Ci sono romanzi che nascono da un’urgenza interiore e finiscono per interrogare il nostro tempo. “Meltem. La Sposa del Bosforo” appartiene a questa categoria: non un semplice racconto, ma un attraversamento, umano e politico, dei confini più fragili del presente.
Pier Carlo Lava
Il romanzo Meltem. La Sposa del Bosforo, scritto da Franca Colozzo, è un’opera complessa, stratificata, che intreccia autobiografia, fiction, noir politico e spy story, senza mai perdere di vista il nucleo centrale della narrazione: la condizione femminile in contesti culturali e geopolitici ostili alla libertà delle donne.
La protagonista Meltem è un’artista italiana che sceglie di indossare un abito da sposa per dare vita a una performance artistica, umanitaria e pacifista. Un gesto che non ha nulla di decorativo o simbolico in senso astratto, ma che espone il corpo femminile come atto politico, come sfida aperta a sistemi di potere, consuetudini patriarcali e derive fondamentaliste. L’arte, in questo romanzo, non è rifugio ma zona di rischio.
Accanto a Meltem si muove Deniz, amica turca e ricercatrice di Storia Antica presso l’Università di Beyazit, figura lucida e inquieta, insofferente al machismo strutturale della società turca. Insieme, le due donne progettano una missione artistica che dovrebbe attraversare idealmente Turchia, Siria, Israele e Gerusalemme, con l’intento di portare un messaggio di pace oltre i confini religiosi e politici. Ma proprio questa ambizione rende il progetto pericoloso.
Fin dalle prime pagine, il romanzo lascia emergere un clima di minaccia latente. Intimidazioni, sospetti, ambiguità istituzionali accompagnano le protagoniste, trasformando gradualmente il racconto in un thriller politico. La polizia turca osserva, indaga, diffida. Intrighi di palazzo, omicidi a sfondo politico e giochi di potere creano un reticolo sempre più fitto, in cui Meltem e Deniz rischiano di essere stritolate.
La presenza di un misterioso ministro-ingegnere, figura ambigua che sembra offrire protezione mentre orchestra un complotto segreto, introduce una dimensione da spy story, in cui nulla è davvero come appare. La fiducia diventa un lusso, la verità una costruzione fragile. In questo contesto, l’arte non salva, ma espone, e proprio per questo acquista valore.
Il riferimento iniziale alla tragica vicenda di Pippa Bacca non è mai sfruttato in modo sensazionalistico. È piuttosto una ferita di memoria, uno spartiacque morale che accompagna il lettore, ricordando che ciò che Meltem compie non è un gesto metaforico, ma una scelta che ha conseguenze reali. La paura non è mai rimossa, anzi diventa parte integrante del racconto.
Uno degli elementi più interessanti del romanzo è lo sdoppiamento autobiografico dell’autrice nei personaggi di Meltem e Vera. Vera è un’insegnante italiana distaccata all’estero, madre di due figlie, chiamata a confrontarsi con una cultura diversa, con la diffidenza, con la necessità di imparare la lingua turca e di sospendere i giudizi. Attraverso Vera, il romanzo racconta la fatica dell’integrazione, il lento processo di ascolto e adattamento che precede ogni autentico dialogo interculturale.
Istanbul domina la narrazione come personaggio vivo e contraddittorio. Città affascinante e inquietante, sospesa tra due continenti, è lo spazio ideale per rappresentare lo scontro – ma anche la possibile mediazione – tra Oriente e Occidente. Non c’è esotismo compiaciuto nella scrittura di Colozzo, ma uno sguardo lucido, spesso disincantato, maturato da anni di vita reale nella metropoli sul Bosforo.
Accanto alle protagoniste si muove una costellazione di figure femminili: Fatos, vittima di un marito-padrone; donne musulmane consapevoli e inconsapevoli; madri, figlie, lavoratrici. Tutte incarnano, in modi diversi, la tensione tra sottomissione e riscatto, tra adattamento e ribellione. Il viaggio diventa così anche un percorso di presa di coscienza collettiva, soprattutto per quelle donne che vivono in società dove la parità di genere è proclamata ma raramente praticata.
Il pellegrinaggio al Monte Nemrut Daǧi, con le sue colossali statue di pietra, rappresenta uno dei momenti più simbolici del romanzo: la ricerca delle radici spirituali, il confronto con un tempo arcaico che relativizza il presente. Qui l’incanto e il disincanto si intrecciano in una spirale continua di contemplazione e azione, cifra stilistica dell’intero libro.
Dal punto di vista letterario, Meltem. La Sposa del Bosforo rifiuta le etichette semplici. È un romanzo ibrido, volutamente irregolare, che alterna lirismo e crudezza, introspezione e tensione narrativa. Proprio questa complessità ne costituisce la forza. Non consola il lettore, ma lo coinvolge, lo inquieta, lo costringe a interrogarsi.
“Meltem. La Sposa del Bosforo” non è un romanzo rassicurante. È un libro che espone, come fa la sua protagonista, e che chiede al lettore di attraversare zone scomode: il potere, la paura, il controllo, la libertà. Un’opera che si colloca a pieno titolo nella narrativa civile contemporanea e che conferma come la letteratura possa ancora essere un atto di responsabilità.
Biografia dell’autrice
About the author
FRANCA COLOZZO is an Italian Architect.
Member of UIA – UNION OF INTERNATIONAL ARCHITECTS | former Teacher od Drawing and History of Art, also abroad in Istanbul (TURKEY) on behalf of the Italian Ministry of Foreign Affairs (M.A.E.) | Poet | Writer | multilingual author| recipient of
n°4 honorary PhDs | highly internationally awarded | freelancer | UN SDGs & UN DESA Blogger | member of UN ECOSOC (CSW67) | GGAF (USA) Italian Chapter | WEF- Lifelong Honorary Member |Executive Director for Sustainability, Climate Change and contact person for the Transparency Register of the European Commission and Parliament, on behalf of GPLT – GLOBAL PEACE LET’S TALK (London, UK), founded and chaired by Dr. Nikki De Pina | Member of the INTERNATIONAL ACADEMY of ETHICS, founded and presided over by Dr. Jernail S Anaand (INDIA) | Executive Director of RRM3 – RINASCIMENTO RENAISSANCE – Millennium III, founded and presided over by Prof. George Onsy (Cairo, EGYPT) | Founder of many groups on social media| .
During the seven years spent abroad, thanks to her multiethnic and multicultural experience, she organized art exhibitions at the Italian (I.M.I.) Scientific High School, at the Italian Cultural Institute, and the most prestigious universities in Istanbul (Turkey). Eclectic, creative, and enthusiastic, strongly convinced of the importance of organizational innovation, she is an excellent team worker even in a multicultural context given her multiple linguistic knowledge.
Back in Italy in 2002, she passed on her foreign experience to the educational Italian system through annual art exhibitions on the didactic-artistic path of high school students, studying for a Master’s Degree in Lifelong Learning System at Casinis University and South Latium (Italy).
Selected in 2005, on behalf of the Italian Ministry of Foreign Affairs E.N.D. – OIB1, as an expert in Building Policy – GUIM 06/51, at the European Community in Brussels (Belgium), she achieved numerous professional and academic awards from recognized organizations both in Turkey and in Italy, certifications, diplomas, etc.
Passionate about social justice, attentive to the rights of the weaker social classes and the importance of education for women and children, she currently deals with novels, poems, essays, and articles in various newspapers and blogs on Human Rights, , Peace, environmental problems, refugees, women’s empowerment, sustainability, education, and health-related programs, etc.
Questo romanzo lascia il lettore con una sensazione rara: quella di aver assistito a un atto di verità, più che a una semplice storia. Meltem non offre risposte definitive, ma apre domande necessarie. E nel farlo, trasforma il Bosforo in una linea d’acqua che unisce, invece di dividere
Geo
Tra Italia e Istanbul, tra sponda europea e asiatica, La Sposa del Bosforo si inserisce nel racconto culturale che Alessandria today promuove: una letteratura capace di attraversare confini geografici e mentali, dando spazio a voci femminili, dialogo tra culture e pensiero critico contemporaneo.
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