Arriva FriP: il formaggio “senza fosfati” per chi ha malattie renali

Arriva FriP: il formaggio “senza fosfati” per chi ha malattie renali

Una tecnologia casearia italiana che, con l’aggiunta di calcio carbonato, riduce l’assorbimento dei fosfati rendendo possibile il consumo di formaggio anche per pazienti nefropatici.

FriP, acronimo di Free Phosphate, è un formaggio nato dalla ricerca della Fondazione IRCCS Ca’ Granda – Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, grazie all’intuizione del nefrologo pediatrico Gianluigi Ardissino. Il principio è semplice ma rivoluzionario: aggiungere carbonato di calcio durante la produzione del latte destinato alla caseificazione. Questo calcio si lega ai fosfati, formando sali che non vengono assorbiti dall’intestino e che vengono eliminati in modo naturale. Il risultato è un formaggio che conserva il sapore autentico e la tradizione casearia italiana, ma con un impatto ridotto sui livelli di fosforo nel sangue.

L’idea risponde a un’esigenza reale. Chi soffre di malattie renali croniche deve seguire una dieta molto rigorosa, povera di proteine, sodio, potassio e soprattutto fosforo. I formaggi stagionati, in particolare, sono spesso vietati per l’alto contenuto di fosfati, che i reni malati non riescono a eliminare. Questo accumulo può causare calcificazioni vascolari, aterosclerosi precoce e un aumento del rischio cardiovascolare. FriP offre quindi la possibilità di reinserire un alimento simbolo della nostra cultura alimentare, migliorando la qualità della vita e restituendo piacere e socialità a tavola.

Il progetto è stato reso possibile grazie a una collaborazione tra ricerca medica e settore lattiero-caseario. Il brevetto FriP è stato concesso, anche gratuitamente, ad alcune aziende italiane che stanno già producendo versioni sperimentali del formaggio in Lombardia, Piemonte e Sardegna. In particolare, alcuni caseifici artigianali hanno avviato la produzione di formaggi vaccini e caprini “senza fosfati”, mantenendo inalterate le caratteristiche organolettiche. Gli studi preliminari mostrano una riduzione della fosforemia di circa il 15% nei pazienti che hanno inserito FriP nella dieta, rispetto a chi consuma formaggi tradizionali.

I vantaggi sono evidenti: una maggiore libertà alimentare per chi è in dialisi o affetto da insufficienza renale cronica, un miglior controllo dei livelli di fosforo e un incremento della varietà alimentare quotidiana. Tuttavia, FriP non elimina la necessità di seguire le raccomandazioni del medico o del dietista: le proteine, il sodio e i grassi devono comunque essere controllati, e il consumo di formaggio, seppur più sicuro, va inserito in un piano dietetico bilanciato.

La diffusione del FriP è ancora limitata, ma l’interesse da parte del mondo scientifico e dei produttori è crescente. Nei prossimi anni, il progetto potrebbe espandersi, rendendo disponibile su larga scala un prodotto che concilia innovazione, gusto e salute. Un esempio concreto di come la scienza e la tradizione possano incontrarsi per migliorare la vita delle persone.

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Geo: Alessandria, ottobre 2025

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Pier Carlo Lava: Un percorso tra commercio, marketing e passione per la comunicazione Dal settore commerciale e marketing al mondo della consulenza e del blogging La mia carriera lavorativa si è sviluppata nel settore commerciale e marketing, un ambiente dinamico e stimolante, capace di offrire sfide quotidiane e opportunità di crescita continua. Questo mondo mi ha affascinato sin dall’inizio, non solo per la sua natura in continua evoluzione, ma anche per il forte impatto che ha avuto sulla mia crescita professionale e personale. Lavorare in questo settore significa non conoscere la routine: ogni giorno è una nuova sfida, ogni momento richiede adattabilità, intuizione e competenza. Il commercio e il marketing si fondano su un mix di organizzazione, metodo, psicologia, dialettica, creatività e improvvisazione, tutti elementi che distinguono i professionisti più abili sia nelle vendite che nelle strategie di comunicazione e branding. Spesso, guardando indietro, ci si chiede se si rifarebbero le stesse scelte. Molti, potendo tornare indietro, sceglierebbero strade diverse. Personalmente, non cambierei quasi nulla del mio percorso: rifarei la stessa scelta con la consapevolezza che, per natura delle cose, ogni esperienza vissuta sarebbe comunque unica e irripetibile. Se c’è una cosa che forse modificherei, è il tempo dedicato alla famiglia. Con il senno di poi, avrei voluto concedere più spazio agli affetti, bilanciando meglio le esigenze professionali con quelle personali. Il lavoro mi ha dato molto, ma è altrettanto importante riconoscere il valore del tempo condiviso con chi ci è più caro. Oggi, con l’esperienza maturata, continuo a coltivare la mia passione per la comunicazione e l’informazione attraverso il mio ruolo di blogger e consulente, contribuendo con analisi, riflessioni e contenuti su Alessandria Today e altri progetti editoriali. Perché, in fondo, il sapere e l’esperienza acquistano valore solo quando vengono condivisi.

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