “La città dietro il vetro”. (Rubrica a cura di Alessandria today)
C’è una voce che nasce da lontano, dal cuore gelido della steppa, e arriva fino ai boulevard parigini e alle rive del Tamigi. È una voce che non ha volto né confini, e che tuttavia sa evocare la vita con una precisione struggente. È quella di Seraphina Volkovina, poetessa e scrittrice di origini russe, una figura che si muove tra mito e realtà, tra silenzio e parola.
Nata in un piccolo villaggio sulle rive del Volga, Seraphina ha lasciato la Russia in giovane età per inseguire la bellezza dove la vita la portava: nelle luci morbide di Parigi, nei cieli umidi di Londra, nei mercati d’Oriente. Ha vissuto mille vite in una sola, eppure ha scelto l’anonimato, come se il nome potesse sminuire la voce. “Preferisco che parlino i miei versi,” avrebbe scritto in una delle sue lettere inedite.
Le sue poesie – intime, eleganti, quasi sospese – sembrano appartenere a un tempo senza tempo. In esse convivono la nostalgia russa, la sensibilità europea e una limpida malinconia cosmopolita. Le immagini nascono da gesti quotidiani – una finestra, un tram, una mano che sfiora un bicchiere – e si trasformano in frammenti di verità universale.
Con la pubblicazione della poesia “La città dietro il vetro”, Alessandria today inaugura una nuova rubrica dedicata al mondo poetico di Seraphina Volkovina: un invito a entrare in una geografia dell’anima dove ogni parola diventa paesaggio, e ogni silenzio si fa emozione.
Poesia – “La città dietro il vetro”
Cammino nel vetro d’un tram notturno,
le luci si piegano come fili di pioggia,
e il mio riflesso mi guarda con occhi
che non sono più i miei.
Ho dimenticato il nome della via,
ma non la musica che suonava un violino
alla finestra di un uomo solo.
Forse mi amava, forse mi sognava.
Ogni città mi attraversa
come una lettera mai spedita:
mi lascia addosso l’odore dei lampioni
e il silenzio delle mani che non ho stretto.
Recensione e interpretazione
“La città dietro il vetro” è un piccolo capolavoro di delicatezza e introspezione. In pochi versi Seraphina Volkovina costruisce un paesaggio interiore che trascende la realtà: la città diventa specchio dell’anima, e il viaggio si trasforma in un’esperienza di riconciliazione con la memoria.
Il vetro è l’immagine chiave della poesia: fragile e trasparente, rappresenta il confine invisibile tra la vita vissuta e quella immaginata. Guardando attraverso quel vetro, la protagonista contempla la propria esistenza riflessa, deformata, come se cercasse un volto perduto. È una poesia sullo sguardo e sulla distanza, sull’impossibilità di possedere davvero ciò che si ama.
Le immagini scorrono leggere come pellicole di un film in bianco e nero: il violino, la pioggia, i lampioni… tutto suggerisce movimento e sospensione, come un sogno che si dissolve al risveglio. Volkovina dimostra una padronanza raffinata della parola poetica: ogni verso è calibrato, ogni immagine si apre a una risonanza emotiva più ampia.
È una poesia profondamente femminile, ma non confessionale. Seraphina non si racconta, si osserva: trasforma la vulnerabilità in forza, la malinconia in eleganza. La sua è una voce che sa tacere, e proprio nel silenzio trova la sua potenza.
Considerazioni sull’autrice
Seraphina Volkovina appartiene alla rara stirpe delle poetesse che non cercano la fama ma la verità. Il suo linguaggio, pur moderno e cosmopolita, conserva il respiro lirico della tradizione russa: l’intensità di Achmatova, la grazia spezzata di Cvetaeva, la musicalità di Mandel’štam.
Eppure la sua voce è inconfondibilmente contemporanea: una lingua limpida e nomade, dove si incontrano l’Europa e l’Oriente, la malinconia e la luce.
Con questa rubrica, Alessandria today apre un dialogo nuovo con la poesia: non quella dei premi o dei circuiti ufficiali, ma quella che nasce nel silenzio, nel gesto privato della scrittura, nella fedeltà alla propria anima. Nei prossimi appuntamenti, Seraphina Volkovina ci condurrà in un viaggio fatto di versi, racconti e riflessioni intime – pagine di diario, lettere mai spedite, pensieri sospesi tra le città e la memoria.
Chi è Seraphina Volkovina
Seraphina Volkovina è una poetessa e scrittrice russa che firma le proprie opere sotto pseudonimo. Nata sulle rive del Volga, ha viaggiato a lungo in Europa e oggi vive fra Parigi e Londra.
Le sue poesie e riflessioni intrecciano memoria, viaggio e introspezione, fondendo la malinconia russa con la grazia francese e l’eleganza inglese.
Alessandria today ospita in esclusiva la sua rubrica letteraria, dove il mistero e la parola si incontrano in una voce femminile di rara autenticità.
Geo
Parigi – Londra – Alessandria – San Pietroburgo
La poetessa Seraphina Volkovina, che scrive sotto pseudonimo, si muove tra le città che hanno plasmato il suo universo poetico: Parigi, con i suoi caffè letterari e i boulevard illuminati di pioggia, dove la scrittura diventa eleganza e malinconia; Londra, con i suoi cieli d’argento e i tramonti che si specchiano nel Tamigi, luogo di introspezione e solitudine fertile; San Pietroburgo, la città delle origini e della memoria, con la sua luce nordica che conserva l’impronta della poesia russa più profonda; e infine Alessandria, che diventa punto d’approdo simbolico, luogo d’incontro tra culture e parole, grazie ad Alessandria today, che ne accoglie e diffonde i versi nel panorama culturale italiano.
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Immagine creata per Alessandria today (AI – no copyright)