Recensione  del  film  EDDINGTON,  di  Ari  Aster  con  Joaquin  Phoenix,  Pedro  Pascal,  Emma  Stone- Di Daniela Di Benedetto. Spazio a cura di Elisa Rubini ( Ely Gocce di Rugiada)

Recensione  del  film  EDDINGTON,  di  Ari  Aster  con  Joaquin  Phoenix,  Pedro  Pascal,  Emma  Stone- Di Daniela Di Benedetto. Spazio a cura di Elisa Rubini ( Ely Gocce di Rugiada)

In  questo  film  il  regista Ari  Aster lancia  uno  sguardo  ironico  sul  mondo  caotico  di  oggi,  fra  pandemia,  divisioni  politiche,  razzismo e  quant’altro. Tutto  si  svolge  nel  paese  immaginario di  Eddington,  nel  New  Mexico,  dove  confluiscono  varie  etnie,  compresa  quella  pellerossa.

Lo  sceriffo  Joe  (Joaquin  Phoenix)  ci  appare  all’inizio  come  un  uomo  bianco  per  bene,  tenero  nei  confronti  della  moglie  mentalmente  instabile  che  cuce  tutto  il  giorno  orribili  bambole  di  stoffa,  convinta  di avere  clienti  che  le  comprano (ma  è  suo  marito  a  incaricare  qualcuno  di acquistarle). Joe  però  non  sopporta  il  sindaco  Ted, non  perché  sia  ispanico  ma  perché  era  suo rivale  in  amore  vent’anni  prima,  e  la  scintilla  esplode  quando  un’ordinanza  di  Ted  durante  la  pandemia  (  maggio  2020)  impone  l’uso  della  mascherina,  rifiutata  dall’asmatico  Joe.

Approfittando  del  fatto  che  il  mandato  di  Ted  è  in  scadenza,  Joe decide  di  candidarsi  come  nuovo  sindaco  e  promette  totale  libertà:  con  lui  finirà  il  lockdown. Di  certo  la  propaganda  è  allettante  e Ted  deve  tirar  fuori  promesse  altrettanto  convincenti,  ma  la  competizione  provoca  un  finimondo.

Infatti Joe  rappresenta  le  forze  dell’ordine,  e  i  manifestanti  di  sinistra urlano di  non  volere  un  “sindaco  fascista”,  visto  che  la  polizia  in  un  paese  vicino  ha  sparato  a  un  ubriacone  molesto. I  dissidenti  dunque  creano  disordini e  spaccano  le  vetrine di un  bar  il  cui  proprietario  non  c’entrava  nulla  (  sembra  di  essere  in  Italia,  eh?);  a  poco  a  poco  la  spirale  di violenza si  trasforma  in  una  vera  guerra  civile  che Joe  non  intendeva  scatenare.

Non posso  andare  oltre  senza  fare  spoiler,  ma  garantisco  che  la  satira  si  sente  e  vi  cito alcuni  spunti. A  Ted  viene  suggerito:  “non  puoi  usare  la  parola  antirazzismo  nella  tua  propaganda,  perché  al  giorno  d’oggi  equivale  a  odiare  i  bianchi” (…) Un  nero  innocente  viene  sottoposto  a  perquisizione  ma  non  vuole  che  la  sua  auto  sia  toccata  da  un  agente  bianco  ( che  può  introdurvi  droga…)  e  Joe  magnanimo  concede  che  l’auto  sia  perquisita  da  un  poliziotto  pellerossa, garanzia  di  neutralità!  Un  ragazzo  che  aspira  a  diventare  popolare  sui  social  abbatte  gli  aggressori  di  Joe solo  per  riprendere  la  scena  col   cellulare  e    diffonderla  per  trasformarsi  nell’eroe del  paese.  E  così  via.

Peccato  che  sia  stata  persa  l’occasione  di confezionare  un  film  comico, perché  man  mano  si  scivola  nel  thriller  grandguignolesco  e  la  comicità  non  decolla;  il  finale  decisamente  grottesco  delude. In  ogni  modo  vengono  offerte  due  ore  e  mezza  di  intrattenimento  ai  fans  di  Joaquin Phoenix,  sempre  versatile  in  ogni  ruolo .Voto:  6/10

Daniela  Di  Benedetto

Elisa Rubini

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