FINO AL 18 DICEMBRE È APERTA A PALAZZO BO LA MOSTRA “LOTTARE PER LA LIBERTÀ, RESISTERE A PADOVA: MENEGHETTI, L’UNIVERSITÀ, LA CITTÀ”

FINO AL 18 DICEMBRE È APERTA A PALAZZO BO LA MOSTRA “LOTTARE PER LA LIBERTÀ, RESISTERE A PADOVA: MENEGHETTI, L’UNIVERSITÀ, LA CITTÀ”

Padova, 27 novembre 2025

FINO AL 18 DICEMBRE È APERTA A PALAZZO BO LA MOSTRA
“LOTTARE PER LA LIBERTÀ, RESISTERE A PADOVA:
EGIDIO MENEGHETTI, L’UNIVERSITÀ, LA CITTÀ”

Scienziato, docente, poeta, uomo di profonda integrità morale, Meneghetti fece della libertà la propria bussola. Durante gli anni bui della dittatura e dell’occupazione, scelse di opporsi, di organizzare, di pensare la resistenza come forma di conoscenza e come atto d’amore verso la propria comunità: un modello di impegno etico e intellettuale che parla ancora oggi a tutti noi.
Nel decennale della sua istituzione (2024), il Centro per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea dell’Università di Padova ha lanciato un progetto di terza missione che vede come sua ultima tappa nel 2025 l’allestimento, in Cortile Antiche e Nuovo del Palazzo del Bo in via VIII febbraio 2 a Padova, della mostra dal titolo “Lottare per la libertà, resistere a Padova: Egidio Meneghetti, l’Università, la città”.

«La mostra che presentiamo ci invita a riscoprire quella stagione non come un capitolo concluso, ma come una sorgente ancora viva. Ogni documento, ogni immagine, ogni testimonianza qui esposta ci ricorda che la libertà non è mai garantita una volta per tutte: è un esercizio quotidiano, un dovere che passa attraverso la conoscenza, il dialogo, la partecipazione. In quegli anni terribili, l’Università di Padova non rimase in silenzio. Docenti, lavoratrici e lavoratori, studentesse e studenti scelsero di resistere. Pagando spesso con la vita, trasformarono l’Ateneo in un luogo di opposizione, in un presidio di pensiero libero. Nella motivazione della Medaglia d’Oro si legge che Padova seppe “tramutarsi in centro di cospirazione e di guerra”, offrendo “il maggiore e più lungo tributo di sangue” tra le università italiane – ha detto la rettrice Daniela Mapelli in occasione della presentazione della mostra e del catalogo curato da Eloisa Betti e Filippo Focardi edito da Padova University Press -. Parole che ancora oggi ci commuovono e ci impongono di non dimenticare. Nel Cortile Nuovo di Palazzo Bo, nell’Atrio degli Eroi, sono scolpiti i nomi dei 116 caduti dell’Università nella lotta al nazifascismo. Centosedici vite, di cui 107 erano studenti. Non numeri, ma volti, destini, sogni interrotti. È per loro, e per chi come Egidio Meneghetti diede alla Resistenza un’anima intellettuale e civile, che oggi torniamo a riflettere su cosa significhi essere un’università libera. Essere liberi, per noi, significa continuare a formare cittadine e cittadini consapevoli, capaci di pensare criticamente, di agire per il bene comune. Significa difendere il diritto allo studio come diritto di libertà, garantendo a tutte e a tutti le stesse opportunità di crescere, di conoscere, di contribuire al futuro. È anche così che la memoria della Resistenza trova nuova vita: nel quotidiano impegno educativo, nella ricerca che include, nell’università che ascolta e dialoga con la società. Ricordare non è mai un gesto rivolto solo al passato. È un atto di futuro. È il modo con cui una comunità si riconosce, si educa, si rinnova. Che questa mostra sia allora non solo memoria, ma impegno. Un invito a continuare, anche oggi, a “lottare per la libertà e resistere” con le armi del sapere, del dialogo, della pace».

La mostra celebra sia l’Ottantesimo della Liberazione del paese dall’occupazione nazifascista e della fine della seconda guerra mondiale sia l’Ottantesimo della concessione della medaglia d’oro al valor militare all’Università di Padova (che viene per l’occasione esposta nella sala antistante il Teatro Anatomico).

«Approfondisce innanzitutto il ruolo fondamentale di Egidio Meneghetti, professore dell’Università di Padova e fondatore – con il latinista Concetto Marchesi e il giurista Silvio Trentin – del Comitato di liberazione nazionale regionale veneto. A partire dalla figura di Meneghetti, considerato la guida riconosciuta della resistenza padovana e veneta, viene ricostruita la rete clandestina che si sviluppò dal settembre 1943 attorno a lui e Concetto Marchesi, una rete che vide il suo perno nell’Università di Padova, cui fu attribuita nel 1945 la medaglia d’oro al valor militare, unica università italiana a ricevere tale riconoscimento – sottolinea Filippo Focardi, direttore del Centro per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea dell’Università di Padova -. Temporalmente, la mostra approfondisce, sempre attraverso la biografia di Meneghetti, anche il ruolo svolto dall’Università di Padova nel ventennio fascista e non manca poi di soffermarsi sugli anni del dopoguerra, mettendo in evidenza la sorveglianza speciale riservata dalle forze di polizia agli esponenti della sinistra nel primo quindicennio dopo la Liberazione, un’attenzione che non risparmia nemmeno Meneghetti sorvegliato, come socialista, fino alla sua morte nel 1961».

Il percorso espositivo è articolato in due sezioni
La prima, e fulcro dell’esposizione, ricostruisce e ripercorre attraverso 12 pannelli la biografia di Egidio Meneghetti e il ruolo dell’Università di Padova durante la prima guerra mondiale, negli anni del fascismo e poi della seconda guerra mondiale, per arrivare al nucleo centrale della mostra costituito dal periodo della Resistenza dal settembre 1943 all’aprile 1945. Questi venti mesi cruciali per la storia italiana, veneta e padovana furono scanditi dalla creazione del Comitato di liberazione nazionale regionale veneto, dall’organizzazione e sviluppo delle formazioni partigiane nell’area padovana e in Veneto, dall’azione repressiva della Repubblica Sociale Italiana e dalla sua intensa propaganda (cui viene dedicato un pannello della mostra), alla quale si contrappose la stampa clan- destina antifascista, cui contribuì attivamente lo stesso Meneghetti. È inoltre stato tematizzato l’impatto devastante dei bombardamenti alleati sulla città patavina e sulla popolazione, che mieterono vittime anche nella famiglia Meneghetti (che perse la moglie e la figlia), la repressione e la violenza nazifascista che colpirono lo stesso Meneghetti e molti altri antifascisti che pagarono con la vita il loro impegno resistenziale e, infine, la tanto agognata liberazione, che a Padova si fece attendere fino al 28 aprile 1945. I pannelli conclusivi approfondiscono gli anni immediatamente successivi alla Liberazione, che coincisero con il rettorato di Egidio Meneghetti (1945-1947) e la fase conclusiva della vita del farmacologo (1947-1961) nei quali l’accademico continuò il suo impegno politico e civile sotto la sorveglianza delle autorità di pubblica sicurezza.
La seconda sezione presenta una selezione di profili biografici dei protagonisti della Resistenza padovana e veneta, biografie di donne e uomini che hanno svolto un ruolo di primo piano nella lotta contro il nazifascismo nella città di Padova, tanto all’interno dell’Università quanto al di fuori di essa. Uno spazio specifico è dedicato innanzitutto ai fondatori del CLN regionale veneto, Concetto Marchesi, Egidio Meneghetti, Silvio Trentin. Un’attenzione doverosa è stata riservata al ruolo di studenti e docenti universitari, fra questi ultimi ricordiamo nell’esposizione Enrico Giuseppe Opocher, Ezio Franceschini, Lanfranco Zancan e Paola Zancan. Fra i protagonisti padovani della Resistenza a cui non sono state dedicate biografie ma che si desidera ricordare figurano inoltre Norberto Bobbio, Manara Valgimigli, Luigi Cosattini, Ernesto Laura. La biografia collettiva della Resistenza è stata realizzata valorizzando anche il ruolo troppo spesso dimenticato o sminuito delle donne, docenti e studentesse universitarie come le sorelle Lidia, Teresa e Liliana Martini, la laureata dell’Ateneo patavino Anna Saitta Revignas, senza dimenticare l’operaia Maria Zonta.

La mostra in Cortile Antico e Nuovo di Palazzo Bo, via VIII febbraio 2 a Padova,  è gratuita e sarà aperta al pubblico fino al 18 dicembre (domeniche e festivi esclusi). Per chi fosse interessato, sarà possibile organizzare una visita guidata nei giorni e negli orari presenti nella pagina del Casrec: https://casrec.unipd.it/mosta-egidio-meneghetti. Nella sala antistante il Teatro Anatomico di Palazzo Bo è visibile al pubblico la Medaglia d’oro al Valor Militare conferita all’Università di Padova. Per la mostra è stato realizzato un catalogo, curato da Eloisa Betti e Filippo Focardi, e pubblicato nella collana del Casrec presso la Padova University Press che documenta la mostra e contiene saggi di approfondimento di autorevoli studiosi dell’Università di Padova quali Giulia Albanese, Alessandro Santagata, Margherita Losacco, Giovanni Focardi.
Le visite verranno attivate per gruppi minimi di 10 persone e fino ad un massimo di 15.
Per la prenotazione si prega di scrivere a casrec@unipd.it, indicando nome e cognome, numero di partecipanti e orario selezionato tra quelli indicati.

  

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