Ti incontro qui – La nostalgia luminosa dell’amore secondo Angelo De Pascalis. Recensione di Alessandria today
Ci sono incontri che non finiscono, perché abitano per sempre nelle parole di chi ha imparato ad amare in silenzio.
di Pier Carlo Lava
La poesia “Ti incontro qui” di Angelo De Pascalis è un inno alla presenza nell’assenza, al ricordo che sopravvive al tempo e alla distanza. Con uno stile dolce e intimo, l’autore canta l’amore trattenuto, quello che vive nel pensiero e nella memoria, in uno spazio sospeso dove il sentimento continua a vibrare anche quando non può più essere pronunciato.

Testo della poesia
Ti incontro qui
Nelle mie parole
che non possono chiamarti,
perché farebbero rumore.
Nei pensieri in cui ti disegno mia,
mia soltanto,
senza il timore di vederti andare via.
E mi chiedo
dove sarai adesso,
mentre io non devo,
mentre io non posso,
mentre sono qui a pensarti
senza il tuo permesso.
Rimani,
non andartene fino a domani,
oppure resta per una vita,
resta ancora
finché cielo c’è,
finché sorridi.
Perché sei bella,
bella se ridi o piangi,
se sogni o rimpiangi,
bella che vorrei,
che non devo e saprei,
bella che resterò qui,
a immaginarti ancora,
calda come un tramonto,
splendida come l’aurora.
Angelo De Pascalis
Analisi e commento
“Ti incontro qui” è una poesia di assoluta delicatezza, che parla all’anima con la voce della nostalgia. De Pascalis costruisce un dialogo silenzioso con l’amata, un incontro che avviene nei luoghi invisibili del pensiero e della scrittura. Le sue parole sono intime e musicali, sospese tra desiderio e pudore, tra il bisogno di trattenere e la consapevolezza di dover lasciar andare.
Il poeta ci mostra come l’amore, anche negato o impossibile, continui a esistere attraverso il linguaggio: “nelle mie parole che non possono chiamarti”. L’impossibilità si trasforma in poesia, la lontananza diventa presenza. L’immagine della donna — “bella che vorrei, che non devo e saprei” — è un ossimoro struggente di desiderio e rispetto, di sogno e realtà.
Il finale, “calda come un tramonto, splendida come l’aurora”, chiude la poesia con un contrasto luminoso che diventa simbolo dell’eterno ritorno del sentimento: l’amore non muore, si trasforma in luce.
De Pascalis si inserisce nella tradizione della poesia amorosa italiana, con echi di Prevert, Neruda e Hikmet, ma la sua voce rimane personale e riconoscibile: limpida, moderna, capace di coniugare semplicità e profondità.
Geo
Angelo De Pascalis, autore e poeta contemporaneo, fonde nella sua scrittura introspezione e dolcezza. La sua poetica, radicata nell’esperienza umana e nella sensibilità mediterranea, indaga l’amore come luogo di attesa e verità. Alessandria today, sempre attenta alle nuove voci della poesia d’autore, accoglie “Ti incontro qui” come testimonianza di un sentire autentico, universale e senza tempo.
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