C’è una soglia invisibile che attraversiamo ogni volta che un anno finisce. Non fa rumore, ma cambia il modo in cui guardiamo il tempo.
Pier Carlo Lava
La citazione di Lucio Anneo Seneca è tra le più condivise e meditate quando l’anno cambia. Non promette miracoli, non indulge nell’ottimismo facile, ma ci restituisce una verità essenziale: il nuovo non nasce dal nulla, nasce da ciò che abbiamo avuto il coraggio di chiudere.
In queste parole il tempo non è una linea che riparte, ma una materia viva che si trasforma. Ogni gennaio porta con sé non solo desideri e progetti, ma anche rinunce, consapevolezze, errori sedimentati. Seneca ci ricorda che non esiste vero inizio senza una fine accettata, compresa, attraversata.

Applicata all’anno che comincia, la citazione assume un valore quasi etico. Non chiede di diventare qualcun altro, ma di diventare più presenti. Il cambiamento non è una promessa esterna, è una decisione interiore. È il momento in cui scegliamo cosa lasciare indietro: abitudini che ci appesantiscono, parole non dette, paure che non ci appartengono più.
Nel ritmo veloce delle celebrazioni di Capodanno, questa frase invita a un gesto silenzioso: fermarsi, guardare indietro senza nostalgia e avanti senza ansia. L’anno nuovo non è una pagina bianca, ma una pagina che continua, scritta con una calligrafia un po’ più consapevole.
Forse il modo migliore di iniziare non è chiedersi cosa farò, ma cosa ho finalmente chiuso. È lì che comincia davvero l’anno.
Geo
Alessandria, con il suo tempo sospeso tra nebbia e luce invernale, è il luogo ideale per riflettere sul valore dei passaggi. Alessandria today accompagna questo inizio d’anno con uno sguardo che unisce memoria e futuro, cultura classica e vita quotidiana, offrendo ai lettori uno spazio di riflessione lenta in un tempo che corre.
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