ALZHEIMER PIPPO BUNORROTRI DI GIUSEPPINA DE BIASE.
Questa Poesia del nostro Poeta Pippo Bunorrotri esprime, in modo molto toccante, il dramma vissuto da chi soffre di Alzheimer, focalizzandosi sulla perdita e sulla paura che la malattia comporta.
I versi ripetitivi
“Ho smesso di essere me stesso” segna i vari passaggi di questo processo. Inizialmente legati alla perdita della capacità di comunicare, poi alla perdita di sé fino all’apatia emotiva e al disinteresse per il mondo esterno.
Gli ultimi versi
“Quando la solitudine è dolore e sofferenza”, conclude il percorso di questa terribile malattia.
La solitudine non è una scelta, ma una condizione imposta, che genera una sofferenza profonda e insopportabile.
L’Alzheimer è una malattia terribile che ha colpito anche la mia povera mamma e il mio
grido è forte:
Stiamo vicini ai nostri cari affetti di Alzheimer perché hanno bisogno di noi. Non perdiamo la pazienza
Non imprechiamo Non rimproveriamo non li sgridiamo,
l’affetto è l’unica cosa che rimane alle persone malate di Alzheimer.
ALZHEIMER
PIPPO BUNORROTRI
Deje de ser yo
cuando las palabras
se alejaron de la mente
y la voz se quedó callada
y la mirada congelada.
Deje de ser yo
cuando el mundo
me miraba
y murmuraba
y yo ni preguntaba.
Deje de ser yo
cuando el día
no me dejaba caminar
cuando el amanecer y anochecer
eran los mismo.
Deje de ser yo
cuando mi mirada
no distinguía sombras de figuras
se marchitaba e la espera
y las pestañas se caían
como pétalos de flor.
Deje de ser yo
cuando el viento
me zarandeaba
de acá para alla
sin ser yo
quien gobernaba.
Deje de ser yo
cuando el silencio
laceraba las heridas
del recuerdo en el olvido.
Cuando la soledad
es dolor y calvario.
Pippo Bunorrotri
ALZHEIMER
PIPPO BUNORROTRI
Ho smesso di essere me stesso
quando le parole
svanirono dalla mia mente
e la voce tacque
e lo sguardo si congelò.
Ho smesso di essere me stesso
quando il mondo
mi guardò
e sussurrò
e io non chiesi nemmeno.
Ho smesso di essere me stesso
quando il giorno
non mi lasciava camminare
quando l’alba e il tramonto
erano la stessa cosa.
Ho smesso di essere me stesso
quando il mio sguardo
non riusciva a distinguere le ombre delle figure
si asciugò nell’attesa
e le mie ciglia caddero
come petali di fiori.
Ho smesso di essere me stesso
quando il vento
mi scaraventò
qua e là
senza che fossi io a governare.
Ho smesso di essere me stesso
quando il silenzio
lacerò le ferite
della memoria nell’oblio.
Quando la solitudine
è dolore e sofferenza.
Pippo Bunorrotri
