RECENSIONE DEL FILM “MONSIEUR BLAKE” di Gilles Lagardiniere, con John Malkovich, Fanny Ardant- di Daniela Di Benedetto. A cura di Elisa Rubini.
Il manager inglese Blake (John Malkovich), rimasto vedovo, decide di lasciare per un po’ i suoi affari e di tornare nel luogo dove conobbe la moglie, per rivivere i ricordi: un castello francese. Infatti lei trent’anni prima viveva lì, figlia del padrone, e Blake le dava lezioni di inglese; ora la tenuta appartiene alla vedova (Fanny Ardant) di un uomo che evidentemente dovette acquistarla dagli eredi. Che coincidenza: la vedova sta pensando di trasformare il luogo in un bed&breakfast, mentre la sua governante ha pubblicato un annuncio cercando un aiuto nel lavoro domestico: fatto sta che Blake viene accolto e si adatta al ruolo di “maggiordomo in prova”.
Scoprirà che certi lavori non sono adatti a lui, ma in compenso la sua saggezza, dovuta all’età e alle esperienze precedenti, gli consente di risolvere i problemi di tutte le persone residenti, padrona, governante, cameriera incinta, giardiniere. Mi ricorda molto il maggiordomo Jeeves di Wodehouse, che a volte ricorre a sistemi bizzarri per tirare fuori dai guai il suo datore di lavoro.
Qualche critico ha commentato che un attore del calibro di Malkovich non dovrebbe accettare ruoli leggeri come questo. Perché no? Ricordiamo che il divo ha girato il film a 70 anni e non potrebbe più interpretare l’affascinante seduttore che ci fece fremere 36 anni fa nel capolavoro “Le relazioni pericolose”. Gli anni passano per tutti, la femme fatale Bette Davis in vecchiaia interpretò una serie di film horror, e non è escluso che Brad Pitt a 70 anni possa recitare nella parte del nonno in un film per bambini. Quindi non ho obiezioni sul ruolo, semmai resto un po’ perplessa per il lavoro del doppiatore italiano che ha conferito a Malkovich un tono di voce estremamente monotono. Del resto le battute sono di impostazione teatrale; non si scoppia dal ridere ma si sorride continuamente, ci si rilassa, e chi non vorrebbe di questi tempi vedere un film rilassante?
Ci sono tutti gli elementi di una commedia della Disney, compresa la deliziosa gatta della governante, e oserei dire che, mentre la Disney è in declino e si preoccupa solo del politically correct, è opportuno che altri produttori facciano le sue veci.
Voto 7/10.
Daniela Di Benedetto