Questa celebre citazione di Friedrich Nietzsche non è un semplice aforisma da antologia, ma una delle sintesi più potenti del pensiero moderno sull’esistenza. In poche parole, Nietzsche racchiude una verità scomoda e insieme liberatoria: la vita non promette felicità, ma chiede senso.
Il “perché” di cui parla il filosofo non è un dogma, né una risposta universale valida per tutti. È una ragione personale, intima, spesso conquistata attraverso il dolore, che permette all’essere umano di resistere anche quando il “come” diventa gravoso, ingiusto, apparentemente insopportabile. Non si tratta di eliminare la sofferenza, ma di trasformarla in materia viva, in esperienza che rafforza e definisce.
Nel pensiero nietzschiano il dolore non è un errore da correggere, bensì una condizione inevitabile dell’esistenza autentica. Chi possiede un fine, un ideale, una vocazione, riesce a non soccombere agli urti della vita. Il “come” rappresenta tutto ciò che ferisce: la malattia, la solitudine, il fallimento, la perdita. Il “perché”, invece, è ciò che impedisce all’anima di spezzarsi.
Questa frase assume un valore ancora più forte se letta nel nostro presente, segnato da incertezze economiche, crisi identitarie, guerre e disorientamento collettivo. Nietzsche parla all’uomo contemporaneo, invitandolo a non cercare salvezze esterne, ma a costruire un senso che nasca dalla propria responsabilità individuale.
Non è una citazione consolatoria. È, piuttosto, una chiamata alla maturità. Vivere significa scegliere, assumersi il peso delle proprie scelte e riconoscere che senza un “perché” la vita rischia di ridursi a pura sopravvivenza. Con un “perché”, invece, anche il dolore può essere attraversato, compreso, persino redento.
Rileggere oggi questa frase di Nietzsche significa porsi una domanda radicale, che non ammette scorciatoie: per cosa siamo disposti a resistere?
La risposta, come il filosofo insegna, non è scritta da nessuna parte. Deve essere trovata, e soprattutto, vissuta.
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Alessandria, crocevia discreto di storie, riflessioni e vita quotidiana, è anche un luogo in cui la filosofia continua a interrogare il presente. Alessandria today, testata culturale attenta al pensiero critico e alla letteratura senza tempo, propone questa rilettura di una delle citazioni più celebri di Friedrich Nietzsche come occasione di riflessione collettiva. In un territorio segnato da trasformazioni sociali ed economiche, il richiamo al “perché” della vita risuona con forza particolare, invitando i lettori a ritrovare senso, responsabilità e consapevolezza nel proprio percorso personale e civile.
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