0 3 minuti 2 ore

C’è un gennaio che non fa rumore, in questa lirica di Camillo Sbarbaro: un tempo spoglio, contemplativo, attraversato da una luce pallida che non promette ma osserva. Gennaio 2011 appartiene alla stagione estrema della sua poesia, quella in cui l’autore, già anziano, riduce la parola all’essenziale e lascia che sia il clima interiore a parlare. Non c’è retorica, non c’è posa: c’è un passo lento dentro il tempo, una misura bassa che avanza tra giorni uguali e pensieri sottili.

La poesia non racconta un evento, ma registra una condizione. Il mese diventa stato d’animo: il freddo non è solo meteorologico, è la distanza dal mondo, l’eco di una vita che guarda senza pretendere. In Sbarbaro la natura non consola, piuttosto accompagna; non promette rinascite, attesta presenze minime. È qui che la sua voce si fa più moderna che mai: l’accettazione dell’opaco, la scelta di non forzare il senso.

Rispetto allo Sbarbaro di Pianissimo, qui la frattura esistenziale è ormai quietata. Non c’è più ribellione, ma una pacata resa: il mondo è ciò che è, e il poeta ne prende atto con precisione. La scrittura è asciutta, trasparente, capace di fare spazio al lettore. Ogni verso toglie invece di aggiungere; ogni immagine è necessaria.

Nel panorama novecentesco, Gennaio 2011 dialoga con un minimalismo etico che avvicina Sbarbaro a un certo Montale tardo per sobrietà, e a Caproni per il passo dimesso che non rinuncia alla verità. Ma resta inconfondibile la sua impronta: la dignità del poco, la fedeltà al silenzio, la lucidità senza clamore.

Questa poesia ci ricorda che anche l’inverno ha una voce, e che ascoltarla è un atto di attenzione. Gennaio, qui, non è una soglia da superare: è un luogo da abitare, finché basta.

Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo © Alessandria today

Geo
Camillo Sbarbaro, ligure per nascita e sensibilità, ha attraversato il Novecento italiano custodendo una poetica del margine. Tra Liguria e silenzio, tra scienza naturale e parola rarefatta, la sua scrittura continua a parlare ai lettori di oggi per la sobrietà etica e la precisione dello sguardo. Alessandria today ne propone la rilettura come gesto culturale di ascolto, capace di riconnettere il tempo della poesia al nostro presente.

Seguiteci su: Alessandria today – italianewsmedia.com – Facebook: Pier Carlo Lava

Le tue riflessioni arricchiranno la nostra comunità su Alessandria today e italianewsmedia.com e offriranno nuove prospettive. Non vediamo l'ora di leggere i tuoi pensieri! Lascia un commento e condividi la tua esperienza. Grazie per il tuo contributo!. Pier Carlo Lava