TORINO- Butterfly: rassegna di videoarte, il respiro invisibile della trasformazione_di Marcella Donagemma
C’è una trama sotterranea che attraversa Butterfly, la rassegna di videoarte ospitata a Flashback Habitat, fino al marzo 2026 a Torino. Un campo di forze che lega il passato, là dove convivono memorie, traumi, silenzi, alla possibilità di una rinascita, rispecchiando il ciclo vitale della farfalla, metafora universale di mutamento.
È una tensione sottile, quasi impercettibile, che abita le sale della Palazzina B, un tempo brefotrofio torinese e oggi luogo di accoglienza artistica di ventuno opere della Collezione Videoinsight invitano a un viaggio interiore.
Curata da Rebecca Russo, Butterfly non è una mostra da osservare, ma un dispositivo emotivo che agisce sullo spettatore. I video, diversi per generazione, geografia e linguaggio, compongono un paesaggio di trasformazione: il gelo che si scioglie, il corpo che resiste, l’isolamento che trova un varco.
Masbedo, Hans Op De Beeck, Ulla von Brandenburg, Sissi, Michael Fliri e gli altri artisti in mostra offrono immagini che non raccontano storie: aprono ferite, ma indicano anche il punto in cui si richiudono.
Il ciclo della farfalla, simbolo scelto per la rassegna, diventa allora una metafora dell’anima. Come nelle ripetizioni ossessive dei gesti di Polina Kanis o nella sfilata sospesa di Parade, emerge la fragilità dell’essere umano, imprigionato tra ciò che teme e ciò che desidera diventare. Suoni, pause, loop e ritmi fluidi avvolgono lo spettatore, invitandolo a un ascolto emotivo più che razionale.
La collaborazione con la Fondazione Videoinsight, che Ginevra Pucci definisce «un dono», mette al centro l’arte come strumento di trasformazione psicologica. Lo spettatore non è un passante: è chiamato a sentire, a lasciarsi attraversare, magari a riconoscere qualcosa di sé.
Butterfly, è un invito: abbandonare il peso che ci trattiene al suolo e accettare che il cambiamento, anche quando fa male, è l’unico modo per imparare a volare.
INFO
Flashback Habitat – Pad. B – primo piano
fino al 29 marzo 2026
Torino
(la foto di copertina non si riferisce alla mostra)