Papa Leone XIV “A voi affido il sogno di un Libano unito dove trionfino pace e giustizia” di Roberto Montoya.

Papa Leone XIV “A voi affido il sogno di un Libano unito dove trionfino pace e giustizia” di Roberto Montoya.

Papa Leone XIV: “A voi affido il sogno di un Libano unito dove trionfino pace e giustizia”
La visita del Santo Padre è stata accolta dai libanesi come un segno di speranza. Ai giovani: “Avete il dono del tempo, usatelo per sognare e costruire la pace”

Dopo tre giorni trascorsi in Turchia si conclude in Libano l’ultima tappa del primo viaggio apostolico di Papa Leone che l’ha visto impegnato dal 27 novembre al 2 dicembre. Il Papa peruviano al suo arrivo è stato ricevuto trionfalmente per le strade di Beirut come “messaggero di pace e di speranza”, un paese con la più grande popolazione cristiana ma anche dilaniato da guerre interne.
Leone XIV nel suo primo discorso alle autorità libanesi ha parlato della tenacia del paese dei Cedri, ma anche della sfida di una riconciliazione che vada oltre il mero equilibrio degli interessi. “La cultura della riconciliazione non può nascere solo dal basso. Chiedetevi: cosa si può fare per impedire che i giovani siano costretti a emigrare”. Ha elogiato anche le donne che lavorano per la pace perché salvaguardano la vita e le relazioni.
A Beirut il Papa ha affermato che il Libano è una terra in cui la pace “è un desiderio e una vocazione”. Ha sottolineato la resilienza di un popolo capace di risorgere anche dopo crisi profonde e ha chiesto il recupero di un ‘linguaggio di speranza’ che consenta di ricostruire la fiducia e il bene comune. pertanto, durante la sua permanenza Leone XIV ha avuto modo di visitare il noto monastero di Annaya, dove ha offerto una serie di preghiere, soprattutto per il popolo libanese, provato negli ultimi mesi da situazioni davvero difficili.
Papa Leone, tra i tanti appuntamenti, ha incontrato i giovani venuti da ogni angolo del paese per ascoltare le parole del Papa. Il pontefice li ha invitati, con un discorso emozionante, a ricercare relazioni con radici solide, come i cedri simbolo del Paese, in un mondo che sembra porre scadenze anche all’amore. Dopo aver ascoltato le loro testimonianze e risposto alle loro domande, ha rivolto loro “la promessa di un futuro senza conflitti, un’alba luminosa capace di illuminare la notte oscura del mondo”. “Avete il dono del tempo, usatelo per sognare e costruire la pace”.
Oggi dopo aver lasciato il Porto di Beirut, dopo la preghiera silenziosa sul luogo dell’esplosione avvenuta nell’agosto del 2020, il Santo Padre ha celebrato la Santa Messa nella spianata del Beirut Waterfront. Durante l’Eucaristia ha visto migliaia di fedeli e pellegrini provenienti da tutta la regione. È stato un potente messaggio di pace, unità e speranza per il Paese e per tutti i cristiani del Medio Oriente. La visita del Santo Padre si è concentrata sull’importanza del dialogo interreligioso e sulla necessità di mantenere viva la speranza in un contesto di sfide costanti.
Papa Leone durante l’omelia di congedo dal paese parla del Vangelo: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra». Il Papa sottolinea che la dimensione della lode, però, non sempre trova spazio dentro di noi. “A volte, appesantiti dalle fatiche della vita, preoccupati per i numerosi problemi che ci circondano, paralizzati dall’impotenza dinanzi al male e oppressi da tante situazioni difficili, siamo più̀ portati alla rassegnazione e al lamento, che allo stupore del cuore e al ringraziamento”.
Leone XIV invita a coltivare sempre atteggiamenti di lode e di gratitudine “lo rivolgo proprio a voi, caro popolo libanese. A voi che siete destinatari di una bellezza rara con la quale il Signore ha impreziosito la vostra terra e che, al contempo, siete spettatori e vittime di come il male, in molteplici forme, possa offuscare questa magnificenza”.
Dalla spianata che si affaccia sul mare, Leone XIV contempla la bellezza del Libano cantata dalla Scrittura. “Il Signore vi ha piantato i suoi alti cedri, nutrendoli e saziandoli, ha reso profumate le vesti della sposa del Cantico dei Cantici col profumo di questa terra e a Gerusalemme, città santa rivestita di luce per la venuta del Messia”.
Il Papa rivolgendosi ai fedeli presenti nella spianata del Beirut Waterfront ha detto che tale bellezza è oscurata da povertà̀ e sofferenze, da ferite che hanno segnato la vostra storia: “La vostra terra è oscurata da tanti problemi che vi affliggono, da un contesto politico fragile e spesso instabile, dalla drammatica crisi economica che vi opprime, dalla violenza e dai conflitti che hanno risvegliato antiche paure”.
Prevost afferma che la Parola del Signore, ci invita a trovare le piccole luci splendenti nel cuore della notte, sia per aprirci alla gratitudine che per spronarci all’impegno comune a favore di questa terra: “Penso alla vostra fede semplice e genuina, radicata nelle vostre famiglie e alimentata dalle scuole cristiane; penso al lavoro costante delle parrocchie, delle congregazioni e dei movimenti per andare incontro alle domande e alle necessità della gente; penso ai tanti sacerdoti e religiosi che si spendono nella loro missione in mezzo a molteplici difficoltà; penso ai laici come voi impegnati nel campo della carità̀ e nella promozione del Vangelo nella società̀”.
Infine il Santo Padre esorta alla responsabilità: “Tutti devono unire gli sforzi perché́ questa terra possa ritornare al suo splendore. E abbiamo un solo modo per farlo: disarmiamo i nostri cuori, facciamo cadere le corazze delle nostre chiusure etniche e politiche, apriamo le nostre confessioni religiose all’incontro reciproco, per sognare un Libano dove trionfino la pace e la giustizia, dove tutti possano riconoscersi fratelli e sorelle e dove, finalmente, possa realizzarsi quanto ci descrive il profeta Isaia: «Il lupo dimorerà̀ con l’agnello, il leopardo si sdraierà̀ accanto al capretto, il vitello e il leoncello pascoleranno insieme» .

@NRobemontoya

GIUSEPPINA DE BIASE

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