Berrettini protagonista all’Italia: l’avvio della Coppa Davis e il peso di un rientro atteso
La convocazione di Matteo Berrettini nella squadra italiana per la Coppa Davis rappresenta un segnale di fiducia da parte del capitano e un’opportunità importante per un tennista che ha attraversato un periodo segnato da infortuni e assenze. Rientrato in campo dopo vari stop, Berrettini è stato scelto per scendere in campo nei quarti di finale della Final Eight che si svolgono a Bologna, contro l’Austria, con l’Italia impegnata nella difesa del titolo conquistato nelle ultime edizioni.
Pier Carlo Lava
Coppa Davis a Bologna dal 18 al 23 novembre. L’incontro della Coppa Davis Final 8 2025 fra Italia Davis Cup Team e Austria Davis Cup Team è in programma mercoledì 19 novembre 2025 a Bologna.
L’Italia ha annunciato ufficialmente la squadra per il torneo: insieme a Berrettini ci sono Lorenzo Musetti, Flavio Cobolli e la coppia di doppio Simone Bolelli/Andrea Vavassori. L’assenza di Jannik Sinner ha aumentato l’importanza dell’apporto di Berrettini, che affronterà nel primo singolare l’austriaco Jurij Rodionov. Sui campi di Bologna, Matteo ha aperto il suo match con il punteggio di 6-3 nel primo set, dimostrando che la sua arma principale – il servizio – è già in grado di fare la differenza. Un piccolo stop tecnico all’impianto di illuminazione ha interrotto momentaneamente il gioco, ma gli azzurri hanno saputo gestire la situazione e mantenere la concentrazione.
Due mesi prima, la sua iscrizione all’ATP 250 di Hangzhou aveva fatto balzare le speranze di rivederlo in azzurro. L’infortunio agli addominali però aveva fatto scattare l’allarme in vista della Coppa Davis, tanto da far escludere inizialmente la sua partecipazione. Oggi però è in campo: la scelta del capitano Filippo Volandri è chiara, puntare su Berrettini come leader del gruppo.
Al di là del risultato, la presenza di Berrettini ha un valore simbolico: dimostra che l’Italia vuole provarci ancora, che non intende giocare la Coppa come un passaggio, ma come una difesa attiva del titolo. Il percorso non sarà semplice: l’Austria può sorprendere, e la squadra dovrà stare pronta anche a scontri decisi in doppio se necessario. Per Berrettini è l’occasione di rilanciarsi a livello internazionale e di confermare di essere ancora parte integrante dello schema azzurro.
Il servizio di Matteo Berrettini dopo l’infortunio ha subito una trasformazione che non riguarda soltanto la potenza, ma soprattutto la gestione del gesto tecnico. Per evitare nuovi stress agli addominali, Matteo ha iniziato a ridurre leggermente l’ampiezza della torsione iniziale, lavorando invece sulla velocità di caricamento delle gambe e su un rilascio più controllato del busto. Il risultato è un servizio meno esplosivo rispetto al periodo 2021–2022, ma più regolare, più intelligente e più adatto alle superfici rapide. La prima palla tende ora a generare angoli più marcati e meno al centro, mentre la seconda è diventata molto più lavorata, con un uso più frequente del kick esterno per non esporsi a rischi inutili. Il Berrettini post-infortunio è un giocatore che serve con meno “violenza” ma più strategia: concentra le energie nei momenti decisivi, dosa il ritmo e cerca la percentuale prima ancora del vincente. Questa maturazione tecnica appare evidente già dai primi game giocati a Bologna: Matteo non forza, calibra, sceglie, e quando decide di spingere lo fa con lucidità, non più per necessità ma per scelta tattica.
Nel caso in cui Berrettini non riuscisse a completare la Coppa Davis, l’Italia ha alcune alternative già pronte, anche se nessuna con la sua combinazione di esperienza e forza offensiva. Lorenzo Musetti sarebbe il primo a salire di ruolo: il suo tennis elegante e tecnico può diventare un’arma preziosa soprattutto contro avversari meno potenti ma molto regolari. Flavio Cobolli rappresenterebbe invece la soluzione più aggressiva, un giocatore in crescita che può sorprendere per intensità e freschezza mentale. Un’altra opzione sarebbe spostare il baricentro sulla coppia Bolelli-Vavassori, facendo diventare il doppio non solo un punto forte, ma un vero cardine tattico dell’intero confronto. L’assenza di Berrettini cambierebbe inevitabilmente l’equilibrio della squadra, ma l’Italia ha costruito negli ultimi anni un gruppo abbastanza solido da potersi adattare, facendo leva su profondità, entusiasmo e versatilità.
I rivali principali dell’Italia nella Final Eight rappresentano un ostacolo tutt’altro che semplice, perché il livello medio delle squadre qualificate è cresciuto in maniera evidente. L’Austria, affrontata nei quarti, porta la concretezza di Rodionov e uno stile aggressivo che può mettere in difficoltà chiunque non mantenga alta la percentuale di prime. In caso di semifinale, la minaccia più evidente arriva dalla Serbia, soprattutto se Novak Djokovic dovesse decidere di partecipare all’ultimo minuto. Anche senza di lui, però, i serbi restano una squadra solida, fortissima nella fase difensiva e con un doppio in grado di ribaltare qualunque incontro. Nel percorso verso la finale potrebbero incrociarsi anche Canada o Stati Uniti: entrambe le formazioni dispongono di battitori potenti e tennisti abituati ai big match, con un tennis rapido che mal si adatta ai rallentamenti tattici e richiede grande solidità di rovescio. Il vero ostacolo, tuttavia, è la Spagna, la squadra che più assomiglia all’Italia per profondità tecnica e varietà di schemi: un incrocio con loro sarebbe una battaglia lunga, fatta di servizi, scambi lunghi e decisioni precise nei momenti chiave.
L’Italia può vincere la Davis anche senza Sinner, ma deve farlo con una lettura tattica diversa e molto più flessibile. Senza il suo numero uno, la squadra non può affidarsi a un singolo punto sicuro, deve costruire un’identità collettiva in cui ogni giocatore diventa una pedina strategica. Berrettini, anche non al massimo della forma fisica, può trasformarsi in un leader emotivo e tecnico; Musetti deve imporre il suo tennis di variazioni per togliere ritmo agli avversari; Cobolli può diventare la scelta coraggiosa, quella che spiazza con aggressività e entusiasmo, soprattutto su superfici rapide. Un ruolo decisivo lo gioca il doppio: la coppia Bolelli–Vavassori è tra le più affidabili al mondo e può diventare la chiave per prendere vantaggio negli incroci più complessi. Volandri dovrà gestire i momenti difficili con freddezza, modulare le energie di Berrettini, decidere quando rischiare e quando difendere un punto certo. Senza Sinner non si vince annullando la mancanza, ma moltiplicando le risorse del gruppo, trasformando ogni match in un duello calcolato e ogni dettaglio in un’arma tattica.
GEO
La Final Eight della Coppa Davis 2025 si svolge a Bologna, in Italia. La squadra azzurra ospite gioca in casa, un vantaggio non scontato in un torneo di così alto livello. Alessandria today segue la competizione con attenzione, sottolineando l’importanza che Berrettini ha per la squadra, ma anche per il movimento tennistico italiano.
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