Ottobre, di Vincenzo Cardarelli, analisi di Elvio Bombonato
OTTOBRE
Un tempo, era d’estate,
era a quel fuoco, a quegli ardori,
che si destava la mia fantasia.
Inclino adesso all’autunno
dal colore che inebria,
amo la stanca stagione
che ha già vendemmiato.
Niente più mi somiglia,
nulla più mi consola,
di quest’aria che odora
di mosto e di vino,
di questo vecchio sole ottobrino
che splende sulle vigne saccheggiate.
VINCENZO CARDARELLI, 1934
Questa è la prima strofa, di 13 versi piani, di misura variabile, dal settenario all’endecasillabo, priva di rime, tranne vino/ottobrino. Cardarelli si conferma poeta dei mesi e delle stagioni. L’ottobre segna la fine dell’estate, amata dalla gioventù; adesso il poeta predilige l’autunno, i suoi colori e i suoi odori, perché gli assomiglia e lo consola.
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Crediti immagine
Immagine di Vincenzo Cardarelli realizzata da Paolo Monti (1957)
Fonte: Wikipedia – File: Paolo Monti – Servizio fotografico (Italia, 1957) – BEIC 6361511.jpg
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