Poeti, Gianfranco Isetta, “Di mia madre”, breve analisi di Cristina Saracano
DI MIA MADRE
Sapevo che su di me
aveva aspettative
e mi rimproverava
a volte premurosa
come di madre amica
-Come pensi di crescere
giocando a rimpiattino? –
Ed eccolo il presente
gli spazi d’avventura
m’han fatto alzare in volo
poi ricondotto al suolo
nella sua salda quiete
intrisa un po’ di fede
per la misura umana.
Io non ricordo molto
della mia incerta età
ancora precedente
ma ritornano spesso
le piccole ansietà
di chi mi ha dato vita
oltre il mio tenue corpo.
Una lirica in cui ogni figlio può ritrovare qualcosa di sé, una lirica che io, che sono madre, ho letto e rileto con attenzione, emozionandomi ripetutamente. Chi ci dà la vita e ci accompagna nei suoi primi difficili passi ha un compito arduo e sempre coraggioso da intraprendere combattendo contro ansia, rigore, voli pindarici alternati a piedi ben saldi a terra. Ogni madre lo sa.
Cristina Saracano