Aperta a Trieste la mostra “Il micromondo del Carso: forme e colori nascosti nelle rocce”
Foto di cortesia: da sn Ingrid Urban- Eliana Bridi-Nereo Preto-Bernardo Cesare
Comunicato pubblicato integralmente e ricevuto da: Univ. Padova
UN UNIVERSO DENTRO LA ROCCIA
Aperta a Trieste la mostra “Il micromondo del Carso: forme e colori nascosti nelle rocce” che unisce ricerca scientifica, fotografia e territorio nel segno della cooperazione transfrontaliera tra Italia e Slovenia
Dentro le rocce del Carso, viste al microscopio, si nasconde un universo che raramente trova spazio negli occhi del pubblico. Una bellezza inattesa e sorprendente che traduce in arte un linguaggio nato dalla ricerca scientifica. La mostra “Il micromondo del Carso: forme e colori nascosti nelle rocce, allestita nella Sala Sbisà del Magazzino 26 a Trieste, si compone di oltre 50 fotografie ad alto impatto visivo, in cui la geologia del territorio diventa meraviglia per gli occhi.
Organizzata dal Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova e dal Servizio Geologico della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con l’Istituto di Scienze Marine del CNR e Comune di Trieste, la mostra accompagna il pubblico alla scoperta dell’affascinante mondo microscopico custodito nelle rocce del Carso italiano e sloveno. Un vero e proprio viaggio immersivo in cui scienza e arte si incontrano: osservati al microscopio, i microfossili si trasformano in sorprendenti composizioni di forme, trame e colori che moltiplicano i reperti scientifici in suggestivi paesaggi astratti. Di particolare impatto un enorme pannello retroilluminato stampato a partire da una raccolta di 105 scatti, uniti insieme con la tecnica del photo-stitching, realizzato dal Professor Bernardo Cesare, vincitore di numerosi concorsi internazionali.
Particolare attenzione è dedicata alla Pietra di Aurisina, protagonista di una sezione del percorso espositivo dedicata alla sua candidatura al riconoscimento Heritage Stone, conferito dalla International Union of Geological Sciences (IUGS) alle pietre che rappresentano un patrimonio culturale e storico di valore internazionale. Questo approfondimento non solo racconta la storia geologica del territorio, ma mette in luce il ruolo della Pietra di Aurisina nella tradizione architettonica e monumentale.
«Questa mostra trasforma la ricerca accademica in uno strumento di divulgazione accessibile e coinvolgente – afferma Nicola Surian, Direttore del Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova – dimostrando come la geologia possa dialogare con cultura, arte e territorio».
«Il Dipartimento di Geoscienze partecipa al progetto KRAS–CARSO II perché può offrire competenze scientifiche avanzate sulle rocce carbonatiche e la capacità di trasformare questa conoscenza in un linguaggio accessibile – sottolinea Nereo Preto -. È uno dei primi progetti Interreg a cui l’Università di Padova aderisce come partner, un risultato significativo per l’Ateneo e per il territorio».
La mostra è parte del progetto KRAS–CARSO II, co-finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Programma Interreg VI-A Italia-Slovenia 2021- 2027. Obiettivo del progetto è promuovere la cooperazione transfrontaliera per la valorizzazione e la tutela del patrimonio naturale e culturale del Carso.
L’esposizione inaugurata sabato 22 novembre, rimarrà aperta al pubblico, con ingresso gratuito, fino all’11 gennaio 2026 (dal giovedì alla domenica con orario 10-17:30).
Sito del Comune di Trieste sulla mostra al LINK