Il profumo come ancora dell’anima: viaggio tra ricordi, radici e rinascita in “Il profumo del pane caldo”, di Lucia Zappulla. A cura di Elisa Rubini

Il profumo come ancora dell’anima: viaggio tra ricordi, radici e rinascita in “Il profumo del pane caldo”, di Lucia Zappulla. A cura di Elisa Rubini

Ci sono storie che non hanno bisogno di gridare per farsi sentire: basta un odore, un’immagine, una sensazione per aprire una porta dentro di noi. Il profumo del pane caldo appartiene a questo tipo di narrativa emotiva e delicata, capace di fondare l’intero viaggio della protagonista, Lizzy, su qualcosa di semplice e potentissimo: un profumo. E non uno qualunque, ma quello del pane appena sfornato, che affonda nelle radici di chi siamo molto più di quanto immaginiamo.

Il romanzo prende forma proprio da lì: da Scicli, da una famiglia che impasta tutti i giorni un gesto antico, da un forno che non è soltanto un luogo di lavoro ma un punto fermo dell’esistenza. Quel profumo accompagna Lizzy ovunque, anche quando decide di lasciare il suo borgo siciliano per trasferirsi a Venezia come maestra d’asilo. È un cambiamento importante, un salto nel vuoto, un momento di vita in cui ciò che abbiamo dentro si mescola al desiderio di trovare il nostro posto nel mondo.

Ed è qui che l’autrice gioca una carta narrativa affascinante: il profumo non è nostalgia, non è rimpianto, ma una bussola interiore. Un richiamo continuo che tiene insieme ciò che Lizzy era e ciò che potrebbe diventare.

Il profumo come memoria primaria

Ogni lettore sa che i profumi hanno un potere quasi magico. Riescono a riportarci indietro nel tempo con una precisione che le parole, da sole, non riescono a imitare. Il pane caldo, in particolare, è qualcosa che tutti riconosciamo: è casa, è sicurezza, è un abbraccio che non ha bisogno di essere spiegato.

Nel caso di Lizzy, è anche un legame con la sua identità profonda. Lei parte, cresce, cambia città, affronta una Venezia misteriosa e carica di ombre, ma una parte di lei resta legata a quel forno siciliano dove tutto era semplice e chiaro. Questo contrasto diventa il cuore emotivo del romanzo: la ricerca di sé attraverso ciò che non si può dimenticare.

Venezia: non solo scenario, ma specchio interiore

Il trasferimento della protagonista non è soltanto un cambio geografico. Venezia, con la sua atmosfera sospesa, i vicoli che sembrano custodire segreti e le acque che riflettono ciò che vogliamo e ciò che temiamo, diventa un luogo di rivelazione. Senza forzare mai la mano, la città si trasforma nella metafora perfetta del passato che riaffiora.

Lizzy arriva convinta di ricominciare da zero, ma la città le restituisce una storia che non è sua e che, paradossalmente, la riguarda da vicino. Come se ogni passo la portasse verso un destino già scritto e rimasto in attesa, silenzioso. L’incontro con un “aiutante inaspettato”, che non svelo, apre una porta che Lizzy non sapeva neppure di dover attraversare.

Ed è qui che il romanzo mostra il suo nucleo più intimo: capire chi siamo davvero non è mai un atto solitario. È un intreccio di luoghi, incontri, sensazioni, frammenti che ritornano quando meno ce lo aspettiamo.

Il pane come simbolo di continuità e rinascita

Ma torniamo al pane. Perché è il punto di partenza e, in un certo senso, anche il punto d’arrivo. Il pane non rappresenta solo le radici di Lizzy, ma la sua capacità di trovare calore anche lontano da casa. È il filo rosso che unisce i momenti di incertezza a quelli di rivelazione, che ricorda alla protagonista, e al lettore, che ciò che siamo non svanisce quando cambiamo scenario. Anzi, spesso si rafforza.

Il profumo diventa un simbolo di resilienza: ogni passo di Lizzy, anche il più incerto, è sorretto da quella memoria affettiva che la aiuta a non perdersi. È una presenza discreta, ma fondamentale. È la voce del passato che non trattiene, ma sostiene.

Identità: quando il destino si svela al momento giusto

Il romanzo suggerisce una riflessione preziosa: il destino non è una forza caotica che ci trascina, ma una trama paziente, che aspetta il momento giusto per mostrarsi. A volte crediamo che la vita ci stia portando in una direzione casuale, e invece ogni esperienza, ogni incontro, ogni emozione era lì per comporre un puzzle che solo alla fine prende forma.

Lizzy scopre che il suo passato e il suo futuro non sono in conflitto: convivono, dialogano, si intrecciano. E il lettore si ritrova a riflettere su quanto spesso ignoriamo i segnali che la vita ci manda, finché non siamo pronti a riconoscerli.

Una storia che parla a chiunque abbia lasciato qualcosa alle spalle

Il profumo del pane caldo è una lettura che accarezza, che accompagna, che invita a guardarsi dentro senza giudizio. Non serve conoscere in anticipo la trama, né essere esperti di saghe familiari o romanzi ambientati in città d’arte. Basta essere stati, almeno una volta, in una soglia della vita: con un piede nel passato e uno nel futuro, con una valigia piena di ricordi e un cuore che cerca il proprio posto.

E soprattutto basta sapere cosa significa sentire un odore e pensare: “Ecco chi sono.”

Lizzy parte da Scicli, arriva a Venezia, attraversa misteri e rivelazioni… ma il vero viaggio è dentro di lei. E il pane, semplice e caldo, resta il suo punto di partenza e la sua mappa segreta.

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Elisa Rubini

Classe 1981, sono una mente giuridica con l’anima da narratrice. Dopo la laurea in Giurisprudenza e un periodo come patrocinante legale, ho scelto di dare spazio a ciò che sentivo mio: la scrittura e la comunicazione. Da oltre cinque anni mi dedico alla promozione di autori, con particolare attenzione al mondo del self publishing. Aiuto gli scrittori a costruire la propria visibilità online, a comunicare con autenticità e a creare una comunità di lettori consapevoli. Gestisco su Facebook la pagina Socialmenteconsapevole e il gruppo Socialmente Autori, spazi dedicati a chi vuole crescere, imparare e valorizzare i propri libri nel mondo digitale. Il mio impegno è insegnare agli autori come usare i social in modo strategico ma umano, mantenendo la propria voce. Collaboro come articolista con Alessandria Today, Mobmagazine, Urbanmoodmagazine.com e Fai.informazione.news dove curo articoli e approfondimenti che uniscono passione e professionalità. Nel mio blog Universi parlo di libri, musica e mindfulness, tre elementi che accompagnano il mio percorso personale e creativo. Accanto alla scrittura porto avanti il progetto dei libri da colorare antistress, dedicati a chi cerca calma, libertà espressiva e un momento per sé. Credo nella forza delle parole e nei piccoli gesti che possono cambiare una giornata.

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